Che cos’è l’Anamorfosi e come si disegnano immagini anamorfiche
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Sul sito illuweb.it si legge la seguente definizione di anamorfosi:
Il termine anamorfosi dal greco ana (all’indietro ritorno verso) e morphe (forma) sta ad indicare un disegno in cui appare un’immagine distorta che osservata obliquamente (anamorfosi piana) o riflessa un uno specchio curvo può essere vista nella sua prospettiva naturale.
Esistono due tipi fondamentali di anomorfosi: piane e curve.
L’anamorfosi è la deformazione di un immagine secondo regole prospettiche ben precise che creano un’immagine che, se vista da un particolare punto di osservazione, non solo ridiventa di nuovo riconoscibile ma assume un particolare rilievo tridimensionale che ha dell’incredibile.
Per avere un’idea di cosa sto dicendo, osservate le seguenti immagini:










Foto Credit Julian Beever
A chi interessa un pò di storia su questi link trovate i riferimenti ai primi trattati del 1400, 1500 e 1600 che parlano di questo fenomeno. Per gli antichi artisti la realizzazione di un’immagine anamorfica non era cosa semplice. Innanzittutto si sceglieva l’immagine desiderata. Poi bisognava distorcere quest’ultima in base a regole prospettiche che non tratteremo in questo post. A quel punto l’immagine distorta poteva essere proiettata sul piano (es. pavimento) attraverso la tecnica della griglia. Poi si procedeva a dipingere il soggetto.
E’ facile intuire che il passo più complesso è ovviamente quello della distorsione. Oggi questo problema può essere risolto con l’ausilio di software che un pò riducono il ruolo dell’artista. Uno di questi software è Anamorph me.
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giugno 27th, 2006 at 08:35
Ciao Salvatore,
Ma non ho capito bene come si fanno…
Le foto che tu hai fatto le hai dovute fare in determinate posizioni perchè funzionasse l’illusione???
quindi vuol dire che se le vedessi dall’alto come un disegno piatto vedrei un immagine deformata tipo quella che si ottiene con il programma Anamorph me???
Bello però l’argomento!!!
giugno 27th, 2006 at 09:00
bene, vedo che hai compreso perfettamente.
giugno 27th, 2006 at 09:00
vorrei precisare che le foto le ho prese da Internet. L’Artista in questione è un americano.
L’Artista sfrutta principi noti già nel 1400, infatti sui Trattati di leonardo ci sono anche semplici esempi di immagini anamorfiche.
giugno 27th, 2006 at 09:10
Ok, grazie mille Salvatore!!!
ah… un momento mi è venuta in mente un’altra domanda:
Ma come faccio a sapere che deformazione utilizzare per fare vedere la figura in un determinato scorcio???
E sapendo che le deformazioni sono piane e curve vuol dire che nel disegno della prima foto è stata usata una deformazione piana mentre per esempio nelle foto con dei pozzi la deformazione è curva???
Grazie ancora!!!
giugno 27th, 2006 at 09:15
Ma che bello!!!
giugno 27th, 2006 at 09:20
Scusa se mi ripeto ma è fantastico non mi era mai capitato di vederli, un po’ come il… non lo so scrivere perchè in francese, però i dipinti sui muri di villa borghese che sembrano uscire dalle pareti!
giugno 27th, 2006 at 10:15
forse vuoi dire trompe d’oeil.
Non ricordo queste immagini a villa borghese, appena ci ripasso controllo.
le cose, però, sono diverse.
Trompe d’oeil sfrutta la prospettiva del luogo (osservata da un dato punto) per creare l’illusione di qualcosa che non c’è.
in pratica l’artista immagina che l’osservatore guarda la scena da un dato punto. In quel punto il luogo ha una cera prospettiva. A quel punto si aggiunge un dipinto con la stessa prospettiva.
Le immagini non sono distorte.
Qui, invece, lo sono. Se ti metti frontalmente al disegno ti troverai davanti ad un immagine senza senso (quello che non accade con il trompe d’oeil dove al più vedi un’immagine fuori prospettiva rispetto al luogo).
bye
PS
Anche se non viene citata come tale ma l’ultima cena è stata studiata da leonardo come se fosse un trompe d’oeil nel senso che l’immagine ha la stessa prospettiva della chiesa se osservata da un dato punto.
giugno 27th, 2006 at 13:45
I pozzi sono anamorfosi piane. Il fatto che siano a forma di cerchio non significa che si applica l’anamorfimo curvo.
La distinzione si effettua mediante il sistema che utilizzi per vsualizzarli.
Se la superficie di proiezione è piana (es. quando li guardi ad occhio nudo in una data posizione), allora serve ‘anmorfosi piana.
Se visualizzi l’immagine attraverso una superficie curva riflettente, allora ti serve l’anamorfosi curva.
Nel link relativo all’anamorfosi curvo, ad esempio, puoi osservare che l’immagine vien visualizzata non direttamente dall’occhio, bensì attraverso un cilindro riflettente. Essendo la sua superficie curva serve un’anamorfosi curva.
giugno 27th, 2006 at 16:30
Ok, adesso dovrebbe essermi tutto chiaro!!!
Grazie mille!!!
Ciao ciao!
febbraio 15th, 2009 at 00:55
Mi inserisco essendo anch’io un patito di anamorfosi, solo per suggerirvi di dare un’occhiata al sito preparato dall’architetto Toma sull’argomento:
http://www.artetoma.it/anamorfosi/index1.html
Poi se abitate a Roma andate a vedere la Galleria di Andrea Pozzo che sta accanto alla Chiesa del Gesù presso le stanze di S.Ignazio da Loyola ( mi pare che sia aperto il pomeriggio dopo le 16,00).
Se ci riuscite poi un’altra anamorfosi a parete sta al Collegio di Trinità dei Monti. Invece si possono trovare delle anamorfosi circolari al Museo di Arte antica a Palazzo Barberini .
Buon divertimento !
settembre 2nd, 2009 at 19:00
Ciao!
Mi sto documentando su questo tecnica fantastica,esiste un libro recente che riassume le parti principali? ok il software,ma per un artista non c\’è gusto a creare!
settembre 2nd, 2009 at 19:02
Ciao!
Mi sto documentando su questo tecnica fantastica,esiste un libro recente che riassume le parti principali? ok il software,ma per un artista non c\’\'è gusto a creare!
settembre 3rd, 2009 at 07:38
Canaletto usava la camera oscura per eseguire i disegni. Lo stesso Caravaggio. Non ricordo quale artista fiammingo utilizzava una griglia in legno per disegnare i ritratti. Per non parlare di tantissimi artisti odierni che usano photoshop. Il problema non è utilizzare o meno aiuti più o meno meccanici, ma riuscire ad utilizzare quante più cose possibili per imparare e perfezionarsi. Poi, come diceva Einsten, la creatività è solo il saper nascondere le proprie fonti
settembre 3rd, 2009 at 07:40
Per quel che riguarda i libri, al momento non ne conosco. Farò una ricerca. Ad ogni modo l’idea è quella di riuscire a pubblicare su questo blog qualche articolo che insegni come applicare questa tecnica.
settembre 3rd, 2009 at 09:04
Ieri mi sono divertita a navigare con tutti i link che hai segnato,grazie! c’è molto da imparare e divertirsi a creare eh eh!
febbraio 14th, 2011 at 19:04
ciao!
Vorrei sapere se qualcuno ha nomi di artisti italiani che si possano contattare per un lavoro ispirato all’anamorfosi.
Se qualcuno può aiutarmi, mi farebbe un enorme favore