Vernice a chiara d’uovo

Vernice Provvisoria a base d'uovo

Hai realizzato un dipinto ad olio e sai che devi aspettare almeno sei mesi per poterlo verniciare. Allo stesso tempo, però, sei ansioso di mostrarlo ai tuoi familiari ed amici, ma non vuoi che vedano le imperfezioni della superficie dovuti ai prosciughi che spesso è impossibile evitare. Come fare?

La soluzione è aspettare che il dipinto asciughi e passare sopra al dipinto una vernice provvisoria che poi rimuoverai dopo sei mesi prima di applicare la vernice finale vera e propria. In quest’articolo voglio mostrarti come applicare al tuo dipinto una vernice a chiara d’uovo provvisoria. Questa è una ricetta antichissima utilizzata anche dai grandi maestri del passato.

Salvatore ha già spiegato su questo blog perchè si vernicia un dipinto e come farlo. In essi egli ha spiegato in maniera inecquivocabile perchè bisogna aspettare almeno sei mesi prima di verniciare un dipinto. Il problema è che, finito un dipinto, si è ansiosi di mostrarlo ai propri amici e familiari e avere dei prosciughi (ossia aree opache sul dipinto dovute all’eccessivo assorbimento della tela) sulla superficie del dipinto non aiuta a fare bella figura. Lo stesso problema c’è se abbiamo ricevuto una commissione e dobbiamo mostrare il dipinto al committente.

La soluzione a questo problema è aspettare una ventina di giorni affinchè il dipinto asciughi. Applicare una vernice provvisoria che lasci respirare lo strato pittorico affinchè raggiunga la giusta maturazione. Trascorsi almeno sei mesi è possibile rimuovere facilmente la vernice provvisoria per applicare quella finale definitiva.

In quest’articolo ti spiegherà come preparare da solo la vernice a chiara d’uovo usando una ricetta antichissima.

Un pò di Storia

Già Cennino Cennini nel suo Libro dell’Arte, parlando della pittura ad olio su tavola scrisse:

Sappi che ‘l più bello e migliore vernicare che sia, si è che quanto più indugi dopo il colorire della tavola, tanto è migliore. E dico: bene indugiando parecchi anni, e per lo meno uno, e più ti riesce fresco il tuo lavoro.

Ad ulteriore conferma di come già sette secoli fa fosse noto la necessità di attendere un tempo abbastanza lungo prima di verniciare un dipinto. Ma più importante per gli obiettivi di quest’articolo è quest’altro paragrafo dove scrive:

Per parere che in corto tempo un tuo lavoro paia invernicato, e non sia, togli chiara d’uovo ben rotta con la scopa quanto si può più, tanto che pervegnia spuma ben soda; lasciala stillare una notte. Togli in un nuovo vaselletto quella ch’è istillata, e con pennello di vaio ne da’ a distesa sopra i tuoi lavori; e parranno vernicati, e ancora sono più forti. Questo cotale invernicare ama molto le figure distagliate, o del legno o di pietra; e vernicare per questo modo i loro visi e mani e ogni loro incarnazioni. E questo basti a dire sopra il vernicare; e diremo del colorire e miniare in carta.

Quindi già ai tempi di Cennini era nota la ricetta per creare una vernice a chiara d’uovo provvisoria. Anche Bouvier nel suo manuale Manuel des jeunes artistes et amateurs en peinture (pag. 548) di cui qua trovate una traduzione in inglese a pag. 282 scrisse:

In questo caso si applica una vernice temporanea a base di bianco di uova, che viene fatta nel modo seguente. Dopo aver lavato e asciugato prima la pittura, …, si batte insieme il bianco di un uovo fresco, un cucchiaino di alcool e un pò di zucchero che è stato precedentemente sciolto in una quantità sufficiente di acqua da renderlo come uno sciroppo. Prendere una spugna morbida e la si immerga nel bianco dell’uovo battuto, e passarla in modo rapido e uniforme sull’intera superficie del quadro. Dopo circa un quarto d’ora, questa vernice sarà asciutta, e con la sua essiccazione spariranno tutte le bolle che potrebbe aver lasciato sulla tela. Il motivo per cui si prende la schiuma della miscela è che lo strato deve essere il più sottile possibile, affinchè l’olio possa entrare in contatto con l’ossigeno attraverso i suoi pori.

Tradurre quest’ultimo testo non è stato semplice per due motivi. Il primo è che si tratta di inglese arcaico e ho dovuto chiedere aiuto ad una collega canadese perchè in un paio di punti sembrava andare in contraddizione. Il secondo è che la traduzione in inglese non è corretta, del resto lo stesso autore della traduzione ammette di non aver mai provato questa ricetta. Ad ogni modo, la ricetta di Bouvier differisce da quella di Cennini per l’aggiunta di zucchero e alcool.

Quali ingredienti usare per la vernice a chiara d’uovo?

Gli ingredienti per preparare questa vernice sono 4 uova e 5g di zucchero. Serve anche un cucchiaio, due contenitori e un frullatore.

Come preparare questa vernice?

Dividere gli albumi dai rossi (a noi interessano gli albumi), metterli in un contenitire con lo zucchero e frullare rendendoli schiumosi. Una volta fatto questo procedimento lasciarli riposare per 5 minuti. Si formeranno due strati, sopra la schiuma e sotto i chiari.

Vernice Provvisoria a base di bianco d'uovo - Prima Fase

Tenere con il cucchiaio la schiuma e versare i chiari nel secondo contenitore.

Vernice Provvisoria a base di bianco d'uovo - Schiuma

Questo procedimento va ripetuto almeno tre o quattro volte. Più si ripete e più viene chiara la vernice, cosi quando viene applicata sulla tela con il pennello evitiamo l’effetto schiumoso.

Come applicarla sul dipinto?

Vernice Provvisoria a base di bianco d'uovo - Applicazione

La vernice provvisoria si applica come una vernice finale qualunque, ma io consiglio di non caricare troppo il pennello e di non passarlo ripetutamente sulla stessa zona. Questo serve per evitare l’effetto schiumoso che rende difficile la rimozione prima di passare la finale. Voglio aggiungere una cosa, lo zucchero serve sia per dare l’effetto lucido, così chi guarda il quadro vede l’effetto della vernice finale, e sia per quando dobbiamo togliere la vernice provvisoria per passare quella finale.

Vernice Provvisoria a base di bianco d'uovo

In figura potete notare che ho steso la vernice solo su una piccola area. Ho eseguito la fotografia con il flash proprio per mostrare la lucentezza della vernice e come essa appare uniforme laddove viene stesa.

Come rimuovere la vernice provvisoria?

La rimozione della vernice a chiara d’uovo si può fare con una spugna e acqua tiepida. Per fare pratica ti consiglio di provare su un supporto qualunque e, quando hai visto come si comporta, utilizzarlo su tele buone.

E’ possibile conservare la vernice rimasta?

Il mio consiglio è di farla al momento, ma si può conservare in una bottiglietta in frigo. E’ importante che sia piena fino all’orlo cosi dura di più.


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Commenti

  1. Veramente interessanteee!!! Grazie mille…anzi…duemila 🙂

  2. caterina dice:

    veramente interessante no ne sapevo l’esistenza di questa applicazione alternativa anche se provvisoria, vi ringrazio tanto per i consigli che mi sono sempre utili

  3. Veramente ottima cosa. Le vecchie ricette, gira gira, sono sempre valide!
    Bravo Salvo!
    Enrico.

  4. Buono a sapersi,non ne avevo mai sentito parlare, ma ora che lo so ,voglio provare .
    Grazie mille per gli interessanti consigli

  5. Anna Fabiani dice:

    E’ una ricetta molto interessante complimenti, vorrei soltanto sapere se si può mantenere come vernice finale,cioè senza rimuoverla oppure deve essere necessariamente rimossa dopo un tot di tempo?
    Grazie

  6. Le ricette delle nonne…sono sempre le migliori!
    Grazie

  7. galstian dice:

    questa vernice si usa anche come isolante fra legno e vernice acustica sui violini.

  8. Molto interessante e utile per risolvere il problema dell’attesa . Grazie Vasco .

  9. Acquarius dice:

    Grazie Vasco! Così abbiamo risolto il problema dei “curiosi e impazienti” che non vogliono attendere i tempi canonici per la verniciatura finale!!!
    Ma, al massimo, per quanto tempo è durevole questa vernice casalinga?

  10. Grazie:)))) Chiara e semplice.

  11. Grazie a tutti.Non si puo’ usare come finale,e fino a un’anno io la lascio e non succede niente.

  12. Concordo con gli altri che le vecchie tecniche sono le migliori…e già collaudate!
    Grazie l’articolo è molto interessante ed utile.

  13. VINCENZO FONTANAROSA dice:

    Non conoscevo questo metodo molto efficace e provvisorio; lo terrò presente.
    Grazie vasco, ottimo consiglio…
    Magari, per le prime volte, proverò ad sarlo su tele di piccolo formato…

  14. VINCENZO FONTANAROSA dice:

    Non conoscevo, prima d’ora questo metodo, ma credo che cercherò di utilizzarlo sulle opere di piccolo formato.
    Grazie vasco.Ottimo consiglio.

  15. sapevo che questo metodo era stato inventato da Leonardo da Vinci ! sbaglio?
    Comunque penso che non sempre i metodi antichi siano i migliori-i prodotti oggi in commercio avrebbero fatto arrivare i dipinti d’un tempo meno sbiaditi e usurati-

  16. Ringrazio Vasco a parte perchè sennò il web mi annulla il messaggio perchè troppo lungo-
    Grazie per gli articoli che mi mandi e che io sto collezionando puntualmente:se qualcuno se ne fosse perso qualcuno sarò felice di mandarglielo-Grazie anche per la gentilezza con la quale ti esprimi e di questi tempi non è poco!

  17. Ricuccio dice:

    Grazie per la ricetta che, grosso modo, conoscevo ma non così bene da poterla mettere in pratica. Cosa che tu hai reso possibile.

  18. molto uinteressante ed utile. Io ho sempre lasciato anche un anno di tempo per la verniciatura e per risolvere i problemi che hai evidenziato, cioè quello delle macchie dovute ad asciugature diversificate nei tempi del lavoro, spruzzavo sulle macchie più oleose della vernice dammar opaca spray, naturalmente dopo un certo lasso di tempo comunque. Non si risolve del tutto ma migliora un po’ la situazione. Del procedimento che descrivi non ho capito bene se ogni volta che si lascia riposare l’albume dopo averlo sbattuto e prelevata la schiuma, si deve rimontare poi ogni volta. Quando i bianchi si montano a neve per fare i dolci per es. si montano a neve ben ferma in questo caso – se non ho capito male – non si devono montare, giusto? Grazie per gli interessanti appunti di storia

  19. Grazie Vasco e’ veramente molto interessante,lo faro’ anch’io perche’ a volte con i prosciughi che si formano il dipinto non mi soddisfa.

  20. porfirio dice:

    Grazie! Non la conoscevo: la proverò entro breve, proprio su una cosa che ha diversi prosciughi e che ho appena finito: poi vi riferirò comè risultata.

  21. Ero a conoscenza di questo piccolo segreto, ma non sapevo esattamente come si faceva. Grazie di cuore! dice:

    Grazie ancora per i vostri splendidi suggerimenti! Eleonora

  22. graziella dice:

    grazie per tutti i consigli che ci dai ,questa non la sapevo

  23. Marcello Maggiore dice:

    La tecnica descritta è, come doverosamente accennato, proposta dal Cennini: nel corso dei miei studi universitari ho avuto modo di conoscerla. Non avrei immaginato che in un mondo di tecniche evolute (“”) si potessero ancora considerare queste così tradizionali. Sarebbe altrettanto interessante apprendere il procedimento per ottenere in modo analogo e naturale i colori stessi.
    Resto comunque sensibilmente incuriosito e sicurmente proverò ad avvalermi del prezioso suggerimento.
    Buon lavoro a tutti.

  24. Marcello Maggiore dice:

    Voglio rispondere al Sig. Peggyjo che esprime un suo legittimo dubbio sulla qualità dei metodi di un tempo. La pittura del Rinascimento discende da procedure severamente controllate da Maestri di “bottega”, custodi di segreti tramandati di genearzione in generazione con intransigente precisione. Si pensi solo al significato anche esoterico che ogni elemento veniva considerato.
    L’uovo, tanto per restare in tema, viene ancora usato per la realizzazione dei colori nelle icone ortodosse (l’uovo, considerato come “rinascita”, rinnovamento dell’anima). Naturalmente sarebbe sacrilego proporre a quegli artisti di avvalersi delle “nostre” evolute tecniche, forse per loro, assolutamente vuote.

  25. sasadangelo dice:

    xMarcello Maggiore:
    avevamo cominciato sul forum a studiare anche i colori.
    http://www.disegnoepittura.it/pigmenti-colori-terre/

    Volevo anche mostrare come dalla pietra di limonite si può ottenere il giallo ocra. Ma mi manca la materia prima. Una volta che si ha l’ocra gialla l’ocra rossa la ottieni mediante cottura.

    Idem x terra siena naturale e terra d’ombra naturale.

    Volevo scrivere un’articolo su come ottenere i vari neri. Ma un mio esperimento è fallito. Dovrò riprovarci.

  26. Marcello Maggiore dice:

    Voglio ringraziare Sasadangelo per il link sulla formazione dei colori. Non è molto che frequento questa Newsletter ed ho tanto la sensazione che troverò diversi spunti e rinnovato slancio per riprendere questa mia ormai antica passione.
    Grazie ancora ed un cordiale saluto.

  27. Ciao e’ grazie.Per quanto riguarda la vernice si deve usare per pazientare la vernice finale, e farlo vedere a qualcuno interessato no per togliere i prosciughi.I prosciughi si devono evitare durante lo svolgimento del quadro.

  28. Marinella Curreli dice:

    Grazie Sasadangelo, sto consigliando il tuo sito a tutte le amiche che frequentano il mio Atelier D’Arte.Sei diventato il mio grande maestro

  29. sasadangelo dice:

    Non esageriamo. Troppo buona.

  30. Veramente molto interessante, proverò certamente.
    Ma se regali il quadro, cosa succede se non viene tolta?
    Grazie Ornella

  31. monica dice:

    vorrei poter vivere un attimo ai tempi del rinascimento!

  32. l’articolo mi è piaciuto moltissimo anche perchè da tempo cercavo un’alternativa alla vernice finale che richiede tanto tempo. grazie tantissimo

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