Come dipingere con la tecnica delle velature nella Pittura ad Olio.

Velature nel Paesaggio

Questa è la lezione 15 del corso di pittura ad olio per artisti principianti.

La velatura (in inglese glazing) è l’applicazione di un colore trasparente su uno strato pittorico ben asciutto. L’effetto è simile a quello  che si ottiene interponendo tra occhio e oggetto un vetro colorato. Questo modo di mescolare i colori si chiama “mescolanza ottica” in contrapposizione al classico modo di mescolare i colori.

Velature nel Paesaggio
Foto da https://artintegrity.wordpress.com

La velatura è un metodo di applicazione del colore tipico della tecnica grasso su magro, particolarmente usato dagli antichi maestri fiamminghi e rinascimentali.

Cosa serve per eseguire una buona velatura?

  1. Innanzittutto l’uso di soli colori traspareti o semitrasparenti. Su ciascun tubetto di colore il grado di trasparenza è rappresentato da un rettangolo bianco (colore trasparente), nero (colore coprente), bianco e nero (colore semitrasparente).
    Colore Maimeri per velature
    Ad esempio, partendo dalla nostra tavolozza dei colori completa i colori trasparenti e semitrasparenti sono: giallo indiano, terra di siena naturale, carminio permanente, terra di siena bruciata, verde vescica, blu cobalto, blu oltremare, blu cobalto, terra d’ombra bruciata. Quindi un giallo, rosso, verde, due blu  (basterebbe anche uno solo) e alcuni colori di terra. Questa nuova tavolozza viene denominata “tavolozza trasparente”. In questa pagina è possibile trovari altri colori trasparenti e semitrasparenti della linea di prodotti Maimeri Classico che, volendo, potete aggiungere alla vostra tavolozza trasparente.
  2. Non si utilizza il bianco che, tipicamente, è un colore opaco. Il bianco di zinco, in realtà, è un colore semitrasparente ma è preferibile non usarlo nelle velature. E’ possibile schiarire con bianco velature di colore già applicate ma mai mescolare quest’ultimo nel colore della velatura.
  3. E’ consigliabile usare un medium che asciughi in fretta visto che la tecnica grasso su magro è tendenzialmente lenta e spesso è necessario applicare più mani di velature. Nel nostro corso, visto che usiamo solo olio e trementina, ogni strato di colore avrà una quantità maggiore di olio e meno trementina. Non è il medium ideale per le velature da un punto di vista dei tempi di essiccazione, infatti molti artisti preferiscono usare medium come il Liquin che ha tutte le caratteristiche descritte sopra.
  4. Inizialmente le velature si stendono in maniera uniforme su intere aree per poi coprire aree sempre più piccole. Ad esempio, ad un albero si potrebbe applicare una velatura uniforme di verde vescica e poco nero fatto con terra d’ombra bruciata e blu oltremare su un underpainting di terra d’ombra bruciata. Successivamente si potrebbe rinforzare l’ombra con una velatura di verde vescica e blu oltremare.
  5. Evitare di fermarsi alle prime velature uniformi, l’effetto che si ottiene potrebbe essere quello di una foto monocromatica colorata. Non avere timore di sovrapporre più strati di velature.
  6. Nel mescolare colori per le velature bisogna ricordare che:
    1. colore trasparente + colore trasparente = colore trasparente
    2. colore semitrasparente+ colore trasparente = colore semitrasparente
    3. colore coprente+ colore trasparente = colore coprente
    4. colore coprente+ colore semitrasparente = colore coprente
    5. colore coprente+ colore coprente= colore coprente

    Quindi il bianco di titanio rende qualsiasi mescolanza opaca.

  7. La consistenza della velatura deve essere simile a quella dei colori acquarelli, ossia molto diluita.

Le velature sono particolarmente efficaci sulle aree in ombra visto che i colori trasparenti tendono a recedere. La fase in cui si applicano colori mediante velatura viene spesso chiamata “fase trasparente”, in contrapposizione alla “fase coprente” in cui si dipingono con colori opachi le aree in luce che dovranno invece avanzare nel dipinto.

Su web si dibatte molto sul fatto che la fase trasparente debba o no precedere quella coprente.  Io credo che la polemica derivi dal fatto che le fasi trasparenti possono precedere o seguire la fase coprente. Ma andiamo per ordine. Dopo la fase di underpainting pensare di applicare su tutta la superficie tutti e soli colori coprenti non ha senso perchè si vanificherebbe il lavoro fatto in precedenza. Ha senso, invece, cominciare con una fase trasparente con stesura di tinte uniformi nelle aree dove abbiamo deciso di usare le velature (es. sulla vegetazione). L’uso di colori trasparenti gioverà alle aree in ombra visto che i colori trasparenti aiutano i piani a recedere e danno corpo ad essa. Finita questa fase trasparente ci può essere una fase coprente soprattutto per definire le aree in luce dove è necessario l’uso del bianco. Nel paesaggio, ad esempio, il cielo spesso si dipinge solo in fase coprente. Dopo la fase coprente molti artisti usano aggiustare piccole aree con le velature perchè magari i toni sono troppo accesi o perchè magari la tinta generale di quell’area tende troppo verso un dato colore. Caravaggio, dalle indagini di restauro pubblicatie dalla Dott.ssa Lapucci, dipingeva essenzialmente con la tecnica bagnato su bagnato su un underpainting monocromo bruno rossastro che traspariva nelle aree dei mezzitoni. Nelle fasi finali del suo lavoro spesso smorzava panneggi blu o verdi con velature di colore.

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Commenti

  1. Questo si che è un tutorial chiaro e completo.( come sempre) Ed esaustivo da poter sfidare chiunque ad aggiungere dell’altro

  2. salvatore dice:

    troppo buono

  3. Enrico Rudelli dice:

    Confermo il commento di Carmelo, anche perchè a me serve molto, visto che nella vegetazione dei paesaggi ho sempre qualche difficoltà a rendere bene le ombre.
    Meno male che Salvatore trova anche tempo da dedicare al blog, oltre che al forum.

  4. ciao enrico :blog e forum sono padre e figlio.E per il momento sta pensando a svezzare il figlio.

  5. Concordo: Breve ed esaustivo. Ma soprattutto senza fronzoli!
    Bravo!

  6. Ciao, al punto due intendi dopo che la velatura si è asciugata vero? (così come quando si sovrappongono più strati di velature). Nel cielo la trovo utile da utilizzare per “simulare” i raggi solari

  7. Penso che questo sito sia molto interessante per tutti coloro che si avvicinano alla pittura e pure per quelli che se la sono dimenticata.
    In ogni caso, partendo dal reale così bene illustrato e senza mai dimenticarsi le diverse basi chimiche dei colori non sempre compatibili tra loro, ogni pittore potrà sperimentare trovando la sua originalità. Sulla questione delle velature la cosa d’importanza massima è che il fondo deve essere ben secco

  8. xilario,
    no quando è semi asciutto.

  9. antonio dice:

    Anche questa lezione è davvero utile, ricca di nozioni come tutto il corso…Grazie
    Salvatore

  10. Ciao antonio,
    ho sempre timore di non essere all’altezza. Studio anche io pittura, non sono un professionista. Ma messaggi come questo cmq mi sollevano.
    Grazie

  11. franco dice:

    hai una pagina fb?
    bel blog

  12. si, c’è il link nella sidebar del sito.

  13. Hoooo! Finalmente un tutorial che mi ha fatto capire come si deve la velatura! Grazie Salvatore ora tocca a me con la pratica 🙂

  14. Ciao Salvatore, sono Gemma, ti devo ringraziare per tutte le notizie che dai e che leggo con grande interesse. Non lascio commenti perchè non sono all’altezza di farli. Sono una principiante, non ho mai dipinto in tutta la mia vita e a scuola ero una frana nel disegno a mano libera. Da tre anni ho scoperto ,per caso ,che sono bravina nel dipingere a olio. Mi rilasso, mi diverto e passo delle ore in compagnia di amici (molti sono bravissimi) scambiandoci dei pareri e consigli sul lavoro che stiamo facendo.
    Avrei tante domande da farti ma ovviamente non voglio farti perdere tempo. Sappi comunque che ti seguo con grande interesse e nuovamente ti ringrazio per la grande disponibilità. Ciao Gemma

  15. Dragoni Daniela dice:

    …..grazie…grazie…anche io amo dipingere…..ma non avevo mai avuto notizie così esaustive sulla velatura….sei molto bravo e generoso…è ti seguo assiduamente!!!!

  16. Buongiorno Salvatore , mi chiamo Anna ed è la prima volta che visito il tuo blog. Lo trovo molto interessante. Questa mattina ero alla ricerca disperata di qualche informazione sulla tecnica della velatura e finalmente ho trovato te. Dipingo ad olio dall’età di tredici anni, ho frequentato il liceo artistico a Carrara e un anno di accademia, quindi conosco solo la tradizionale tecnica della pittura ad olio. Ora dopo tanti anni di solita minestra, mi sono intestardita a cambiare tecnica, mi sono cimentata con la velatura, ma ho grosse difficoltà soprattutto perché tendo ad essere iperrealista da sempre e l’unica tecnica che può soddisfarmi, appagare è quella della velatura. Sai indicarmi un testo che descrivi passo passo tutti i passaggi? Ti ringrazio tanto. Un cordiale saluto

  17. Guarda qua:
    https://www.youtube.com/watch?v=DO0A3Ux95Uc
    in questo caso Gray usa la velatura per applicare correzioni al dipinto dopo che lo ha colorato tutto e lasciato asciugare. Ripreso dopo qualche mese il dipinto ha per forza di cose anomalie, che il pittore aggiusta con velature per renderlo quanto più simile alla foto originale o al soggetto dal vero. In questo caso credo abbia usato una foto come riferimento.

  18. stefano tripi dice:

    Caro Salvo, complimenti per i tuoi studi molto accurati, interessanti ed approfonditi sulla pittura dei Fiamminghi, le tue esperienze in ordine ad essi, ecc. e grazie di averli condivisi.
    Ma c’è un MA grande come una casa, un’incongruenza abnorme.
    Tutti pensavano così per secoli, che fosse cioè interamente pittura ad olio, tant’è vero che, in tutto il mondo, Italia compresa, si cominciò, a partire dal seicento in poi, a dipingere quasi esclusivamente ad olio, non raggiungendo però mai più quello splendore, e sopratutto quella durata: le pitture fiamminghe sono rimaste in ottimo stato di conservazione, luminosità dei colori, brillantezza, ecc. ma gli oli che sono stati fatti dopo, Caravaggio compreso, si sono anneriti, screpolati, una schifezza, e questo già dava da pensare molto, tant’è che si cominciò a dedurre che i fiamminghi detenevano qualche grande segreto che non si sapeva.
    Poi, nel novecento, si è scoperto tutto l’arcano, nei musei olandesi, dovendo intervenire su delle piccole parti di alcuni di quei dipinti fiamminghi bisognosi di restauro.
    In quell’occasione i restauratori, convinti di avere a che fare con quadri fatti interamente ad olio, tolta la vernice superficiale, passarono alla fase della pulitura con acqua, come si fa normalmente per pulire le pitture ad olio, ma avvenne, con loro grande sorpresa, che la pittura si scioglieva, si, si scioglieva con la sola acqua, smentendo così, al di là di ogni dubbio, che fosse una pittura ad olio.
    Si scoprì in tal modo che le pitture fiamminghe erano in realtà, negli strati interni, delle tempere, e delle tempere al rosso d’uovo (che conferisce uno spendore unico ai colori, non mai raggiungibile nemmeno con i migliori colori ad olio moderni), e l’olio, in particolare la vernice che non era la Dammar che scurisce sempre un pò, ma la gommalacca, veniva data solo alla fine, per verniciare.

  19. stefano tripi dice:

    E per ulteriore conferma a tutto ciò, se mai fosse necessario, basti vedere che lo stesso fenomeno si riscontra con la pittura del rinascimento: Bellini, Piero della Francesca, Botticelli, ecc. le loro pitture erano a tempera al rosso d’uovo, e sono rimaste splendite e luminose a differenza dei quadri ad olio successivi, nonostante fossero più antiche.

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