Vernice finale su un dipinto ad olio

Vernice Finale

Le vernici sono composti liquidi formati da uno o più resine e da un solvente ed hanno diversi impieghi nella pittura ad olio. Possono essere usati per creare medium, come vernici finali o da ritocco. In questo paragrafo analizzeremo i loro impieghi più frequenti.

Classificazione delle Vernici in base al solvente

Le vernici possono essere classificate in 4 categorie distinte in funzione del tipo di solvente impiegato:

  • vernici all’acqua;

  • vernici allo spirito;

  • vernici agli oli essenziali;

  • vernici agli oli grassi.

Le vernici all’acqua sono vernici il cui solvente è l’acqua. Generalmente, sono usate come vernici da ritocco o per verniciare provvisoriamente un dipinto. Due esempi classici di vernici all’acqua sono: la vernice a chiara d’uovo e la vernice a base di gomma. Quando un dipinto ad olio viene completato tipicamente è necessario attendere almeno 6 mesi prima di poterlo verniciare. Questo per evitare che la vernice finale impedisca la completa asciugatura del dipinto. Un dipinto ad olio, a differenza di un dipinto ad acrilico o acquarello, non asciuga per evaporazione del medium, bensì mediante un processo di ossidazione che può richiedere anche diversi mesi per completarsi. Se però dobbiamo consegnare un dipinto in tempi brevi il vincolo di attesa dei 6 mesi diventa un grosso ostacolo. In tali casi è possibile utilizzare una vernice temporanea come quelle sopra menzionate che non impediscono all’olio di completare il processo di ossidazione.

Le vernici a spirito usano l’alcol come solvente. Questo tipo di vernici trovano impiego nell’ambito della pittura a tempera. Per questo motivo eviterò di approfondirle ulteriormente.

Le vernici agli oli essenziali sono quelle maggiormente impiegate nell’ambito della pittura ad olio. Le più note vernici in questa categoria sono: la vernice damar, la mastice, la copale e quella d’ambra. Tutte queste vernici si ottengono diluendo la resina naturale da cui prendono il nome (es. damar, mastice, copale e ambra) con l’essenza di trementina. Si trovano in commercio già pronte all’uso oppure è possibile prepararle da se. Essendo resine naturali esse erano impiegate anche dai maestri rinascimentali e fiamminghi. Sono tutte vernici brillanti che potevano essere opacizzate aggiungendo un po’ di cera d’api.

Le vernici agli oli grassi sono generalmente composte da una resina, un olio essenziale (trementina, ecc.) e un olio. Non avendo un così largo utilizzo eviterò di parlarne ulteriormente.

Vernici finali e da ritocco

Vernice da Ritocco Vibert
Le vernici da ritocco si utilizzano durante l’esecuzione di un dipinto per ritoccare un’area già asciutta e fare in modo che il nuovo colore non appaia diverso da quello sottostante. Si possono usare anche per eliminare un prosciugo o per verniciare temporaneamente un dipinto prima che siano trascorsi 6 mesi dalla data di completamento. Queste vernici avendo un maggiore quantitativo di solvente consentono all’olio di completare il processo di polimerizzazione fino all’asciugatura completa. Le vernici finali, invece, si applicano dopo almeno 6 mesi dal completamento del dipinto per proteggerlo, rendere l’aspetto della superficie uniforme e priva di prosciughi. Avendo queste ultime una maggiore quantità di resina non consentono all’olio di polimerizzare e asciugarsi completamente. Ecco perché bisogna aspettare che l’olio impieghi almeno 6 mesi prima di applicare questo tipo di vernice.

Vernici naturali e sintetiche

Le vernici possono essere classificate anche in base al tipo di resina utilizzata: sintetica o naturale. Le vernici naturali più conosciute sono senz’altro la vernice damar, la mastice, la copale e quella d’ambra. Personalmente ho utilizzato solo la vernice damar e la vernice mastice e di esse parlerò più avanti. Le vernici sintetiche, invece, sono ottenute mediante processi industriali ed è difficile dire esattamente i materiali con cui sono state realizzate. Per la mia personale esperienza il costo delle vernici sintetiche è un pochino più ridotto e danno spesso meno problemi delle vernici naturali.

Perché si vernicia un dipinto?

Risponderò a questa domanda con un’immagine che vale più di mille parole. Nella Foto puoi osservare un quadro prima e dopo la verniciatura. Quale dei due appenderesti nel salone di casa tua? Sicuramente il secondo.

Vernice finale su un dipinto ad olio

Finito un quadro è frequente avere aree più brillanti e aree opache. L’uso della vernice darà al tuo dipinto una superficie uniforme ravvivando i colori dello stesso.

Ma la verniciatura ha anche una seconda funzione altrettanto importante: proteggere la superficie del dipinto.

La vernice protegge il dipinto da agenti atmosferici e dai graffi e ne favorisce la pulizia. La vernice che si usa per verniciare un dipinto deve, generalmente, avere 4 caratteristiche:

  1. Grado di brillantezza. Le vernici disponibili in commercio possono essere: brillanti, opache o satinate. La scelta dipende dai gusti.

  2. Siccatività. Generalmente le vernici devono seccare in tempi abbastanza ristretti.

  3. Removibilità. Questa è la meno nota tra le caratteristiche ma non meno importante. Le vernici essendo esposte alle polveri e agenti atmosferici negli anni possono deteriorare l’aspetto del dipinto. In questi casi i restauratori possono dare nuova vita al dipinto utilizzando appositi solventi che rimuovono lo strato di vernice deteriorato per applicarne uno nuovo.

  4. Trasparenza. La vernice deve essere quanto più incolore possibile per non alterare i colori sottostanti del dipinto.

Il Liquin come vernice finale

Liquin Original

E’ sempre più frequente osservare come molti pittori, professionisti o meno, utilizzano il Liquin Original come vernice finale. Avendolo sperimentato anche io ne capisco i motivi. Il Liquin Original è veramente semplice da applicare e non c’è vernice che dia lo stesso effetto estetico. Il problema è che il Liquin Original non è stato progettato per essere utilizzato come vernice finale, bensì come medium. Non svolge alcun ruolo protettivo e non è removibile, la stessa Winsor & Newton scrive sul suo sito:

Il Liquin può essere usato come vernice finale?
Non è consigliabile usare il Liquin come vernice finale per le seguenti ragioni:

  • A differenza delle moderne vernici, quando il Liquin asciuga non è solubile nei normali solventi usati per la pittura ad olio. Quindi quando la superficie pittorica perderà la sua bellezza originale a causa degli agenti atmosferici, essa non potrà essere pulita e riverniciata.
  • Sebbene il Liquin non ingiallisce come l’olio di lino, esso tende a far perdere ai colori la naturale bellezza rispetto alle vernici acriliche.
  • Il Liquin impedisce l’asciugatura degli strati sottostanti perché non consente all’ossigeno di entrare in contatto con i colori. Questo rende vana una successiva verniciatura dopo i classici 6 mesi di attesa. E’ preferibile, quindi, usare una delle vernici formulate da Winsor & Newton.

Quindi perché alcuni pittori si ostinano ad utilizzarlo in tale modo?

Cominciamo con il dire che non è detto che questi pittori siano al corrente che la stessa casa produttrice scoraggia l’impiego di questo prodotto come vernice finale. Quei pittori che sono al corrente di ciò probabilmente valutano l’aspetto estetico finale più importante dell’aspetto protettivo e della possibilità che un giorno il proprio dipinto possa essere restaurato.

Vernici brillanti, opache e satinate

In precedenza ho elencato le 4 caratteristiche che deve avere una vernice, tra queste c’è il grado di brillantezza. Molte opere del passato utilizzavano vernici brillanti composte da resine naturali come l’ambra o la mastice. Oggi sembra che sia di moda l’uso di vernici opache o satinate. La scelta, il più delle volte, dipende dai gusti ma per mia esperienza credo sia consigliabile usare:

  • vernici brillanti, per dipinti “low key”;

  • vernici opache/satinate, per dipinto “high key”.

Un dipinto si definisce “low key” quando predominano i toni scuri. Ad esempio, le classiche nature morte con fondi scuri sono dipinti “low key”, viceversa un dipinto si definisce “high key” quando predominano i toni chiari.

Quali vernici acquistare?

Una domanda molto difficile da rispondere è: con quale vernice posso verniciare i miei dipinti?

  • La vernice d’ambra era quella maggiormente impiegata dagli artisti del passato per via della durevolezza e dell’effetto visivo. Prepararla non è semplice e quelle disponibili in commercio non sono paragonabili a quelle usate secoli fa. E’ un tipo di vernice che non ho mai sperimentato in prima persona quindi non posso consigliarne l’impiego.

  • Anche la vernice mastice trovava largo impiego nel passato. Ha un costo abbastanza elevato (40/50 Euro per 250 ml di vernice) ma è semplice da applicare e il risultato visivo è di grande impatto. Questa vernice potrebbe dare non pochi problemi se non si aspetta almeno 6 mesi prima di verniciare il dipinto. Si possono verificare fenomeni di affondamento della vernice nel colore o rallentamenti drastici nell’asciugatura. In particolari periodi dell’anno un po’ umidi quando la vernice si asciuga al tatto può rimanere un po’ appiccicosa. E’ un comportamento abbastanza normale che si risolve facilmente lasciando asciugare la vernice per una o due settimane. Gli strati di vernice devono essere ben tirati per evitare l’effetto specchio e un’asciugatura molto lenta. E’ una vernice dall’aspetto brillante.

    Vernice Mastice

  • La vernice damar è più economica della vernice mastice e d’ambra e forse per questo trova un più largo impiego. E’ fondamentale essere molto rapidi quando si stende questa vernice sul dipinto. Anche per essa gli strati devono essere ben tirati per evitare l’effetto specchio e un’asciugatura molto lenta. E’ una vernice dall’aspetto brillante.

    Vernice Damar

  • La vernice copale è un altro tipo di vernice naturale su cui però non ho un’esperienza diretta.

Oltre alle vernici finali naturali damar e mastice ho avuto la possibilità di sperimentare alcune vernici finali sintetiche come:

  • vernice finale satinata Lefranc & Bourgeois. Questa vernice l’ho provata su suggerimento di due pittori di altissimo livello che stimo molto. Purtroppo, però, i risultati ottenuti non mi hanno soddisfatto pienamente. Per il momento ho deciso di accantonarla e magari di riprovarla in futuro sperando di ottenere risultati migliori.

    Vernice Lefranc & Bourgeois

  • vernici finali brillante e opaca Winsor & Newton. Queste vernici sono a mio avviso eccezionali. Costano poco, sono facili da applicare e l’effetto finale è molto bello. E’ possibile mescolare tra loro le vernici per ottenere livelli intermedi di brillantezza.

    Vernice Finale Winsor & Newton Lucida

  • vernice finale brillante Maimeri. Questa vernice è un prodotto da usare solo in ambito non professionale, ha il vantaggio di costare poco ed è facile da applicare.Su alcuni dipinti verniciati con questa vernice, dopo quattro o cinque anni, lo strato di vernice si è pressoché volatilizzato. Può risultare comoda acquistarla quando si comincia a dipingere per verniciare i tuoi primi lavori.

    Vernice Maimeri

Dopo questa breve panoramica sulle vernici non abbiamo ancora detto quali tra queste vernici conviene acquistare.

  • Il miglior risultato, da un punto di vista estetico, l’ho ottenuto con il Liquin Original nonostante non sia una vera e propria vernice. I dipinti appaiono uniformi, i colori ritornano brillanti e l’aspetto della superficie appare satinato. E’ così facile da usare che può essere utilizzata fin dal primo lavoro. Se ti interessa solo l’aspetto estetico, allora il Liquin è il prodotto che fa per te, se vuoi una vera vernice passa oltre.
  • Al secondo posto classifico la Vernice Finale Mastice. Come ho già detto ha un costo molto elevato e bisogna attendere rigorosamente almeno 6 mesi prima di verniciare il dipinto per evitare brutte sorprese. E’ una vernice facile da applicare e l’aspetto finale brillante è di grande impatto. Da sola conferisce all’opera grande professionalità. Se vuoi una vera vernice è una scelta obbligata.
  • Al terzo posto classifico le Vernici Finali Winsor & Newton brillante e/o opaca. Costano poco, sono facili da usare e l’aspetto finale è molto buono e professionale.
  • Al quarto posto classifico la Vernice Brillante Maimeri. Costa poco, è facile da usare ma a mio avviso non ha una grossa durata. Consigliabile per i primi lavori e per uso non professionale.
  • Al quinto posto classifico la Vernice Damar. A mio avviso l’impiego di questa vernice è un terno a lotto. Alcune volte ho ottenuto buoni risultati altre volte no. Personalmente se posso cerco di evitarla.
  • La Vernice Finale Satinata Lefranc & Bourgeois la considero al momento non classificabile.

Come si applica la vernice ad un dipinto?

Nel seguente articolo spiego in dettaglio come verniciare un dipinto:

Il seguente video credo sia un’altra valida guida per vedere dal vivo come verniciare il vostro prossimo dipinto. L’autore usa, in questo caso, la vernice mastice.

E tu, vernici i tuoi dipinti?


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Commenti

  1. Salve, si vernicio i miei dipinti, ma non compro mai le vernici finali in negozio, le faccio io stesso.

  2. Salve,
    per vernicire i dipinti uso una vernice acrilica trasparente ad Acqua. Questa vernice ha 3 particolarità, primo è atossica, secondo non ingiallisce nel tempo, terzo asciuga in 10 minuti. Si trovano in commenrcio sia lucida che opaca, io uso quella lucida che essendo ad Acqua ha una lucentezza minore rispetto alle vernici sintetiche che di solito sono molto brillanti.

  3. Anch’io vernicio i miei dipinti. Ma se devi consegnare un dipinto prima dei sei mesi, che fai? Lo vernici lo stesso? O c’è modo per ridurre questo periodo?
    NL

  4. Ritengo importante stendere la vernice su qualunque dipinto finito.
    I motivi da te elencati sono quelli che ho sempre pensato anch’io, seppur alcune tecniche non le conoscevo.
    Pur non essendo un vero dipintore, anch’io m’avvalgo dei tuoi preziosi suggerimenti. La tua preziosa opera divulgativa fa si che mi senta obbligato ad un sentito ringraziamento. Credo che il tuo sito sia meglio di qualunque scuola di pittura.
    un saluto Edgar

  5. sasadangelo dice:

    Ciao Thomas,
    puoi dirci come le prepari

    xantonino,
    sempre un onore poter ricevere tips da te. Puoi darci la marca Antonio?

    Nico Leonardo,
    ottima la domanda che poni. Non l’ho provata direttamente perchè ho sempre verniciato ma la vernice da ritocco dovrebbe
    fare al caso tuo. E’ una sorta di vernice temporanea che puoi dare dopo poco. Il dipinto continua maturare. Si possono
    anche fare ritocchi successivi.

    xEdgar:
    grazie ma si fa quel che si può. So che non è tantissimo ma ci proviamo nei limiti delle nostre capacità.

  6. luciano dice:

    Io uso uno spray trasparente e lucidante fatto appositamente per dipinti ad olio

  7. liliana dice:

    Salve, anch’io vernicio i miei dipinti con la vernice finale damar opaca per olio e acrilici.Non amo molto l’effetto lucido e ma mi piacerebbe trovare una vernice che dia piu’ lucentezza senza essere eccessivamente brillante….forse quella di cui parla antonino farebbe il mio caso.Ne approfitto per ringraziare di tutti gli interessanti consigli per me molto preziosi!

  8. caterina dice:

    Io prima non davo la vernice, solo ultimamente dietro consiglio uso quella lucida per ritocchi e devo dire che sono sodisfatta ma non troppo, in quanto non riesco a darla compatta che consiglio mi date per far si che sia uniforme e non troppo lucida? grazie sempre dei consigli

  9. maria rita marino dice:

    Utilizzo la vernice per i miei dipinti dopo averli fatti asciugare per benino; ma non 6 mesi per la verità. C’è il pericolo che con il tempo si scrosti?
    Preferisco le vernici trasparenti, mi trovo bene e nn alterano i colori.

  10. Ho sempre utilizzato la vernice mastice diluita con essenza di trementina. Molto costosa rispetto ad altre. Qualche volta, per non avere troppa lucentezza, l’ho mischiata con la damar opaca. Ma recentemente ho comprato una vernice chetonica in bomboletta da Agostinelli. Quest’ultima è molto comoda e non è eccessivamente brillante da rovinare con i riflessi la visione dei dipinti.

  11. io non ho mai passato la vernice finale, e da quello che leggo penso che dovrò cominciare ad usarla.
    credo però che opterei per una vernice con effetto opaco.
    è vero che bisogna aspettare che il quadro sia completamente asciutto ?
    è vero che se il quadro non è completamente asciutto , se si passa la vernice finale , è come se “sciogliesse” il colore sotto ???
    ho finito le domande buon fine settimana

  12. sasadangelo dice:

    Ciao,

    x maria rita:
    si ma l’ho solo letto non ho evidenza sperimentale

    xEnrico:
    anche tu cliente di Agostinelli.Si la mastice è un classico.

    xitalo:
    si i mauali di pittura suggeriscono attese di almeno 6 mesi

    Mi è capitato di fare questo esperimento x caso. Avevo un pezzo di tela dipinta che dovevo rimuovere. Per vari motivi misi dello scotch giallo sopra. Il dipinto era asciutto. Dopo 10 giorni tolsi lo scotch. Tutto perfetto. Quell’area era sempre asciutta ma non asciutta come il resto del dipinto. Questo per dire che anche quando un quadro sembra asciutto e i colori non vengono via in realtà non lo è e te ne accorgi solo se lo confronti con un’area contigua più asciutta.

  13. salvatore dice:

    non ho mai usato vernici.
    dopo aver letto, penso che dovrò cominciare a farlo.
    grazie per il contributo
    saluti

  14. sasadangelo dice:

    salvatore,
    un vecchio mio insegnante ricordo diceva non dire come fare le cose “mostrale”. Se non avessi mostrato quella foto forse non ti avrei convinto.

    Ma è così … finito un dipinto non sempre la superfice è uniforme anzi.

    Ma ho visto opere di pittori con esperienza trentennale che fanno uscire la superfice uniforme senza verniciare … ma cosa strana anche loro verniciano. I vantaggi sono numerosi.

  15. giuseppa grazia dice:

    Sì, da quando l’ho saputo lo faccio sempre,preferisco usarne una con effetto lucido. Grazie

  16. Innanzitutto premetto che qualsiasi tipo di pittura e/o vernice finale ad acrilico è da me ( ripeto da me ) ritenuta una bestemmia per l’arte pittorica.
    Continuo rispondendo prima a chi a posto il problema della consegna in breve tempo di un dipinto, qui bisogna fare questa considerazione: i dipinti cinquecenteschi ( quei capolavori che ancora oggi a distanza di mezzo millennio possiamo ammirare ) furono eseguiti con un duplice intento, il raggiungimento della bellezza estetica dell’opera e la sua conservazione. Perciò se il tuo intento è creare un’opera bella e duratura, devi rispettare la regola dei 6 mesi ALMENO, meglio 12 e ad essere precisi alcune combinazioni di colori ad olio non seccano mai del tutto neanche dopo molti anni ( se si osserva al di sotto della superficie ). In questo caso se vuoi verniciare l’opera devi aspettare, oppure consegnarla e fartela restituire a tempo debito per verniciarla. se il tuo intento è quello di consegnare l’opera per mero guadagno, allora ti consiglio un bel bagno di sole ( non luce diretta ) e appena seccata la superficie passa la vernice ( ma io non lo farei ).
    Per rispondere a come faccio le mie vernici finali, queste sono di più tipi, le ho sperimentate e create fino a raggiungere il risultato che più mi aggradava:
    diciamo che i componenti base sono questi:
    OLIO DI NOCE ( nessun altro ) sbiancato e perfettamente trasparente ( almeno 2 anni al sole da Maggio a Ottobre )
    VERNICE MASTICE ( fatta da me, con le classiche gocce di resina mastice di Chios, olio di noce, essenza di trementina rettificata, esenza di petrolio )
    CERA D’API SBIANCATA ( in minima quantità )

    nella seconda variante aggiungo VERNICE AMBRA

    Importantissimo per la riuscita delle vernici, sono il processo di realizzazione e le quantità usate.

    Se vi chiedeste come mai la cera, o l’olio di noce, o la mastice anzichè olio di lino, dammar, o altro , vi rispondo che la mastice possiede le proprietà migliori come resina ed una trasparenza degna di nota, l’olio di noce non tende ad ingiallire ( questo vale anche per la mestica dei colori fatti in casa, i miei sono e saranno sempre, pigmenti di elevata purezza ed olio di noce, punto e basta!, eccetto per le lacche ( dove va la resina ) e per la variante con ambra quando voglio colori brillanti e con proprietà “particolari” ), la cera perchè nessuna resina da sola possiede le proprietà di elasticità necessarie perchè si mantenga a lungo il dipinto.

    Altro aspetto fondamentale per la resa e la durata del dipinto sono materiali e preparazione della tela:
    solo e solamente tela di lino
    imprimitura fatta alla vecchia maniera ( colla di coniglio, gesso di volterra e nero di vite/graffite ), si perchè i fondi dovrebbero esere NERI per un’opera dalla resa dei colori perfetta, questo nel cinquecento lo sapevano bene !!!!!!!!!

    Spero di non avervi annoiato.
    Thomas

  17. sasadangelo dice:

    Ciao,
    nessuna noia, anzi.

    Premesso che dubito che qualunque pittore (spesso persone modeste) dipinge con la pretesa di durare secoli. Alcuni pittori avevano vere e proprie industrie che producevano opere per il panorama internazionale. Credo solo che usassero procedure così consolidate che la duratura avveniva in automatico senza pensarci troppo.

    Sul tipo di vernice da usare ognuno ha le sue opinioni ma tendenzialmente noto che all’aumentare dell’esperienza si tende ad usare ricette proprie.

    La chiarificazione dell’olio è un tema che ho sollevato in questi giorni sul forum e mi chiedo come mai non utilizzi processi più veloci a base di acqua e sale? Cennini nel suo Trattato come riporto sul forum riporta come ricetta solo l’essiccazione al sollione (credo sia Agosto). Fa piacere sapere che ci sono persone che usano queste procedure.

    Alla ricetta classica della vernice mastice noto tu aggiungi essenza petrolio. Motivo? Perchè non solo mastice e trementina?

    Inoltre, mi chiedevo se avevi mai usato la vernice d’ambra.
    Grazie

  18. Grazie a te,
    i processi veloci a me hanno sempre “puzzato”, non voglio passare per presuntuoso, però preferisco fare poco ma bene che tanto e diciamo “peggio”.
    Per quel che riguarda l’essenza di petrolio la miscelo a caldo con la trementina ed ottengo un composto meno ingiallente, ma sono dosi basse che servono quasi esclusivamente per le la fluttuanza delle impurità, addirittura nel dipingere in vece della trementina o che si voglia uso sovente come diluente etere etilico puro, che evapora all’istante e non rischia di ingiallire, ma queste forse sono manie.
    La vernice ambra come ho già detto è la seconda variante per la mia vernice finale nonchè nella preparazione dei colori, quindi si l’ho usata e la uso.
    Per quel che riguarda il tuo primo discorso, certo, usavano procedure consolidate che però oggi sembrano “magia”, niente di magico, solo quello che ho esposto prima all’incirca.
    Il tuo discorso sui pittori ( persone modeste ) lo capisco, tengo a precisare comunque che per vivere io non faccio il pittore ma tutt’altro, quindi sono io steso alla stregua di quella categoria di pittori, ciò non toglie che le cose vadano fatte al meglio ;).

  19. PS: mescolanze di basi oleose con acquose o ancor peggio a spirito ritengo possano portare a risultati non soddisfacenti, per questo uso una miscela di resina, olio e cera.
    Da notare quest’ultima come componente importantissima, a bassissimi dosaggi s’intende, legandosi all’olio ma soprattutto alla resina fà si che quest’ultima raggiunga il grado di elasticità necessaria a non crepare il dipinto, neanche se quest’ultimo venisse rimosso e arrotolato, come può accadere, rende la resina omogenea senza che le molecole della stessa si disorganizzino.
    In ogni caso, questa è la mia personale esperienza e la mia personale opinione, non voglio e non ho la presunzione di voler insegnare niente a nessuno.

  20. michele dice:

    Sono un appassionato dilettante di pittura, si, mi piace verniciare qualche dipinto che faccio ogni tanto, adoro molto il liquin, che oltre a preparare dei medium, li vernicio alla fine fine con lo stesso, ma allo stato puro. Grazie per tutti i consigli preziosi.

  21. Anche io finisco i quadri passando la vernice finale. Uso la vernice damar lucida ma mi sembra un po’ difficoltosa la stesura; ho notato che nonostante faccia molta attenzione, alla fine qua e la si vedono le pennellate sebbene non carichi troppo di vernice il pennello e dia le pennellate in senso orizzontale e verticale. Come si può evitare questo inconveniente? Mi ha incuriosito il filmato di questo articolo dove l’autore usa la vernice mastice; sembra all’apparenza più liquida della damar e anche molto più lucida o è solo una impressione? Inoltre non avevo idea che si potesse usare della vernice acrilica trasparente ad acqua per dei dipinti ad olio. E’ più facile da applicare della Damar? Grazie per tutti i consigli e gli articoli così interessanti.

  22. Per Sonja,
    la vernice Mastice è la regina delle vernici per la pittura, sia in fase finale sia nella realizzazione dei medium, chiaramente ha un prezzo maggiore, senza stare ad impazzire con la cera ( la procedura può essere più complicata ) prova questa ricetta, la puoi usare sia come medium che come vernice finale, la stesura sarà perfetta perchè la miscela è molto liquida:
    200 ml VERNICE MASTICE
    200 ml OLIO DI NOCE
    100 ml Essenza di TREMENTINA

    metti tutto in un contenitore stretto e alto di vetro, misceli bene con un mestolo di legno o di vetro e fai decantare per un giorno, filtri il tutto in un recipiente pulito usando un imbuto e un collant ( visto che sei donna ne avrai un paio vecchio ), se non è ancora del tutto trasparente filtri una seconda volta, ottieni un fluido trasparente leggermente paglierino … è pronto… buona verniciatura

    Tom

  23. Antonio dice:

    Salve. Cosa farei senza di te Salvatore !
    Ancora non ho cominciato a passare la vernice sui miei dipinti, anche perchè ho ripreso dopo moltissimo tempo. Ma seguirò il tuo consiglio prezioso.
    Grazie e complimenti.

  24. Caro Thomas, quando ti leggo sembra di scorrere le pagine del manuale di Gino Piva! Comunque complimenti per la serietà con cui affronti la passione per la pittura. La tua ricetta per Sonja assomiglia, con l’aggiunta dell’essenza di petrolio mescolato a caldo con la trementina 50/50, ad un medium fiammingo del Maestro Carlo Vighi. Egli usa questo medium che ha quasi lo stesso effetto del liquin light gel, leggermente più “pulito” nella resa, e poco meno veloce nell’asciugare. Prepara la miscela nei coni Imhof, e sbianca gli oli nelle bottiglie al sole, come hai detto sopra.
    Per Sonja: Non è necessario che tu faccia per forza le quantità suggerite da Thomas, è sufficiente che sia il 40% di vernice mastice, il 40% di olio di noce chiarificato e 20% di essenza di trementina. E’ importante però la decantazione.
    Ciao, Enrico.

  25. Io gli dò una vernice fissativa brillante spray. in negozio mi hanno detto che può essere utilizzata sia per i dipinti che per i disegni a matita ecc….

  26. Salve, e’ molto interessante sentire le opinioni di tanti, sulle vernici finali. Anch’io ho fatto molti esperimenti e continuo a farne su quadri che coloro apposta e lascio per mesi…per poi provare…anche perche’ spesso ho usato una vernice finale brillante satinata….ora pero’ ho quadri ancora da verniciare, perche’ non mi convince piu’ la vernice brillante finale….in quanto crea un effetto troppo lucido….sono gusti che maturano nel tempo…faro’ delle prove e valutero’….ciao a tutti e grazie Salvatore

  27. orso1943 Piergiorgio dice:

    Ciao,io come ho scritto sul forum ho usato su qualche dipinto la vernice brillante in bomboletta spray e non avendo avuto alcun paragone con altri materiali ero rimasto abbastanza soddisfatto. Ora però dopo aver letto i vari pareri circa i materiali da usare e le procedure per renderli idonei allo scopo, penso che dovrò approfondire le mie conoscenze su questo interessante argomento. Grazie Sasadangelo perchè trovi sempre argomenti interessanti su cui discutere. ciao Piergiorgio

  28. Ciao Enrico, conosco entrambi , chiaramente per ottenere i miei risultati mi sono dovuto in primis documentare, poi sperimentare, infine aggiustare. I materiali usati sia da vighi ( eccetto la trementina, che anche se citata, ritengo si debba sostituire con altro, in quanto ingiallisce ) che da altri sono quelli che nella mia esperienza hanno la migliore resa, perciò nonostante abbia studiato anche altri metodi può sembrare che mi rifaccia ai suddetti. Tengo a precisare che le ricette che uso al momento partono da questa base, ma con sostanziali modifiche nei materiali e dosaggi. La tua precisazione per Sonja è giusta, si vede chiaramente dalle dosi che le ho scritto che il rapporto matematico è 40:40:20, ma non volevo complicarle la vita con i calcoli ( per quanto semplici ), il medium/vernice finale che ne viene fuori è ottimo/a, ciononostante ho sottolineato anche a lei che io faccio uso della cera, ma la quantità deve essere calcolata in maniera precisissima altrimenti ne esce un’incerata ! Lostesso vale per l’Ambra, molto utile, ma attenzione nell’usarla.
    In ogni caso torno a ripetere che ognuno dovrebbe sperimentare per credere, partire da una base è d’obbligo, io ho fatto i miei passaggi e ho raggiunto ciò che a mio parere rende dà la migliore resa in termini di qualità e duratevolezza, ma cosa importante è tener presente che per quante “migliorie” personali si possano apportare, se una tecnica ha raggiunto l’eccelenza ( come nel caso della pittura cinquecentesca e della liuteria del ‘600 ) cambiarne radicalmente i contenuti porta solo alla decadenza , ossia a quello che abbiamo assistito negli ultimi secoli.
    Grazie della pazienza
    Tom

  29. PS: un’ultima cosa, molti di voi si lamentano delle vernici finali che usano per la loro “troppa lucidità”, volevo solo dire che qualsiasi opera a noi pervenuta dal passato ci appare oggi con le caratteristiche ottiche che vediamo per effetto del tempo ( decine di anni, quando non centinaia ), ma che quasi sicuramente al momento della realizzazione l’opera stessa sarebbe apparsa molto più lucida e brillante.
    In questo caso, per ottenere un’effetto più “invecchiato”, ma pur sempre lucido, l’uso dell’ambra è molto interessante.

  30. Mi piace che il quadro deve brillare, più che per proteggerlo lo uso per questo. Io uso e preferisco vernice damar effetto brillante o lucido comunque non opaca. Per l’applicazione uso quella spray sicura del risultato e nessun effetto pennellate, basta spruzzare a una certa distanza con un movimento veloce dall’alto al basso o viceversa come se dovessi pennellare. Mi assicuro prima peró che sia ben asciutto il dipinto, non certo aspettando sei mesi. Chiudo dicendo che questo al momento è il miglior sito, da qui ho imparato tante cose. Ciao a presto!

  31. ANTONIO61 dice:

    Non ho mai dato importanza alla vernice finale, per la fretta di vedere appeso il quadro alla parete ho quasi sempre usato una vernice finale spray a base acrilica,
    facile da usare, leggendo gli articoli nel forum mi sono reso conto dell’importanza della vernice sui quadri a olio.Dalle valutazioni personali che ho fatto penso che inizierò ad usare la vernice di mastice, oppure una miscela come consiglia Thomas (che voglio ringraziare).Voglio anche chiedere se i quadri realizzati con un fondo sabbiato si riesce a dare la vernice finale e se ha significato dare la vernice.
    Ciao.

  32. X Antonio 61:
    ringraziarmi non è necessario, ti consiglio di provare la formula scritta per Sonja, come giustamente faceva notare Enrico, ad esclusione dell’essenza di petrolio e della cera è quello che Carlo Vighi chiama Medium Fiammingo, ed è veramente eccezionale, ripeto lo si può usare come vernice finale o come medium in cui diluire i colori, in entrambi i casi è molto scorrevole, secca molto più velocemente dell’olio puro ( effetto della resina ) e ti troverai benissimo. Se il dipinto è fermo a seccare ricordati di sgrassarlo passando la classica patata sulla superficie per poi passare infine uno straccio umido. Per i fondi differenti da quelli ad imprimitura classica non saprei perchè non li uso e di conseguenza non avendone sperimentato gli effetti, non mi pronuncio.
    Tom

  33. luciano lisa dice:

    chiedi se dipingo la risposta è si, ma solo per hobby,uso i colori acrilici possibilmente naturali come escono dai tubetti senza mischiarli la resa è eccezionale se i colori sono di ottima qualità tanto è vero che se un occhio non è esperto ha difficoltà a riconoscerli e si possono scambiare con i colori ad olio l’effetto visivo è simile,
    per supporto uso non le tele ma pannelli di multistrato da 1 cm di spessore, ovviamente dopo aver preparato il fondo, per finire facevo gà da prima quel che suggerisci in questo articolo dando la vernice finale quando i colori sono seccati bene …a presto ciao Luciano

  34. luciano lisa dice:

    chiedi se dipingo la risposta è si, ma solo per hobby,uso i colori acrilici possibilmente naturali come escono dai tubetti senza mischiarli la resa è eccezionale se i colori sono di ottima qualità tanto è vero che se un occhio non è esperto ha difficoltà a riconoscerli e si possono scambiare con i colori ad olio l’effetto visivo è simile,
    per supporto uso non le tele ma pannelli di multistrato da 1 cm di spessore, ovviamente dopo aver preparato il fondo, per finire facevo gà da prima quel che suggerisci in questo articolo dando la vernice finale quando i colori sono seccati bene …a presto ciao Luciano

  35. salvatore dice:

    si, anch’io uso verniciare i miei modesti quadri. per farlo uso della vernice damar o della maimeri o della ferrario. addirittura uso la vernice insieme all’olio come medium per i colori ad olio, ottenendo così una pittura più, come dire, …sontuosa e meno chiazze opache anche con l’uso delle terre.
    saluti
    salvatore

  36. Anche io vernicio i miei dipinti. Uso la vernice lucida acrilica sui quadri realizzati col metodo classico, per quelli di tipo più moderno, magari materico, uso quella opaca.
    Di recente ho usato quella spray su tavole realizzate con tempera all’uovo.
    ciao
    Silvia

  37. Per Thomas: grazie del consiglio davvero interessante tant’è che mi è venuta voglia di metterlo in pratica. Da autodidatta non sono mai andata oltre la vernice Dammar e quindi mi sono venuti parecchi dubbi su come si deve procedere in pratica nella preparazione. La vernice mastice la trovo gia’ pronta in commercio? Il contenitore di vetro nel quale fare decantare vernice mastice, trementina e olio di noce deve essere chiuso con un tappo o coperchio o può stare aperto? Inoltre dove lo lascio alla luce o al buio? Una volta filtrato il tutto, la vernice che ottengo come posso conservarla al meglio visto che mi servirà per più di un quadro? Può andare bene una bottiglia di vetro chiaro o è meglio scuro? E’ meglio poi tenerla al buio? L’ultima domanda: il contenitore usato per far decantare i materiali come si pulisce? Si può usare del sapone oppure questo potrebbe compromettere la preparazione di nuova vernice? Mille grazie in anticipo se puoi chiarirmi questi dubbi.
    Per Enrico: grazie anche a te per l’interessamento.

  38. X Sonja:
    -la vernice mastice la trovi anche già pronta nei negozi per belle arti.
    -il contenitore dopo che hai miscelato gli ingredienti basta che lo copri per non fare entrare polvere o sporcizia
    -lo puoi lasciare tranquillamente in stanza alla luce, meglio se non diretta
    -la vernice la puoi conservare in un qualsiasi recipiente di vetro con chiusura ermetica oppure come faccio io in quelli con tappo di vetro smerigliato da laboratorio
    -conservala pure alla luce
    -il contenitore lo lavi prima con un pò di solvente ( petrolio grezzo o raffinato ) poi con acqua tiepida e sapone e lo fai asciugare bene

    Non c’è di che
    Thomas

  39. Salve a tutti.
    Io amo tutto ciò che tende all’opaco, perchè personalmente trovo che l’opaco sia più raffinato del lucido.
    Mi sono sempre chiesto perchè non facessero le automobili opache, così da evitare spiacevoli fastidi ottici. Ma anche i vetri delle stesse dovrebbero essere opachi … pensate quanti incidenti in meno.
    Perdonatemi la divagazione. L’unica cosa che ho notato nella dammar opaca è che puzza! non profum a come quella lucida. Prima di dare la dammar aspetto almeno un paio di mesi.Però prima passo una mano molto sottile di olio di lino (non so se è sbagliato), dopo che si è ben asciugato l’olio passo dell’alcool per togliere lo sporco accumulato per passare poi alla venice dammar con una piccola aggiunta di trementina.
    Ciao a tutti.
    Luca

  40. sasadangelo dice:

    Ciao,
    ho aggiunto una precisazione. Prima della verniciatura usate la patata non la cipolla. Non so se è consigliabile la cipolla, semplicemente non l’ho mai usata prima della verniciatura … tutto qui. Questo perchè a me serviva di più la funzione sgrassante.

  41. La cipolla è consigliata prima di iniziare il dipinto e durante la ripresa dello stesso perchè lascia uno strato resinoso, ma non prima della verniciatura finale, ri rischia di non avere la superficie più liscia possibile durante le stesura della vernice finale, quindi patata su tutta la superficie e panno appena umido dopo la patata.
    Tom

  42. sasadangelo dice:

    Ciao a tutti,
    innanzittutto vi ringrazio per lo spirito di condivisione delle vostre esperienze e ora ho un quadro più chiaro di cosa usa chi legge D&P.

    Ho notato leggendo i post, le email che mi sono arrivate e il forum che circa il 95% usa vernici finale. Chi non l’ha mai fatto è solo perchè non sapeva fosse necessario o magari non capiva l’utilità. Questo è il motivo che mi ha spinto a mettere quella foto di comparazione perchè essa mostra un vantaggio evidente e inequivocabile. Oltre ai vantaggi di protezione, ecc.

    Di questo 95% mi sembra che molti usano prodotti già pronti e ne capisco la ragione visto che molti lo fanno per passione e come hobby e il tempo spesso è tiranno. Ovviamente ci sono persone più esigenti che giustamente hanno sperimentato varie soluzioni documentandosi opportunamente e poi cercando la propria strada.

    Mi ha sopreso che molti usano vernici spray che capisco possa dare alcuni vantaggi come minor spreco, evitare rischi di pennellate e così via. Io personalmente non li uso ma questo è una mia scelta personale.

    Sul tema opaco/brillante mi sarei aspettato un’ovazione per il primo invece non sembra ci sia una scelta che la fa da padrone. Chi usa l’opaco sembra lo faccia perchè infastidito dall’eccessivo riverbero. Io, personalmente, amo il brillante.

    Sul tema delle preparazione delle vernici il tema è vasto. Credo che se si chiede a 100 pittori con esperienza trentennale ognuno fornirà la propria ricetta che ovviamente ha sperimentato con successo per anni. Credo ciò sia normale.

    Il punto per arrivare alla propria scelta personale credo sia di capire si le ricette usate da altri ma soprattutto quante sono le varianti possibili e i materiali utilizzabili.

    Queste vernici variano per tipologia: all’acqua, alcool, agli oli essenziale, agli oli classici.

    I queste tipologia, poi bisogna analizzare i possibili componenti che si possono trovare come: gomme, oli essenziali, oli comuni, resine.

    Dalla combinazione tipologia x tipi materiali capite bene che le combinazioni sono infinite. In tali casi è necessario orientarsi partendo da vernici classici e poi estendere la propria conoscenza.

    Non sono un esperto ma magari in futuro proviamo a scrivere quelle poche cose che sappiamo e magari estenderle con le vostre conoscenze.
    Un grazie di nuovo a tutti.

  43. Se potrebbe servire una mia opinione… io uso spesso la damar lucida, mi ravviva i colori , soprattutto i neri e le terre, protegge i sottostanti colori da agenti atmosferici ecc… molto spesso la uso anche su colori acrilici solo che lavorando con le velature acriliche se non si ha la giusta esperienza e le giuste capacità … la vernice finale tende a far emergere il penultimo strato di colore riducendo quasi al nulla le velature. Questo potrebbe succedere anche con gli oli . Quindi lavorare bene su di un dipinto significa sapere davvero il risultato finale dell’opera finita avendo considerazione di tutti i vari pass. dell’opera. Cito spesso una mia frase : L’opera deve elaborata e formarsi finita nella nostra testa , la incomincia il vero lavoro dell’ Artista , poi le capacita’ tecniche fanno si che l’opera possa prendere vitamateriale su un qualsiasi supporto per essere ammirata da tutti e non rinchiusa solo nella nostra mente. L’ Arte va condivisa ! Buon lavoro a tutti e buna domenica. Nino.

  44. xThomas: hai detto che che la vernice mastice suggerita a Sonja si può usare sia come medium sia come vernice, ma se venisse usata come medium in quasi tutte le pennellate, il dipinto verrebbe già uniforme e brillante? Sarebbe come se avesse già una mano di vernice finale?
    Come medium uso solo l’olio di lino in quanto credo sia meno tossico di altri, visto che dipingo in un luogo poco arieggiato, ed alla fine il dipinto risulta abbastanza brillante, ma c’è sempre qualche piccola parte opaca. Sono curioso di questa vernice e mi prometto che la proverò. grazie ancora

    Ti ringrazio in anticipo

  45. X NICO:
    la vernive finale ha lo scopo principale di salvaguardare il dipinto dagli agenti esterni, solfuri, biossidi ecc e uniformare l’opera, non di conferire brillantezza oppure opacità che si voglia, questo è un effetto diciamo “collaterale”, perciò è necessario se si decide di farne uso di stenderla, una volta ultimato e fatto seccare il dipinto, da sola.
    Puoi decidere di non darla oppure di farlo, tutto qui.
    Il medium ha invece lo scopo di miscelarsi ai colori rendendoli più fluidi e conferendo ( a seconda del medium usato ) caratteristiche diverse.
    L’olio di lino è l’olio migliore come fibra e forza, ma tende moltissimo ad ingiallire, effetto che chiaramente si nota dopo anni, mentre quello di noce ed ancor meno quello di papavero hanno un effetto ingiallente così marcato, dei due però quello di noce è il miglior compromesso tra forza e “ingiallimento”.
    Grazie a te

  46. sasadangelo dice:

    Ciao,
    per chi desidera prepararsi la vernice mastice che è tra quelle più comuni e usate (anche in passato) ricordo che mal sopporta l’umidità quindi attenti dove conservate le proprie opere e magari metterla al sole prima di verniciare potrebbe non essere una cattiva idea. L’umidità nel tempo tende a creare poi zone opache sul dipinto una volta passata la vernice. Ricordo, inoltre, che la vernice mastice (forse l’avete già detto) si vende anche in commercio anche se non è troppo economica.

  47. Ciao,
    volevo chiederti prima di tutto: c’è un articolo dove viene spiegato come preparare la vernice mastice e cosa comprare per farla?

    Poi non ho ben capito cosa vuoi dire riguardo l’umidità:
    se uso la vernice mastice come vernice finale poi col tempo, visto che abito in una zona molto umida (non Venezia, ma sud Milano) rischio di avere un quadro a chiazze? Ma se la faccio asciugare benissimo, magari anche vicino ad una fonte di calore?
    Grazie

  48. allora, la procedura per la preparazione l’ho spiegata nel dettaglio in un post precedente per Sonja .
    Per l’umidità non ti devi preoccupare, fai asciugare bene il dipinto come esposto nei post precedenti, passi la vernice ed eventualmente esponi l’opera al “bagno di sole ” anche con luce diretta , devi solo assicurarti che l’ambiente non sia troppo ventilato , non per l’aria che farebbe altro che bene, ma per le polveri sottili e non che può sollevare impiastricciando il quadro, visto che la vernice è fresca .. dopo uno o due giorni puoi metterlo tranquillamente ad una luce indiretta e poi una volta del tutto asciutto appenderlo

  49. si, si l’ho letto, però mi chiedevo se comprare la vernice mastice tipo la lefranc, maimeri o prenderla a pezzetti per poi prepararsela (ho trovato un link dove suggerisce come prepararla), tu cosa usi?

  50. scusa , ma ho approfittato a rileggere anche gli altri post, e mi sono risposto da solo.
    sorry

  51. io me la faccio da solo, ma se non conosci bene la procedura e l’hai sperimentata almeno un pò di volte il risultato più probabile sarà una vernice mastice non di ottima qualità e sicuramente molto “gialla”, la procedura per ottenerla trasparente e perfetta è molto lunga e noiosa. Consiglio a tutti i prodotti di “Zecchi “, non perchè sono fiorentino ma perchè è veramente il n.1 in italia, spediscono dovunque, oppure da chi vi rivolgete usualmente, assicurati che sia più limpida possibile e più trasparente possibile.

  52. io uso la vernice damar diluita con una parte di essenza di petrolio per rendere l’effetto meno lucido. La applico anche dopo un anno e più per sicurezza. Infatti i colori ad olio, come ho letto in un manuale sulla pittura del rinascimento, asciugano del tutto solo dopo 50 anni. Essere troppo frettolosi, quindi, secondo me non va bene. D’altra parte io non ho mai venduto un quadro al massimo li ho regalati, pertanto, nel momento che ritengo opportuno procedo alla verniciatura facendo come ha detto anche Thomas in un post più sopra. Vorrei chiedere invece ad Antonino Cammarata se la vernice ad acqua che lui cita è quella per il decoupage. Io la uso spesso nei miei lavori di bricolage ma non avrei mai pensato fosse adatta sulla pittura ad olio. Se così fosse sarebbe meraviglioso, perché oltre al fattore atossicità è anche molto più semplice la sua stesura e in proporzione costa anche molto meno ( e scusate se è poco, di questi tempi). Un grazie a Sasa per il prezioso lavoro di divulgazione che attua in modo così chiaro e profondo

  53. ciao secondo me per la pittura a olio nn serve dare una mano finale trasparente , devi usare solo dei buoni colori basta quello, anzi rischi di rovinare il tutto. sono cose che ognuno gestisce come piu’ gli piace……e crede……o no
    l importante e’ che quando pitturi sei felice e ti dia soddisfazione senza diventare esageratamente pignoli seno’ diventa un peso, oppure e meglio lasciar perdere…..

  54. Ciao,si io anche usa la vernice finale per i miei dipinti,uso vernice damar,ciao.

  55. Grazie Thomas x la risposta. Ne approfitto x chiedervi cosa ne pensate se appena il dipinto e’ ben asciutto (magari dopo circa un mese) passassi la vernice ritocco(tipo quella della lefranc), giusto per consegnarlo con un minimo di protezione. Poi, se ci sarà la possibilità dopo 6 mesi, magari anche dopo un anno, passare la vernice mastice.

  56. Giuseppe dice:

    ciao a tutti, io non ho mai passato vernici finali, e devo dire che non ho notato perdite di colore, farò delle prove.

  57. giovanna dice:

    io non sapevo di questo particolare di dare una mano finale ad un dipinto anche perché metto sempre il vetro – sia per ripararlo ma anche per poterlo pulire meglio quando devo spolverarlo ecc…..- mi piacerebbe conoscere una buona marca da poterla usare senza conseguenze per il dipinto. ciao

  58. X nico : non fare “intrugli”, metti solo la vernice finale quando è il momento

    PS: i dipinti ad olio non si dovrebbero mai mettere “sottovetro”

  59. antonio dice:

    Premetto che con sono un pittore ma solo un dilettante.Thomas scrive che si dovrebbe dipingere su tela con imprimitura nera come nel 500 per una perfetta resa dei colori e dell’uso della vernice che nel 500 ha raggiunto quasi la perfezione e qualsiasi tipo di “miglioria” porta solo alla decadenza.Ecco, perchè, non fate qualche lezione su come dipingere su tela nera e quali accorgimenti bisogna usare per la stesure dei colori? Ci soffermiamo sull’uso delle vernici, ma la chimica dal 500 ha fatto qualche progresso,ma l’uso della tera nera se era valida nel 500 perchè non viene usata oggi? Vorrei un vostro parere.Grazie

  60. Ok grazie della consiglio

  61. X Antonio: premetto che probabilmente mi sono espresso male, intendevo dire solamente che se in un determinato periodo storico è stata raggiunta l’eccellenza in una determinata forma d’arte ( come è innegabile per la pittura classica del 500 e la liuteria del 600/700 ) bisognerebbe a mio parere rifarsi il più possibile alle tecniche usate con successo al tempo, è chiaro che la chimica è cambiata da allora ( es. il giallo di cadmio ) ma quello che è successo nel corso dei secoli è un quasi totale stravolgimento della tecnica e della chimica dei colori , per finire agli acrilici ( l’americanata della pittura ). Questo intendevo. Anche in passato furono usate imprimiture di diversi colori, non tutte erano nere, ma sicuramente la migliore resa è su imprimitura nera. All’epoca sperimentavano, perchè non avevano le nostre cognizioni di chimica e di ottica, eppure raggiunsero risultati migliori, oggi nonostante la nostra “conoscenza” sembriamo avere il paraocchi e tirare più a caso che altro. L’ottica elementare ci dice che il nero assorbe tutte le frequenze del visibile senza rifletterne alcuna, il bianco l’opposto, visto che ciò che ci appare quando guardiamo un’opera pittorica sono i colori che determinano forme, profondità, chiaroscuri ecc, e visto che un colore ci appare tale in quanto assorbe tutte le frequenze eccetto quella propria ( che riflette ) , beh dovrebbe essere chiaro che il bianco di fondo determina un’ulteriore riflessione di tutto lo spettro a differenza del nero che in alcun modo può “disturbare” gli altri colori, nonsolo, il fondo scuro rende la saturazione e di conseguenza contrasto e brillantezza dei colori migliori.
    Spero di non aver creato confusione.
    THomas

  62. antonio dice:

    Thomas ti ringrazio per avermi dedicato un pò del tuo tempo.Non intendevo farti un appunto,poichè sono perfettamente d’accordo con te,e mi trovi solidale nell’affermare che oggi abbiamo i paraocchi.Io sono un tradizionalista che non capisce l’arte contemporanea, per me è bello ciò che è bello e non ciò che piace,per questo seguo pittori come Roberto Ferri che dipinge come i grandi pittori del 500 introducendo nelle sue opere particolari che non potresti riprodurre con delle macchine fotografiche e che diventano opere uniche.Ritornando all’uso della vernice finale ho sempre usato la vernice damar per le mie tele però seguirò i tuoi consigli ed userò la stessa vernice che hai consigliato a Sonja

  63. X Antonio
    certo Antonio, non ritenevo il tuo un “appunto”, ho solo voluto precisare, sono sicuro che ti troverai bene con la vernice, se così non fosse in ogni caso puoi usarla come medium.

  64. sasadangelo dice:

    Ciao a tutti,

    Il problema del ritocco può servire se devi consegnare un’opera ad un committente. Che fai la lasci con la superficie che vedi in figura? Allora puoi usare una vernice da ritocco e se c’è possibilità dopo 6 mesi o più te la fai ridare per passare la vernice finale. Con la vernice da ritocco il colore continua a maturare.

    Questa è la teoria, cmq se non hai di questi problemi io passerei solo la vernice finale dopo 6 mesi e, come dice Thomas, eviterei intrugli.

    xThomas
    In quale testo antico si può leggere circa l’uso della tela nera?

  65. x sasadangelo
    da qualche parte ho letto di questo, ma in realtà ho parlato con molti restauratori, artigiani di cornici e altri di Firenze e nonostante non sia più in uso neanche qui, mi hanno tutti confermato che nel 500 fiorentino ( da passaparola di generazioni ) era in uso così.
    La si ottiene con una base di colla di coniglio e gesso di volterra ( allora usavano anche colla di pesce o caseine lavorate artigianalmente ).
    – Si passano due o più mani di colla
    – Poi gesso di volterra ( o gesso di volterra e colla ), all’epoca per la base usavano anche gesso non fine.
    da qui due varianti:
    – gesso di volterra e colla di nuovo
    – scartare fino ad ottenere una superficie più liscia possibile, usando anche l’impolverata di grafite se si vuole il massimo risultato in termini di uniformità
    – infine semplicemente olio+nero vite
    – poi tutto deve asciugare per un paio di mesi
    variante 2:
    – miscela di colla + gesso di volterra + nero vite ( risultato sul grigio )
    – scartare fino a lisciare la superficie
    – sempre un paio di mesi di attesa prima dell’uso

    Lo sò che sono procedure lunghe, chiaramente ne preparavano più alla volta
    Sperio sia utile la mia spiegazione
    Tom
    -

  66. adriana dice:

    Quando il dipintro è asciutto passo una mano di vernice di ritocco, in tal modo vedo che cosa è necessario “ritoccare”. La vernice finale la stendo dopo 1 anno o più. Così mi ha suggerito un maestro. Ciao. Adriana

  67. sasadangelo dice:

    Ciao thomas,
    Grazie x lla precisazione.

    Ne approfitto x dire un altra cosa a favore della vernice finale. Uno dei grandi nemici del colore e proprio la luce. Infatti tra i codici associati a ciascuna tinta esiste la velocita con cui si altera alla luce. La vernice aiuta ad allungare questi tempi.

  68. Ciao Salvatore,
    la marca della vernice è Attiva, la miglire in commencio 750ml 13 euro
    Per non aspettare molto che si asciughi un dipinto ad olio ecco casa usare:
    http://www.prodottiperdecoupage.it/default.asp?sezione=scheda_tecnica&id_prodotto=10493&id_categoria=104

    Saluti

  69. Ricuccio dice:

    Da sempre uso un prodotto finale allo scopo di preservare i miei lavori, belli o brutti che siano, dal lavorio del tempo e da eventuali sfregamenti accidentali, ad esclusione solamente di quelli a penna su carta.
    Disegni a matita, carboncino, gessetti: a lavoro ultimato spruzzo sul lavoro (qualunque sia il supporto) lacca per capelli fissaggio forte.
    Dipinti a olio (su qualsiasi supporto): a lavoro ultimato lascio asciugare il dipinto per qualche tempo (in genere nell’ordine di qualche mese) poi lo copro con una stesura a pennello di “vernice finale brillante all’acqua Maimeri.
    Non posso certo pronunciarmi sull’efficacia nel futuro dei miei sgorbi. Per ora posso solo affermare, a ragion veduta, che nel giro di 46 anni (tanti sono trascorsi dai miei primi tentativi) i risultati sono positivi.
    Per il futuro: “Ai posteri l’ardua sentenza”.

  70. sasadangelo dice:

    Grazie Ricuccio,
    so che posso sempre contare sul tuo feedback.

  71. sasadangelo dice:

    Grazie Antonio per la precisazione.

  72. tommaso dice:

    si anch’io vernicio con vernice damar della ferraio molto trasparente.devo per forza verniciare perche’ il mio modo di lavorare e’ molto magro infatti uso solo ragia inodore. per0 non aspetto sei mesi come dai manuali solo una ventina di giorni perche’ mi accorgo che sono asciutti abbastanza.

  73. Biagio dice:

    Grazie per i suggerimenti su come usare le vernici finali le uso da sempre e seguendo le regole del manuale di pittura del maestro Piva e Gregorio Sciltian e ho ottenuto sempre dei buoni risultati. Le vernici le compro perche non so come farle, e uso dopo un anno dalla fine della pittura la vernice Damar per completare l’opera.

  74. Salve, e’ sempre utile sentire il parere di molti….ho una crisi sulla verniciatura finale dei quadri….chi mi puo’ consigliare una marca per una vernice da ritocco che non appiccica e non sia troppo lucida? Tengo a precisare che ho sempre preferito aspettare il tempo necessario per verniciare i quadri, ma sono in dubbio visto che amo lo spessore della pennellata….grazie Patrizia

  75. cera emulsio..

  76. michela dice:

    Ciao, mi sono avvicinata al vostro forum per puro caso,sono un’ insegnante in pensione da un anno, e ho incomicito a dipingere pre riempire le lunghe giornate piovose fiorentine. Così carissimo Thomas incomincio a fare guai sulle tele, come posso togliere le goggiolature di damar senza rovinare i colori sottostanti? tu che hai tantissima esperienza in materia mi puoi consigliare? ti ringrazio in anticipo per la risposta . Michela

  77. Antonino dice:

    Ho dipinto su alcune zone della tela dove precedentemente avevo cancellato la matita! In qste zone l’olio nn ha aderito bene! pensate ke passando la vernice alla fine risolverò il problema?

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