gen 05

Quando un dipinto è da considerarsi finito?

Quando un dipinto è da considerarsi finito?

Quando dipingi un quadro hai sempre il dubbio se è finito o no? Vorresti sempre ritoccarlo ma hai paura di rovinarlo?

Molti si chiedono quando considerare il proprio quadro finito. Spesso utenti sul forum pubblicano un’opera chiedendo un parere. Capita spesso che gli utenti consigliano di ritoccare questo o quello. La domanda che si pone, a questo punto, l’autore è: devo modificare l’opera o lasciarla così?

Scriveva Leonardo nel suo Trattato di Pittura:

Ricordo a te, pittore, che quando col tuo giudizio o per altrui avviso scopri alcuni errori nelle opere tue, che tu li ricorregga, acciocché nel pubblicare tale opera tu non pubblichi insieme con quella la materia tua; e non ti scusare con te medesimo, persuadendoti di restaurare la tua infamia nella succedente tua opera, perché la pittura non muore immediate dopo la sua creazione come fa la musica, ma lungo tempo darà testimonianza dell’ignoranza tua.

Volendo prendere per buono il consiglio di Leonardo bisognerebbe sempre ritoccare la propria opera finchè non si raggiunge una qualche perfezione accettata anche da altri artisti. Ma io credo, dopo un pò di esperienza con il forum, che bisogna considerare alcune cose prima di seguire il consiglio di Leonardo:

  1. Leonardo nel Trattato si rivolge a pittori di professione perchè al suo tempo la pittura era praticata solo da professionisti. Non esisteva l’hobby della Pittura.
  2. Il forum di Disegno & Pittura è, principalmente, frequentato da dilettanti di Pittura, ossia persone che, indipendentemente dall’esperienza e bravura, non la praticano come professione.
  3. L’errore è parte integrante del processo di apprendimento. L’importante non è evitarlo, ma riconoscerlo.
  4. Un principiante, con molta probabilità, commette molti errori ed è spesso impossibile per lui riconoscerli tutti e correggerli. L’artista piu bravo commetterà meno errori ma, probabilmente, non riuscirà a correggerli tutti.
  5. Criticare è piu facile che fare. E’ facile dopo aver visto l’opera di qualcuno dire correggi questo o quello. Più difficile è farlo.

Alla luce di questi 5 punti, quindi, quand’è che bisogna fermarsi?

Se sei un professionista la perfezione è la tua meta, l’unico vincolo è il tempo. Probabilmente hai ricevuto una commissione da svolgere in un tempo X. Cerca di correggere piu errori che puoi in questo tempo. Ma non consegnare mai un lavoro in ritardo per mania di perfezione. Questo fu uno dei problemi di Leonardo famoso per aver lasciato incompiute molte opere. Ma lui era Leonardo e riusciva comunque a ottenere ospitalità presso le corti nonostante ciò, a te potrebbe non andare altrettanto bene. Quando dipingi un quadro annota sempre il numero di ore che hai impiegato. Quando devi comunicare il tempo necessario al committente, fornisci una stima confrontando la complessità della nuova opera con quelle che già hai realizzato e regolati di conseguenza. Prendersi il giusto tempo ti aiuterà a correggere molti più errori.

Se sei un dilettante che dipinge per hobby, indipendentemente dal livello di esperienza, considera l’opera finita quando hai il sentore che un ulteriore tocco rovinerà l’opera piuttosto che migliorarla. Nessuno conosce meglio di te stesso i tuoi limiti. Ad ogni lavoro chiedi a un familiare, conoscente o sul forum qual’è l’errore piu grosso che si nota nell’opera e al prossimo lavoro assicurati di non commetterlo più. Ricordati un solo errore, quello più macroscopico.

E tu, quando consideri le tue opere finite?



Cosa fare adesso?
Leggi gli Articoli Correlati

Iscriviti gratuitamente alla Newsletter di Disegno & Pittura
  • Riceverai gratuitamente l'ebook Dipingere con la tecnica dei Fiamminghi.
  • Riceverai, inoltre, articoli, trucchi e suggerimenti sul Disegno e la Pittura.
Dipingere con la tecnica dei fiamminghi
Clicca qui per ulteriori informazioni ...


4 Commenti a “Quando un dipinto è da considerarsi finito?”

  1. 1. Ricuccio Scrive:

    Di solito, arrivato a un certo punto del lavoro mi rendo conto che non so cosa fare, e come, per considerarlo “finito”.
    E’ allora che tolgo la tela dal cavalletto, l’appendo in bella vista (magari sulla parete ai piedi del letto) e lascio passare un po’ di tempo: a volte qualche giorno, a volte qualche mese.
    Poi, improvvisamente, mi viene voglia di rimetterci le mani (mi scuso: i pennelli); rimetto la tela sul cavalletto e questa volta le idee che le brevi o meno brevi, ma frequenti, occhiate sono andate a finire sul lavoro si realizzano e, anche se alla fine non sono contento di quanto fatto (quasi mai per la verità) ritengo finito il quadro e lo accantono per ricevere, a tempo debito, la vernice finale.

  2. 2. sasadangelo Scrive:

    Si fa riposare gli occhi aiuta.
    Spesso trovi difetti in qualcosa che ti sembrava buono.
    Spesso trovi buon ciò che non ti pareva tale.

    Invece, una volta finito è difficile che ci metto mano. Al massimo passo la vernice finale.

  3. 3. silviagoi Scrive:

    Quando ho coperto interamente la tela con segni e pennellate la lascio sul piano perché mi suggerisca qualcosa,e trovo sempre imperfezioni più che veri e propri errori. Sono quadri da una/due al massimo quattro giornate di lavoro, in cui
    prevale una tecnica che io chiamo pomposamente da cartellonista. Certo, vedo anch’io che Rembrandt non dava mai una sola mano, ma tendo ad taglio più hobbistico e meno rappresentatito.

  4. 4. robinud50cr Scrive:

    oggi è molto diverso il mondo della pittura da quello Leonardesco o Michelangiolesco o Raffaelliano. Per cui certe volte oggi più di allora era praticamente impossibile dare consigli a gente del genere….chi si sarebbe permesso? Con quale competenza superiore? Poi ve lo immaginate Michelangelo che corregge un suo dipinto perchè Leonardo cli ha fatto una critica?
    Bè dai lasciamo perdere il passato.
    Noi oggi siamo alle prese con l’arte pittorica moderna dei Picasso e dei De chirico e dell’Urlo……..che invece di essere criticata negativamente è stata esaltata agli onori della gloria.
    La critica allora come andrebbe fatta per quel genere di dipinti?
    Lasciamo quindi perdere il discorso critiche in quei settori speciali e releghiamolo alle sole opere di coloro che si divertono a copiare dipinti famosi o la natura dalle fotografie o dal reale. Cosa criticare? Distorsioni prospettiche? Colori troppo o poco accesi? Proporzioni errate? Luci ed ombre da sistemare? Metodi di stesura del colore?
    Io sono del parere che i gusti degli altri non sono assolutamente da ascoltare e non devono portarci a modificare quello che sentiamo o vediamo noi. Poi l’opera potrà piacere o non piacere a tanti ma forse potrà creare l’inizio di un nuovo modo di dipingere.
    Per rispondere alla domanda: “lascerei decidere all’autore se il dipinto è completato”
    A lui deve piacere primariamente; se poi la sua opera incontra il favore e ne deriva una vendita è facile assistere a pittori che ripetono sempre gli stessi panorami perchè vengono acquistati….e si è pittori fatti così! Che cercano di vivere dipingendo.
    Per i critici d’arte poi il discorso è diverso …. loro ci vedono l’interesse loro principapalmente e poi quello dell’eventuale artista da osannare.
    In definitiva lascerei libero l’estro che ha concepito l’idea di fare un dipinto di decidere quando questa idea è stata portata sul supporto secondo le intuizioni dell’autore.