Come fare l’Imprimitura di una Tela

Imprimitura di una Tela

In quest’articolo voglio spiegare come preparo la tela per dipingere a olio.

Perché preparare la tela prima di dipingere?

In commercio vendono tele già preparate con imprimitura bianca, perché allora perdere tempo a prepararle di nuovo? Come ho già spiegato in quest’articolo non sempre riesco a trovare una tela pronta della misura e qualità desiderata. Quando ciò accade sono costretto a comprare una tela grezza, montarla sul telaio e prepararla con un’imprimitura bianca.

Anche quando trovo una tela bianca della misura desiderata quasi mai la qualità della trama e della superficie mi soddisfa, per cui preferisco spendere qualche ora in più per prepararla da me. La preparazione che andrò a spiegare garantisce:

  • una superficie con la giusta trama;
  • una superficie non assorbente che riceve bene il colore ed eviti di prosciugarlo;
  • i colori rimangano sempre splendenti come il primo giorno che li ho applicati.

Apprettatura della Tela

Tela Grezza montata su Telaio

Partendo da una tela grezza prima di stendere l’imprimitura vera e propria è necessario eseguire la fase di apprettatura che consiste nel dare una mano di colla diluita in acqua. Questa fase è necessaria per i seguenti motivi:

  • evita che l’imprimitura coli attraverso la trama del tessuto;
  • riduce la quantità d’imprimitura necessaria per preparare la tela;
  • isola il tessuto dai successivi strati pittorici;
  • consente all’imprimitura di aderire bene alla tela.

Chi parte da una tela bianca già pronta può anche saltare questa fase e procedere direttamente con la fase di imprimitura.

Materiali

Per eseguire l’apprettatura di una tela utilizzo i seguenti materiali:

  • Colla Vinavil 59 da 1Kg.
  • Bicchiere di plastica grande.
  • Bastoncino.
  • Pennello largo da 5 cm.
  • Tela grezza precedentemente montata su telaio.

La colla Vinavil 59 si differenzia dalla comune Vinavil perché ha un pH neutro che non aggredisce il tessuto della tela. Si trova facilmente in ferramenta e il suo costo è paragonabile a quello della Vinavil comune.

Sul sito della Gambling Colors si legge in inglese (evito di tradurre per non alterarne il senso):

Diluted with distilled water, PVA size is a contemporary size for fabric support. Conservation scientists recommend painters use neutral pH PVA size on linen and canvas instead of rabbit skin glue. PVA provides a good size layer that seals the fabric but does not re-absorb atmospheric moisture, swell and shrink like rabbit skin glue does. There are hundreds of different formulae of PVA. We acknowledge and appreciate the research of the Canadian Conservation Institute that helps painters and conservators identify the best PVA to use. Gamblin PVA Size is made from PVA that has a neutral pH and does not yellow. It also retains its flexibility and does not emit harmful volatiles.

Secondo il sito web gli esperti del Canadian Conservation Institute consigliano ai pittori di usare una colla polivinilica a pH neutro per la preparazione della tela al posto della classica colla di coniglio. Il motivo è che essa non assorbe l’umidità atmosferica, non si gonfia o restringe.

Sinceramente non ho indagato più di tanto sui test eseguiti dal citato istituto e nemmeno credo di avere la competenza scientifica necessaria per validare la veridicità delle loro affermazioni. Tuttavia, trovo piuttosto normale che un’azienda di belle arti faccia leva sui test eseguiti da un laboratorio specializzato per promuovere i propri prodotti.

Quello che ho fatto io è stato semplicemente testare una colla analoga che si trova facilmente in Italia, con un costo piuttosto basso, facile da usare e con pH neutro. Il risultato mi ha soddisfatto e ho deciso di utilizzare questo prodotto per la preparazione delle mie tele. Fino a ora non ho avuto alcun problema.

Apprettatura Tela - Materiali

Versare due dita di colla Vinavil 59 dentro al bicchiere di plastica grande.

Vinavil 59 nel Bicchiere

Riempire il restante del bicchiere con l’acqua senza arrivare al bordo. Suggerisco di lasciare uno o due dita dal bordo.

Vinavil 59 e Acqua nel Bicchiere

Mescolare la miscela di acqua e colla con un bastoncino di legno qualsiasi. Continuare a mescolare finché acqua e colla non sono ben amalgamati.

Mescolare_Vinavil 59 e Acqua nel Bicchiere

Miscela Vinavil 59 e Acqua pronta per Apprettatura

Stendere la soluzione sulla tela grezza con il pennello.

Stesura Apprettatura

La miscela acqua e colla asciuga molto velocemente. Nella foto, infatti, si nota come alcune zone già erano asciutte nell’intervallo di tempo che era trascorso tra la fine della stesura e lo scatto della medesima. Non preoccupatevi se durante l’asciugatura si forma qualche grinza sul tessuto, asciugandosi esso diventerà più teso a causa del suo restringimento. Lasciare asciugare.

Apprettatura Tela Completa

Imprimitura della Tela

Finita la fase di apprettatura si procede con quella d’imprimitura che consiste nello stendere due o più mani di gesso acrilico o primer sulla tela, impermeabilizzandolo successivamente con un ulteriore strato di acqua e colla.

Materiali

I materiali che utilizzo per la fase d’imprimitura sono:

  • Gesso acrilico o primer.
  • Bicchiere di plastica grande.
  • Bastoncino di legno qualsiasi.
  • Pennello grande da 5 cm.
  • Carta vetro finissima.
  • Colla Vinavil 59.

Imprimitura di una Tela - Materiali

Stesura del Gesso Acrilico

Con il bastoncino bisogna amalgamare il gesso e se è troppo duro va versata una goccia d’acqua per diluirlo.

Preparazione Gesso Acrilico

Rimuovere la colla in eccesso stesa durante la fase di apprettatura con la carta vetro.

Scartavetrare Tela con Apprettatura

Versare una striscia di gesso acrilico o primer al centro della tela.

Versare Gesso Acrilico su Tela

Cominciare a stendere il gesso in senso verticale con il pennello. Versare altro gesso se necessario.

Inizio stesura Imprimitura su Tela

Completare la stesura stendendo prima in senso verticale e poi orizzontale. Ripetere più volte se necessario. L’ultima stesura faccio sempre in modo che sia quella orizzontale e la eseguo appoggiando appena il pennello sulla tela e tirandolo senza applicare forza (lasciando lavorare solo quella di gravità). Con questo sistema la superficie diventa uniforme.

Prima Mano Imprimitura

Lasciare asciugare e poi scartavetrare la superficie per rimuovere eventuali imperfezioni.

Scartavetrare Prima Mano Imprimitura

Per la seconda mano stendere di nuovo il gesso al centro della tela come fatto prima.

Inizio Seconda Mano Imprimitura

Iniziare la stesura del gesso prima in direzione verticale e poi orizzontale.

Stesura seconda mano Imprimitura

Nell’ultima stesura, uniformare la superficie poggiando appena il pennello sulla tela e tirandolo senza applicare forza (lasciare lavorare solo quella di gravità).

Rifinitura seconda mano Imprimitura

A questo punto il lavoro è concluso e bisogna lasciare asciugare.

Seconda mano Imprimitura completata

Con la carta vetro rimuovere le imperfezioni concludendo così la fase d’imprimitura.

Scartavetrare Imprimitura

Impermeabilizzazione con Colla e Acqua

L’imprimitura finora preparata è ancora troppo assorbente e il colore rischia di prosciugare se non aggiungiamo uno strato di colla e acqua il cui compito è quello di:

  • ridurre l’assorbenza dell’imprimitura;
  • isolare lo strato di primer dai colori a olio come è raccomandato sulle etichette di questi prodotti. Nel mio modo di dipingere dopo la fase di disegno eseguo la campitura della tela con un colore di terra a olio uniforme che proteggerà ancora di più lo strato di gesso dai colori.

Riutilizzare la miscela di acqua e colla preparata in fase di apprettatura per realizzare anche l’impermeabilizzazione della tela.

Colla Impermeabilizzante

Inizio stesura Colla su Imprimitura

Con il pennello stendere la miscela prima in senso verticale e poi in orizzontale.

Stesura colla su Tela con Imprimitura

Rifinitura Colla su Tela con Imprimitura

A questo punto la preparazione della tela è conclusa. Lasciare asciugare così poi posso procedere con il disegno del soggetto.

Il tema della preparazione della tela è uno tra i più discussi tra gli aspiranti artisti. Non credo esista un metodo migliore di un altro perché la scelta è legata agli obiettivi che l’artista si pone. Il mio suggerimento è quello di provare vari approcci per trovare il metodo più congegnale.

L’articolo non ha la pretesa d’illustrare il miglior metodo possibile per preparare una tela, ho solo spiegato quello che io utilizzo. Se pensate che questo metodo abbia lacune, sia migliorabile o semplicemente volete esprimere la vostra opinione potete lasciare un commento qui in basso.


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Commenti

  1. franco ferri dice:

    GRAZIE delle informazioni preziose quanto tempo deve asciugare la tela prima di fare il disegno,

  2. ciao, tra una mano e l’altra qualche oretta, te ne accorgi al tatto. Il gesso è un primer acrilico quindi asciuga presto. Io, per sicurezza, però aspetto il giorno successivo o mezza giornata.

  3. Enrico Fiorentini dice:

    Bravo Salvatore!
    Vedo che ti sei rimesso al lavoro sul blog… Questo mi aggrada molto!
    Il PH del Vinavil 59 non lo sapevo. Mi piace l’idea di utilizzare un prodotto all’acqua invece di scaldare a bagnomaria la colla di coniglio!
    Per l’eccessiva assorbenza del gesso, io passo una mano di acrilico anche per dare una base di fondo del colore più adatto al soggetto da dipingere.
    Ma il forum riaprirà?

  4. Ben ritrovato, Salvatore! Possiamo nuovamente leggere con piacere quanto di interessante hai saputo trasmetterci tempo fa e che si era interrotto , purtroppo!

  5. Ciao Enrico. Un caro saluto. Si la colla di coniglio l’ho usata per un po’ ma alla fine era tutto troppo complicato. Questo sistema è + semplice. Con tempo e pratica ho scoperto che in commercio esistono tele bianche già pronte assorbenti e non. L’etichetta non lo riporta, per scoprirlo basta tracciare una linea con inchiostro di china. Se si espande allora è troppo assorbente.

    Con l’imprimitura da me illustrata quando fai il disegno e lo ripassi con la china le linee rimangono perfette.

    Come dicevo non esiste il metodo perfetto. L’importante è trovare il sistema + congegnale e usarlo finché non si trova di meglio.

    L’acrilico come fai tu sicuramente va bene.

    Questa tecnica la scoprii anni fa quando era ancora aperto il forum. Feci qualche mese di test su varie tele preparate in vari modi possibili.
    L’obiettivo era vedere quale preparazione assorbiva meno i colori facendoli comunque ben attaccare. In fondo l’uso della colla vinilica non è una novità.

    La Vinavil normale ha pH 3 circa. Ho letto che colle acide tendono a rovinare con il tempo i tessuti, per questo optai per quella colla.

    Sinceramente non saprei dire se ciò è vero o no. Alla fine la 59 costa uguale e lo trovo facilmente in ferramenta (lo vende anche Amazon).

    Per l’impermeabilizzazione credo sia sufficiente anche la normale Vinavil, tanto non va a contatto con il tessuto. Tuttavia, io avendo già quella colla per l’apprettatura uso quella.

    Nel tempo ho imparato ad essere meno inutilmente sofisticato e passare prima possibile alla pittura 🙂

    Tuttavia, ci tenevo a mostrare questo metodo che secondo me ha qualche elemento di novità.

    Il forum non riaprirà, mi spiace. Cmq, so che non farete mancare la vostra presenza e supporto che a me fa molto piacere.

  6. Ciao Michele,

    Grazie. Spero di poter fare ancora qualcosa di utile per me e per tutti voi. Io trovo molto gratificante essere di aiuto a tante persone.

  7. Io uso la cementite 2/3 mani..carteggiandole ogni volta che ne pensate?

  8. Ciao Gabriele.
    Ne penso bene. Ricordo che qualche utente molto bravo del forum usava questo metodo. Un saluto.

  9. Ciao Salvatore
    Piacere rileggerti.
    Sono contenta che hai ripreso con i tuoi preziosi consigli!

  10. Ciao Robjnia. Grazie. Più che consigli è condivisione di quello che faccio per divertirmi con il disegno e la pittura. Spero sempre che qualcuno li trovi utile e sono contento che i primi due articoli di questo nuovo ciclo siano stati apprezzati dai lettori.

  11. franco ferri dice:

    grazie della velocissima e esauriente risposta franco

  12. Valeria Venturini dice:

    Grazie mille per i preziosi consigli, mi sono preparata un separe'(paravento) usando tela bianca tipo”lenzuola”, posso utilizzare questa tecnica prima di dipingere?

  13. Ciao Valeria. Si questa tecnica la puoi usare per dipingere. Puoi montare la tela di lino grezza da sola come ho spiegato nel precedente articolo:
    https://www.disegnoepittura.it/come-montare-tela-su-telaio/

    Questo consiglio di farlo solo se non si trova una tela bianca già pronta della trama e assorbenza desiderata. Il problema è che i venditori non scrivono le informazioni sull’assorbenza sulla confezione. Per questo motivo anche se trovo la tela bianca delle dimensioni che mi servono preparo l’imprimitura come spiego in quest’articolo così dopo posso dipingerci senza rischi di prosciughi (ossia quel fastidioso problema per cui i colori perdono brillantezza dopo qualche giorno).

    Se non ti va di perdere tempo con tutta la procedura puoi anche fare solo l’ultima parte di impermeabilizzazione su tela bianca, almeno sei sicura che l’imprimitura non assorbirà troppo colore (alcuni pittori usano questo metodo anche quando dipingono su tavola).

    Come dicevo nell’articolo:
    “Non credo esista un metodo migliore di un altro perché la scelta è legata agli obiettivi che l’artista si pone.”

    Io eseguo sempre la procedura sopra descritta prima di iniziare a dipingere.

    Se chiedi a 100 pittori diversi cosa fanno, ognuno ti dirà 100 cose diverse. Il mio consiglio è sperimentare e poi trovata una strada seguirla sempre.

  14. Angela Fenga dice:

    Sono una principiante e ti ho appena scoperto per caso, da autodidatta cercavo informazioni su come dipingere ad olio su tela. Non conosco ancora le varie tecniche ma piano piano sto imparando. Ho trovato molto interessanti gli argomenti trattati anche se spesso ho difficoltà perché non conosco ancora tanti termini tecnici. Mi piace molto dipingere e spero leggendo i tuoi articoli di imparare sempre di più. Grazie a presto

  15. Grazie

  16. Salve. Ho letto le informazioni che avete dato. Davvero interessanti e utili da apprendere. Amo dipingere, ma non avendo fatto studi artistici, mi mancano le basi. Grazie davvero. Su internet leggevo che alcuni aggiungono ” olio di noce” , ma a che serve?

  17. L’aggiunta di olio serve per rendere + elastica un’imprimitura. Questa cosa, però, è utile se fai le imprimitura con gesso di bologna tradizionale con colla (es. coniglio). Nel ‘400 questo genere di imprimiture si usavano su tavole, quando furono introdotte le tele nel ‘500/’600 come scrisse Vasari ci fu necessità di usare sostanze diverse rispetto al gesso perché questi arrotolando la tela crepava. In realtà, se fai un’imprimitura a base di gesso di bologna basta premere la tela da dietro per vedere il gesso crepare. Per evitare questo problema alcuni artisti aggiungono l’olio. Tuttavia, questo è il passato. Abbiamo la fortune di vivere in un presente con abbondanza di materiali. Io uso la Vinavil al posto della colla di coniglio, avendo testate entrambi posso assicurare che non perdi nulla, anzi. Inoltre, uso gesso acrilico al posto del gesso classico (il nome “gesso” c’è in entrambi ma sono cose totalmente diverse). Essendo il gesso acrilico molto assorbente lo impermeabilizzo con colla vinavil e acqua. Se usi le imprimiture a olio come quelle che vende Zecchi sul suo sito costa 12 Euro e non c’è bisogno di impermeabilizzare dai due mani e via. Come vedi, ogni materiale va usato in maniera opportuna, basta sapere con esattezza cosa si sta facendo. Questa esperienza si acquisisce sperimentando e chiedendo informazioni ad altre persone con la stessa passione. Spero di aver chiarito.

  18. Dimenticavo, probabilmente ti starai chiedendo che significa che il gesso acrilico è assorbente. Obiettivo della pittura ad olio è che stendi il colore e anche dopo 10 anni esso deve apparire brillante come il primo giorno. Se usi una base assorbente, l’olio precipita in questo strato e i colori diventano brutti e opachi. Questo fenomeno si chiama “prosciugo” ed è il nemico numero 1 del pittore.

  19. antonio dice:

    ciao ho una stampa di una madonna antica che era incollata su una tela e vorrei rincollarla su una tela nuova .mi sa consigliare che colla usare grazie antonio

  20. Sarracino Marianna dice:

    Ciao, sono felicissima che sei “tornato”, il tuo sito mi insegna sempre tantissime cose!!!
    Purtroppo il mio insegnante di pittura che ci ha consigliato il gesso acrilico, mi dice che, dopo, sono sufficienti uno o due strati di olio di lino. Peccato che per due quadri mi sono ritrovata con tutto il colore prosciugato… secondo te per rimediare sarà sufficiente la Damar (dopo qualche mese) o meglio aggiungere uno strato di olio di lino. Grazie ☺

  21. No. Finisci il dipinto. Poi vernicialo. Con quello dovresti risolvere. Ma non è mai come un dipinto già privo di prosciughi. Cmq non ti abbattere, ho parlato con molti pittori di elevato livello e il prosciugo è un problema piuttosto comune anche a quei livelli che spesso risolvono con la verniciatura.

  22. Ottimo articolo,sei bravissimo Salvatore.

  23. Grazie

  24. Marianna dice:

    Grazie per la sollecita risposta

  25. Grazie…Molto esauriente come sempre.

  26. silvia cavina dice:

    Buon giorno e complimenti, spiegato benissimo e, appena possibile consulterò tutto il tuo blog , già da questo articolo vedo che sei molto chiaro nelle spiegazioni ed immagino che possa apprendere molte cose. Io ho una tappezzeria ed utilizzo tessuti di vario genere, molte volte ho dei ritagli di tessuto che, essendo io molto per il riciclo, non butto ed accumulo, vorrei chiederti se con qualunque tessuto è possibile preparare delle tele da dipingere (ovviamente che non siano tele jacquard o stampate). Immagino che le più adatte siano con fibre naturali come lino, cotone, canapa, ecc. ecc. ecc. … . Per ciò che riguarda le trame invece? Inoltre vorrei chiederti anche, se io volessi utilizzare i tessuti dipinti per poi rivestire una poltroncina o una sedia secondo te la tecnica di preparazione è la stessa di cui parlavi sopra oppure il tessuto si irrigidisce troppo e quindi non risulterebbe un bel lavoro dovendo poi adattarsi a parti stondate delle sedute. Grazie mille per la risposta e buon lavoro

  27. Sslve, l’assorbimento è un grosso cruccio. Veder smorzare il colore dopo che lo si è steso brillante è ogni volta una stilettata. Chissà se con lo strato di vinavil la cosa si risolva una volta per tutte. Uso preparare il lino grezzo, con uno o piu strati di colla di coniglio (rendendola appena piu densa con aggiunta di piccole quantità di gesso in polvere) Ciò permette di poter usare il colore del tessuto come campitura (il fondo rimane trasparente) e lasciarlo visibile a lavoro finito (se è il caso).
    Comunque Grazie dell’accurata dimostrazione.

  28. No. La colla vinavil non risolve completamente ma è un buon inizio. Il tutto sta nel lavorare “Alla Prima” con decisione con pochi ripensamenti. Più passi e ripassi una zona meno diventerà fresca. Inoltre, il problema grosso sono i ripensamenti del giorno dopo. Fai questo piccolo esercizio. Prendi un po’ di colore e stendilo sulla tela. Lascia passare uno o due giorni. Passa poi su una parte della zona dove hai steso il colore un ritocchino con altro colore. Lascia asciugare. Dopo qualche giorno noterai che quel ritocchino ha causato il prosciugo. E’ una prova decisiva per capire bene questo fenomeno. Come ovviare? Due modi. Se il ritocco lo puoi evitare e ritardare meglio. Se non puoi, fallo. Quando prosciugherà ripassaci un po’ di olio. Se lo puoi evitare finisci il quadro e lascia passare due o tre settimane. Fai l’oliatura come spiego nel blog (puoi farla anche a zone anziché su tutto il dipinto). L’oliatura è fondamentale per evitare che si veda lo stacco tra nuovo e vecchio colore. a Quel punto metti il soggetto o foto a fianco del quadro e cerchi di renderli simili. Io dipingo in due fasi. La prima “Alla Prima” e completo il quadro. Qui l’obiettivo è fare al meglio il rendering di ogni oggetto. Poi lascio passare 2 o 3 settimane. Faccio oliatura (a volte anche a pezzi … è difficile che riesco a ritoccare tutto un dipinto in una sessione … me ne servono sempre almeno un paio). Metto la foto a fianco del dipinto, questa volta quardo dipinto e foto in continuazione per scoprire tutte le differenze. Quando non riesco a vederne più. Faccio la foto ad entrambi e li guardo da computer si trovano altre differenze. Oppure meno complicato capovolgo entrambi e li confronto.

  29. Ciaooooo Salvatore che piacere immenso leggere che sei tornato , era anni che leggevo e rileggevo i tuoi articoli che mi hanno aiutato tantissimo , dopo la natura morta con Walter Cozzoli ho fatto molto dipinti e continuò a farlo … tutto questo grazie al giorno che mi sono imbattuta nel tuo sito . Sono felice che sei tornato e ti seguirò volentieri . Grazie Iris

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