Come preparare la colla di coniglio

Colla di Coniglio

In quest’articolo voglio spiegare come preparare la colla di coniglio.

Quella di coniglio è una colla di origine tradizionalmente usata nella preparazione della tela.

Attenzione!!!  Oggi non eseguo più l’imprimitura delle tele con la di colla di coniglio e gesso di Bologna perché la ritengo poco pratica e macchinosa. Preferisco usare sistemi più rapidi e moderni che garantiscono lo stesso livello qualitativo se non addirittura migliore. Quest’articolo è presente sul blog solo a scopo didattico per divulgare metodologie d’interesse storico.

Per preparare la colla prendiamo un contenitore di plastica da cucina dove verseremo dell’acqua.

Colla di Coniglio

Prendiamo poi la colla che in apparenza somiglia molto allo zucchero di canna. Generalmente, i negozi di belle arti la vendono al Kg. La colla potete trovarla anche a scaglie e, in tal caso, va bene ugualmente.

Colla di Coniglio

Prendiamo poi un quantitativo di colla tale che il suo rapporto con l’acqua sia di 1 a 15, calcolato in base al peso. Ad esempio, 10 grammi di colla vanno miscelati con 150 d’acqua. Potete utilizzare una comune bilancia da cucina per pesare sia la colla che l’acqua. È possibile usare un rapporto 1 a 7 calcolato in base al volume se non si dispone di una bilancia.

Colla di Coniglio

Versiamo la colla nell’acqua e lasciamola riposare per dodici ore finché essa non si gonfia per via dell’assorbimento del liquido.

Colla di Coniglio

A questo punto la colla va riscaldata a fuoco lento a bagnomaria. Prendete un bollitore di metallo e riempitelo d’acqua. Immergete all’interno il contenitore con acqua e colla. Notate l’uso dei comuni contenitori in plastica da cucina perché molto resistenti alle alte temperature. La colla va riscaldata finché non diventa tutta liquida senza più tracce di granelli. È importante non far bollire l’acqua.

Colla di Coniglio

Lasciate raffreddare la colla prima di usarla. La colla rimarrà liquida per molto tempo ma poi inizierà a diventare  gelatinosa. Non preoccupatevi avete tutto il tempo per stendere la colla sulla vostra tela.

Colla di Coniglio

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Commenti

  1. Grazie per questa dettagliata spiegazione, avevo sempre sentito parlare della colla di coniglio ma non sapevo esattamente come prepararla, ora lo so ;o)

  2. evelina pulli dice:

    Grazie, davvero molto utile: ne avevo sentito parlare ma non sapevo come si utolizzasse

  3. Enrico Rudelli dice:

    Davvero interessante e pratico. Credo sia un valido complemento a quanto scritto da Nicodemi nel suo “Come dipingere a olio” (pag. 32 – 35, edizioni Il Castello) per quanto riguarda la preparazione delle tele grezze.

  4. Il Vasari probabilmente non cita i conigli perché quel tipo di colla si può fare con un qualsiasi tipo di ossa, la colla di coniglio infatti spesso viene chiamata anche colla di ossa o colla animale, usata una volta anche dai falegnami e tutt’ora dai doratori. La preparazione che proponi in effetti è la stessa che usano i doratori come fondo.

    Io preparavo le mie tele in questo modo una volta, l’operazione è piuttosto laboriosa ed ora non lo faccio più, si può aggiungere che alcuni aggiungono dell’olio di lino alla stesura dell’imprimitura per diminuire un po’ la secchezza del fondo preparato in questo modo e favorire una maggiore scorrevolezza del pennello nelle successive fasi di abbozzo e/o pittura

  5. salvatore dice:

    Ciao alessandro,
    la colla che menzioni tu è la colla garavella più dura. Il Cennini pur citandola non la consiglia nella preparazione della tavola preferendo quella di capretti e pecora. Diverso è il discorso del Vasari a cui sarei arrivato in un successivo articolo. Quando parliamo di tecniche antiche bisogna differenziare tra l’epoca del ‘400 inizio ”500 e fine ‘500 inizio ‘600. In quest’ultimo periodo si abbandonò l’uso delle tavole preferendo le tele per una questione di trasportabilità. Alcuni artisti come Caravaggio preferivano dipingere su tele grosse ad olio. C’era il problema della trasportabilità. Le tele sono più leggere rispetto alle tavole e, inoltre, queste dovendo sostituire affreschi dovevano essere di grosse dimensioni (vedi Caravaggio). Il problema, però, era dell’imprimitura. Il gesso usato per le tavole va bene anche su tele a patto che non si toglie la tela dal telaio e la si arrotoli, in tal caso la superficie può creparsi. Da qui l’esigenza di ricette tipo da te menzionata e altre che usano come carica inerte solfati di calcio, argilla e altro. Cmq, ne parlerò in un aticolo successivo.

  6. salvatore dice:

    Dimenticavo, è chiaro che oggi si usa la colla di coniglio per via della sua disponibilità e perchè è colla d’animale e, probabilmente, ha caratteristiche simili a quella di capretti o pecora. Ma questa è una mia ipotesi.

  7. ciao
    volevo complimenatrmi per il tuo sito è molto fatto bene ed utile
    leggendo il forum ho visto che si parla di artpapa.com
    mi piace molto la tecnica dei fiamminghi
    volevo acquistare degli ebook e dei corsi in dvd
    ma è tutto in inglese e non capisco come acquistare
    per caso avete gia acquistato qualcosa?
    grazie

  8. salvatore dice:

    si io si. Il processo è semplice e si basa su una società di terze parti molto nota checkout2 o qualcosa di simile se ricordo bene.
    Cmq, il sistema è sicuro … poi se non conosci l’inglese è meglio che non l’acquisti.

  9. ottimo articolo!
    non ho mai provato a farlo, lo provero’.
    apprezzo molto questo apprfondimento delle tecniche dei grandi maestri del passato, trovo molto utili anche i riferimenti del vasari e di leonardo.
    auspico come detto dall’autore ad un proseguo di questi tipo di articoli sulle altre tecniche usate nel passato dai grandi.

    grazie

  10. gianartista dice:

    Anni fa apprettavo le tele di lino in questo performante modo.
    Il rapporto 1 a 15 è perfetto.
    Se la colla è troppa tende a tirare la tela deformandola,
    se è poca perde l’effetto da turapori.
    Ma c’era un problema
    Montavo la tela su un costoso telaio in metallo che mi aveva
    regalato un amico restauratore.
    l’unica volta che provai ad apprettare la tela montata su un normale
    telaio in legno, la tela si incollò sul telaio, attraversando i pori della tela.
    Come hai risolto il problema nella foto di esempio?

  11. Ciao e complimenti. Io preparo molto spesso colla di coniglio. Io metto 8-10 % e il 90 % acqua e la metto in microonde ed è pronta in 5 minuti poi giro il tutto con un mestoli no di legno. Sono ricorso al microonde con il tempo perché non mi piaceva aspettare che assorbisse l’acqua. L’unica differenza io poi chiudo il vasetto e lo metto qualche istante sotto l’acqua fredda per rendere la colla non troppo sciacquarella o meglio troppo calda e troppo fluida. Certo lascio sempre che abbia una temperatura calda ma non eccessivamente specialmente per tele a trama molto larga altrimenti troppi passaggi servirebbero per chiuderli. Per conservarla metto 10 gocce di fenossi etanolo che li per li la sbianca appena , lascia intatte le caratteristiche e si conserva anche per 2 anni senza il ben che minimo odore che dopo 2 giorni altrimenti sarebbe disgustoso.

  12. Ciao Enrico,
    innanzittutto ti ringrazio per il commento. Le proporzioni corrette citate in molti libri antichi, nei libri di Piva è di 70g su 1L di acqua distillata. IL di acqua distillata pesa 1 Kg. 1000/70=14.28 circa. Considerando che l’acqua di rubinetto è un pochino più pesante si arrotonda a 1 a 15 in peso e non volume. Questo se vogliamo seguire la letteratura seria. Poi spesso per esigenze di preparazione si preparano anche nel medesimo istance colle un pò più deboli o forti a seconda se si fa l’apprettatura o si mescola con il gesso o altre cariche inerti.
    Tu sembri usi un rapporto 1 a 10 in volume, forse è per questo che ti appare più acquosa. Mai provato il microonde, in fondo su fornello ci mette poco. Invece, non conoscevo la soluzione per conservarla per due anni. Ti ringrazio.
    Riguardo l’odore proprio qualche mese fa dicevo a mia moglie … ma perchè tutti si lamentano dell’odore? Io uso colla di coniglio a granelli in figura, la tengo in frigo anche per diverse settimane e non lascia alcun odore.

  13. Francesca dice:

    Mi chiedevo… se volessi utilizzare questa tecnica di apprettatura per preparare tele che poi tratterò con acrilici? La mia idea è quella di imprimere di sola colla la tela per renderla più resistente e di utilizzare il gesso acrilico solo in parte della di essa, lasciando visibile (ma protetta dalla colla di coniglio) in alcuni punti la trama. Sai dirmi se la colla di coniglio (di origine grassa), una volta asciutta si presta male (per effetto di idrorepellenza intendo) ad accogliere l’acrilico diluito? Oppure non da problemi?

  14. Conviene mettere nella preparazione della colla di coniglio poche gocce di aceto bianco.?

  15. cristina dice:

    qualcuno mi sa dire, scrivendomi nella mia mail, come si fa a trasferire foto su legno, stoffa, ecc con colla di coniglio ??? Grazie mille

  16. Tiziana dice:

    Grazie mille! Chiaro ed esaustivo.

  17. Tiziana dice:

    Anche io vorrei sapere se c’è un modo x trasferire delle foto su altri supporti cn la colla di coniglio. Lascio la mail. Grazie!

  18. Non capisco. Vuoi trasferire il disegno della foto o la foto vera e proprio?

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