Viaggio a Cuba, natura morta dell’artista Walter Cozzoli

Natura Morta di Walter Cozzoli

L’iniziativa Incontra il Maestro Michelangelo Merisi detto Caravaggio sta dando i primi frutti ed è con molto piacere che voglio presentarvi il contributo di Walter Cozzoli. Con il suo lavoro, oltre ad esplorare la sua interpretazione della tecnica caravaggesca, ci da anche la possibilità di esplorare il tema delle texture che lui ha abilmente riprodotto nel suo lavoro. Poichè era da tempo che volevo parlare di quest’argomento ho pensato che il lavoro di Walter fosse adatto per proporre questo tema. Vi lascio alle parole di Walter e interverrò verso la fine per un’introduzione teorica all’uso delle texture.

Qui di seguito vi descrivo come ho proceduto alla realizzazione di questa natura morta il cui titolo è Viaggio a Cuba ed è un dipinto Olio su Tela. Prima di cominciare, però, vi fornisco la lista dei materiali utilizzati:

  • Tela 50×60
  • Imprimitura acrilica maimeri
  • Pennelli bianchi sintetici della Lotus. piatto n° 8 (3 pennelli per chiari, medi e scuri), piatto n° 16 per lo sfondo, pennello a ventaglio per le sfumature.
  • Olio di lino e di lavanda.
  • Trementina.
  • Straccio.
  • Colori: ocra, terra di siena naturale, terra d’ombra bruciata, blu di prussia, carminio, giallo cadmio, arancio cadmio, bianco titanio e nero avorio, rosso ossido trasparente.

Disegno Natura Morta di Walter Cozzoli

Ho disegno il soggetto in modo particolareggiato, dando molta cura alle zone d’ombra con tratti a matita morbida. Il disegno è stato realizzato su tela 50×60 trattata con stucco acrilico Maimeri , steso con una spatola. Ne ho applicati 3° 4 strati, asciugando il precedente strato con il’asciugacapelli e carteggiato con carta vetrata 200, prima di applicare il successivo strato. A questo punto le regole classiche impongono che il disegno venga ripassato con inchiostro indelebile per evitare che l’imprimatura successiva possa danneggiare il disegno stesso. Io, invece, ho applicato delicatamente un’  imprimatura molto leggera grigiastra diluita con essenza di trementina,  olio di lino e gocce di olio di lavanda.  Se si fa attenzione il disegno non si rovina. I colori usati per l’imprimitura sono blu di prussia e terra d’ombra bruciata. Quando è asciutto potete farci quello che volete.

Chiaroscuro Natura Morta di Walter Cozzoli

Per il chiaroscuro di base ho utilizzato una combinazione di terra d’ombra bruciata e terra di siena naturale,molto concentrata per lo sfondo e variabilmente diluita per ottenere le zone d’ombra. Lasciare asciugare per almeno 7-10 giorni.

Natura Morta di Walter Cozzoli

A tela completamente asciutta, ho passato un velo di olio di lino su tutta la superficie, usando le mani. L’eccesso di olio, l’ho eliminato con uno straccio. La presenza dell’olio di lino sulla superficie, ingrassando la tela, permette una migliore stesura degli strati colore . Non ricordo bene i colori utilizzati nelle varie fasi ma, grosso modo, i colori per i vari elementi della natura morta sono:

  • arancio cadmio, giallo cadmio e bianco per le arance in luce, carminio e terra di siena per le arance in ombra.
  • Carminio, ocra, blu di prussia, bianco, terra di siena per la brocca.
  • Terra d’ombra bruciata, blu di prussia, bianco, ocra e giallo cadmio per la botte.
  • Ocra, giallo cadmio, bianco, terra di siena e terra d’ombra bruciata per la cassetta e i contenitori tondi.

In particolare, in questa fase, ho usato colori coprenti (nessuna velature) e ho dipinto solo arance, melone e brocca.

Natura Morta di Walter Cozzoli

Qui ho proceduto con una successiva fase di colore. Non importa se il precedente strato è perfettamente asciutto. Un consiglio che vi do è quello di creare mescole di colore un po’ abbondanti e di cercare di conservarle a seduta finita, per evitare di doverle rifare. Si possono usare mini contenitori di plastica scura, o usare della pellicola trasparente , eliminando tutta l’aria e mantenendo in un posto fresco e al buio.

Natura Morta di Walter Cozzoli

Questa è la fase finale del lavoro per gli “strati colore”. In questo lavoro ho usato pochissimo le velature, se non qualche colpo su arance e melone. Cosa importante le zone di massima luce si ottengono solo se lo strato precedente è perfettamente asciutto. Quindi non preoccupatevi se non vi riesce subito, lo rifarete dopo.

Texture

A questo punto interrompo per qualche istante il discorso di Walter per una breve introduzione teorica all’uso delle texture. Quando un principiante tenta di dipingere una spaccatura su una roccia, su un tavolo o su qualsiasi altro oggetto, l’approccio tipico è quello di prendere un colore scuro e tracciare una linea più o meno curva su di esso. Il risultato è che quella linea non darà l’impressione di una spaccatura ma semplicemente di un filo appoggiato all’oggetto e non darà l’impressione di essere parte integrante di esso. Risultati peggiori si ottengono se quella linea viene realizzata con il colore nero. Per dare l’impressione di una spaccatura su un tavolo, su una roccia o su qualsiasi altro oggetto bisogna comprendere come si comporta la luce in questi casi. Prendiamo come caso di studio proprio un tavolo.

Dipingere Texture

Se non ci fosse alcuna spaccatura per il tavolo avremmo solo un’area in luce e una in ombra. La presenza della spaccatura determina l’esistenza di altre due aree: un’area in luce e una in ombra anche per la spaccatura. Solo che l’area in luce della spaccatura essendo colpita dalla luce con un angolo molto più vicino ai 90° rispetto al piano del tavolo allora il suo tono sarà più chiaro dell’area illuminata, ossia sarà paragonabile ad una zona di massima luce. Viceversa l’area in ombra della spaccatura sarà più scura dell’area in ombra. Inoltre, essendo l’area molto piccola e il contrasto luce/ombra molto forte le due piccole aree saranno poco se non per nulla sfumate tra loro. Come dicono gli americani siamo in presenza di un hard edge. Dopo questa breve introduzione teorica lascio di nuovo la parola a Walter e mi scuso per l’interruzione.

Per quanto riguarda la texture del tavolo grezzo, vi do qualche indicazione. Prima di tutto occorre stendere in maniera uniforme il colore del tavolo, in sostanza un beige ottenuto con : terra di siena, ocra, rosso ossido trasparente (Mussini), giallo cadmio e blu di prussia e naturalmente bianco titanio. Occorre che lo strato sia pefettamente asciutto prima di passare un pennello piatto n° 8 molto asciutto ma  sporco di ossido rosso e terra di siena, per ottenere le striature del tavolo pittosto grezzo. In un secondo momento, sempre quando tutto è asciutto si passa alla creazione delle spaccature del tavolo che ti ottengono, tenendo bene i mente che quando la luce è trasversale ogni volta che c ‘è una depressione vi sarà una piccola zona d’ombra seguita da  una zona di luce più intensa del colore del tavolo. La forma delle due zone (luce e ombra) dipende dalla forma che vorremo dare alla depressione. E possibile ottenere la zona d’ombra e la luce aggiungendo nero o bianco alla tinta del tavolo già precedentemente utilizzata.

Texture Tavolo della Natura Morta di Walter Cozzoli

In questo particolare  fortemente ingrandito si nota il taglio dello spigolo del tavolo. E’ chiaro che in questo caso occorre usare un colore ben coprente applicato con un pennellino a punta molto sottile, possibilmente, senza doverci passare troppe volte. Mentre le parti esterne dell’ombra e della luce,  possono essere sfumate, quelle adiacenti devono essere nette.
Texture Tavolo della Natura Morta di Walter Cozzoli

Quest’altra figura mostra un altro ingrandimento delle texture. Spero di esservi stato di aiuto. Buon divertimento.

L’iniziativa Incontra il Maestro Michelangelo Merisi detto Caravaggio continuerà un altro mese come richiesto da alcuni lettori. Quindi la data di scadenza sarà 31 Marzo. Essendo la tecnica molto lenta alcuni lettori hanno espresso il desiderio di avere più tempo a disposizione. Visto l’interesse mostrato per l’iniziativa ho deciso di ripeterla con un altro maestro: Vermeer. I motivi per cui ho scelto questo secondo artista è di poterci concentrare su un’artista che utilizzava una tecnica analoga a Caravaggio, inoltre le risorse su web su Vermeer sono davvero tante. A partire da questo secondo maestro, però, dedicheremo solo un mese a ciascun artista e magari Maggio potremo dedicarlo ad un impressionista. Cosa ne pensate?

Autore articolo: Walter Cozzoli.


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Commenti

  1. sasadangelo dice:

    Come scritto nei commenti del post bagnato su bagnato approfitto del post di Walter per elencare un pò di Lessorn Learned in questo mese scarso in cui abbiamo dato vita all’iniziativa.

    1. Sembra che l’iniziativa sia piaciuta visto i commenti sul post, su facebook e i lavori proposti.
    2. La qualità dei lavori sembra buona comparata anche al thread di wetcanvas.
    3. L’uso di album su facebook è risultato un disastro, facebook non consente ai fan di caricare foto quindi si è creato un casino circa le opere da pubblicare. Penso che per il prox artista userò piattaforme tipo Flickr. Se avete suggerimenti …
    4. Qualcuno si è lamentato del timeframe troppo ristretto. L’ho allungato di un altro mese ma credo che mettere due mesi x ogni artista sia troppo. Un’alternativa potrebbe essere una fase di pre studio di 10 giorni … si accettano suggerimenti …

    Queste sono le mie impressioni … dite la vostra …

  2. La mia impressione è che questo articolo sia ottimo e che quindi lo ho segnalato su http://www.praticalarte.com, sicuramente aprirò una discussione sull’argomento anche sul forum.
    Se può essere utile posso offrire una sezione del forum per caricare le immagini o installare per voi una gallery (non necessariamente nel dominio praticalarte.com.

    Comunque, la vostra mi sembra un’ottima iniziativa e non mancherò di segnalare le prossime uscite.

  3. Per quanto mi riguarda non penso mi sia indispensabile una fase di prestudio per affrontare una esercitazione su Vermeer, poichè per il lovoro su Caravaggio ho letto di tutto su hunderpainting e velature. Però potrebbe essere utile a tutti coloro che non se la sono sentita d’ iniziare o di proseguire. E comunque più informazioni arrivano e meglio è.

  4. Esempio : fortunatamente nel mio lavoro non avevo un tavolo,altrimenti questa lezione sulla texiture l’avrei ricevuta in ritardo e mi sarei mordicchiato le mani.

  5. sasadangelo dice:

    xMELO
    una buona alternativa potrebbe essere quella di tradurre quest’articolo che contiene molto di ciò che serve sapere sulla tecnica di vermeer. Ovviamente va chiesto il permesso all’autore.
    http://www.penroseart.com/vermeer01.htm

    c’è qualche volontario?

  6. sasadangelo dice:

    grazie alessandro,
    la proposta che ci fai arriva al momento giusto.
    Ne terrò conto e magari ti contatto in privato x organizzarci.
    Ciao

  7. sasadangelo dice:

    Sul blog praticalarte.com ho aggiunto questo commento in riferimento al post di Walter Cozzoli:

    Ciao,
    da quello che ho potuto leggere sulla tecnica di caravaggio probabile che proprio il non uso della grisaglia lo rende non caravaggista, nel senso che sembra che uno dei metodi per dimostrare se un quadro è un vero caravaggio o no è l’uso del bianco nei primi strati di pittura. Joseph Sheppard, infatti prima crea l’underpainting in terra d’ombra bruciata in accordo con quanto scritto da Bellorio (se ricordo bene il suo nome) nel ‘600. In questo strato vengono lavorati solo ombre e mezzitoni. Un successivo strato comprende un completo chiaroscuro dove vengono dipinti i chiari con terra d’ombra e bianco.

    Altra cosa … caravaggio sembra dipingesse wet on wet in maniera coprente, usava le velature sugli incarnati e per smorzare le tinte soprattutto dei drappeggi.

    Spero di essere stato utile.

  8. sasadangelo dice:

    scusate letto così magari il mio commento di prima non si capisce.
    Alessandro Pedroni sul suo blog (www.praticalarte.com) ha rilanciato questo post in cui poi lui diceva:

    “L’esempio è presentato nel contesto di una rivisitazione del metodo pittorico di Caravaggio e su questo ho qualche dubbio, ma il lavoro presentato ha indubbiamente il merito di presentare una sequenza pittorica classica, senza grisaglia, di altissima qualità dell’artista Walter Cozzoli.”

    ora al di là del dubbio che tutti possiamo avere, che è lecito perchè nessuno sa con esattezza le procedure usate dagli antichi maestri, si possono fare solo ipotesi in base agli studi di restauro e agli scritti del tempo. Dubbio anche avvalorata dal fatto che Walter ha voluto di spontanea volontà realizzare un dipinto ispirato all’ebook pubblicato su questo blog senza l’uso della grisaglia.

    Ciò premesso io ho solo aggiunto quelli che a mio avviso potevano essere alcune differenze di procedimento tra l’opera di Walter e la tecnica presunta di Caravaggio.
    Grazie

  9. che dipinto magnifico.chiarissimo anche nel dare spiegazione sul’esecuzione.complimenti,io dipingo ma non raggiungo tanta maestria

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