Bagnato su bagnato e grasso su magro, due tecniche di pittura ad olio a confronto.

Bal au Moulin de la Galette

Questa è la lezione 13 del corso di pittura ad olio per artisti principianti.

Quando si comincia a dipingere si hanno tanti dubbi circa il processo da seguire per realizare i propri dipinti. Le domande che ci si pone sono del tipo: questo quadro devo finirlo tutto in una sessione? Per dipingere una certa area è giusto creare una base, lasciarla asciugare e poi finirla in una seconda sessione? I dubbi sono tanti e, come vedremo, non esiste una risposta giusta. Fondamentalmente, gli approcci alla pittura ad olio sono di due tipi:

  • bagnato su bagnato
  • grasso su magro

Tecnica bagnato su bagnato

Nella tecnica bagnato su bagnato si tende a finire il quadro in un’unica sessione. La tecnica si chiama così perchè è possibile applicare un colore fresco (cioè bagnato) sopra un colore non ancora asciugato (quindi un colore fresco, ossia bagnato). Applicare un colore su un’opera ancora fresca, però, va fatto con cura altrimenti si rischia che il colore sottostante rovini il nuovo colore. Nell’esercizio sul chiaroscuro delle forme geometriche di base, abbiamo visto che non c’è mai stato bisogno di sovrapporre colore su colore, bensì le tinte venivano affiancate e alla fine sfumate. Considerate che utilizzando la tecnica bagnato su bagnato nell’80% dei casi vi capiteranno situazioni di questo tipo. Tuttavia, come vedremo nei paesaggi che andremo a dipingere c’è un 20% di casi in cui si avrà necessità di sovrapporre i colori tra loro. Nella tecnica bagnato su bagnato il medium tipicamente usato è l’olio. Tutte le opere degli impressionisti sono realizzati seguendo questa tecnica.

Tecnica grasso su magro

La tecnica grasso su magro, invece, è un approccio che richiede due o più sessioni per essere portato a termine. In genere, con questa tecnica nella i esima sessione applicheremo il colore su aree già dipinte nella sessione i-1 esima. La tecnica si chiama grasso su magro perchè per essere ben eseguita la consistenza dei colori deve essere più grassa rispetto allo strato sottostante.  Se si fa l’inverso si rischia di creare delle crepe nel dipinto. Essendo questo un corso per principianti, gli unici medium che utilizzeremo sono olio di lino e trementina. L’olio di lino è più grasso rispetto alla trementina che, di conseguenza, sarà più magra rispetto all’olio di lino. Se un dipinto viene eseguito in N sessioni allora in ciascuna di essa può essere usata una miscela di olio di lino e trementina. Nelle prime sessioni la quantità di trementina sarà maggiore rispetto a quella dell’olio, poi man mano che si avanzerà nelle sessioni si aumenterà la quantità d’olio e si diminuirà quella di trementina. Bisogna considerare anche che la trementina asciuga prima dell’olio e, utilizzandola in maggiore quantità nelle prime sessioni, consentirà di velocizzazione l’asciugatura dei primi strati e arrivare prima alle fasi finali.

Altro aspetto molto importante della tecnica grasso su magro è l’approccio che consente di arrivare al dipinto finale per passi successivi. In pratica il problema generale dell’esecuzione del dipinto viene scomposto in tanti sottoproblemi ciascuno dei quali viene affrontato in una sola sessione per volta. Per far capire cosa intendo proverò a fare un esempio. Un artista potrebbe decidere di eseguire un paesaggio attraverso le seguenti sessioni:

  • Campitura. In questa fase si stende un solo colore su tutta la tela. Questo consente di avere un colore di base che aiuterà le successive tinte ad armonizarsi tra loro.
  • Studio tonale. Come ho sempre ripetuto sul blog il tono è l’80% di un dipinto. Dedicare una sessione al solo studio tonale (cioè al chiaroscuro) senza preoccuparsi dei colori aiuta ad ottenere una miglior resa volumetrica senza dovresi troppo preoccupare dei colori. Questa fase è facilitata dalla precedente fase di campitura perchè il tono dei mezzitoni è già definito per cui bisognerà procedere alla definizione delle aree in ombra e luce e al contrasto di tono tra di esse.
  • Fase Trasparente. Definizione delle prime aree di colore (es. sugli albero, campi, erbe, ecc.). Il colore inizia ad entrare in gioco inizialmente in maniera poco invasiva. I colori applicati saranno trasparenti quindi il chiaroscuro sottostante sarà visibile e il dipinto inizierà a prendere corpo. Lo studio tonale della fase precedente semplifica il lavoro di questa fase perchè ormai la forma volumetrica è già stata definita.
  • Fase Coprente. Definizione delle aree in ombra e luce mediante colori coprenti. Qui si arriva già verso la fine del dipinto. La forma è già stata definita nello studio tonale e i colori di base nello strato trasparente. In questa fase bisogna definire meglio le zone in luce e ombra ma soprattutto i punti di massima luce e gli accenti.
  • Dettagli. In questa fase l’artista lavora sui dettagli e le textures. L’artista può avere necessità di smorzare alcune aree con delle velature.

Queste, ovviamente, sono delle fasi ipotetiche che servono solo a rendere l’idea di come sia possibile scomporre l’esecuzione di un dipinto in varie fasi e come ciascuna di essa deve risolvere un solo specifico problema alla volta e semplificare così il lavoro della fase successiva.

Underpainting

Spesso un dipinto può essere eseguito in due sessioni di cui la prima viene denominata underpainting. E’ difficile tradurre questo termine in italiano per cui continuerò ad usarlo durante il corso. Fondamentalmente, con esso si intende la stesura di uno o più colori di base su cui poi costruire il vero dipinto nella sessione successiva. Nell’underpainting si può utilizzare la trementina pura così da farlo asciugare subito. Nella seconda sessione utilizzeremo olio di lino puro. Scopo dell’underpainting è quello di realizzare un prototipo del dipinto finale in cui è possibile risolvere alcuni problemi come spiegato in precedenza.

L’underpainting si può eseguire anche in dipinti realizzati in N sessioni con N>2. In questo caso ogni strato i sottostante allo strato i+1 sarà denominato underpainting dello strato i+1. Infatti, underpainting letteralmente significa “sotto il dipinto”. Quindi in un dipinto grasso su magro gli underpainting possono essere anche più di 1.

La tecnica grasso su magro degli antichi maestri

La tecnica grasso su magro gode di grandissima fama perchè era la tecnica utilizzata dagli antichi maestri del Rinascimento. Purtroppo, erroneamente, si tende a pensare che certi gradi di realismo possono essere raggiunti solo con questa tecnica, mentre io sono dell’opinione che risultati analoghi possono essere raggiunti anche con la tecnica bagnato su bagnato.

Su web e anche su questo blog si discute spesso di quali siano le ricette degli antichi maestri per realizzare le imprimiture delle tavole o delle tele, i medium ecc. Queste discussioni, però, hanno un peccato originale di fondo, cioè le tecniche e i materiali spesso sono diverse anche tra le opere di un medesimo artista figuriamoci le variazioni di combinazioni che si possono avere ragionando in termini macroscopici di movimenti ed epoche artistiche. Per fare un esempio che rende l’idea, i pittori del Rinascimento del ‘400 e inizio ‘500 eseguivano i dipinti ad olio prevalentemente su tavola e i soggetti erano principalmente ritratti. Opere di più grandi dimensioni venivano eseguiti con l’affresco. Verso la fine del ‘500 si cominciò ad usare tele di grandi dimensioni montate su telai, dipinte ad olio e poi collocate nelle cappelle delle chiese. Quindi ragionando in termini macroscopici di movimenti ed epoche artistiche, sicuramente è possibile trovare dei tratti comuni degli artisti appartenenti a quel dato movimento o epoca artistica, tuttavia bisogna stare in guardia sulle infinite variazioni che questi tratti comuni possono avere.

E voi, quale tecnica di pittura utilizzate?

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Commenti

  1. Ciao Salvatore:quando hai lanciato il sondaggio sugli impressionisti mi è sembrato di percepire che il prossimo INCONTRA IL MAESTRO sarebbe stato , appunto, su un impressionista. Questa lezione sembra confermarlo.Se così fosse prima di iniziare un dipinto bagnato su bagnato , ed in particolare con lo stile impressionista, che non trovo per niente facile, io da parte mia ,ma così penso tanti altri su questo blog, avrei bisogno di conoscere l’argomento con più approfondite informazioni, ed anche con piccole esercitazioni preliminari . Già in passato ho provato qualcosa col bagnato su bagnato, o come dire alla prima ,ma i risultati non mi sono granchè piaciuti.Poi provando la tecnica dell’underpainting e grasso su magro mi sono trovato più a mio agio,perchè mi dava spazio a ripensamenti e correzioni. Nell’impressionismo non penso ci possano essere ripensamenti. o indovini alla prima oppure fai un pastrocchio. Questa lezione è un buon inizio, ma ne necessitano altre. Grazie.

  2. x ANNA MARIA ANNUNZIATA. Ho visitato il tuo sito.Le tue opere sono bellissime e personali.Sei veramente un’ Artista. Mi è sembrato di capire che dipingi bagnato su bagnato, e per questo ti chedo se vuoi regalarci su questo blog qualche informazione su questa tecnica ( indipendentemente e nulla togliendo alle preziose lezioni che ci fornisce Salvatore). Grazie anticipatamente.

  3. sasadangelo dice:

    Ciao,
    no in realtà il sondaggio serve ad altro. Io ho sempre avuto molta difficoltà a ricordare movimenti artistici epoche artisti, ho sempre fatto confusione finchè non ho suddiviso la storia dell’arte in epoche artistiche. Ho fatto così un’indagine per capire qual’era l’epoca artistica preferita ed è risultata essere l’Arte moderna e il Rinascimento come secondo. In ciascuna epoca artistica poi io individuo i movimenti artistici che ne fanno parte. Anche per quello ho fatto un sondaggio per capire all’interno dell’epoca artistica più apprezzata quale fosse il movimento preferito ed è risultato essere l’impressionismo. A questo punto all’interno dei movimenti artistici io individuo gli artisti che ne fanno parte e ho cercato di capire quale tra gli impressionisti è quello più apprezzato dal pubblico del blog.

    Per il successivo avevo pensato A Vermeer, giusto per rimanere un altro mese su una tecnca analoga a quella di Caravaggio e poi passare a qualche esponente dell’arte moderna. Cosa ne pensate?

  4. ciao!
    concordo con te! anche’io gradirei rimanere sulla tecnica di caravaggio e quindi continuare con vermeer o rembrandt o similari sarebbero il massimo
    Trovo molto utili questi approfondimenti
    e poi e’ una tecnica importantissima per chi fa pittura che non puo essere compresa in cosi poco tempo
    grazie

  5. Concordo con MARCO. Consolidare questa esperienza con altri lavori fiamminghi sarà veramente utile e costruttivo, e non lascerà che questa esercitazione resti fine a se stessa. Infatti il mio commento precedente non era volto a sollecitare un lavoro sugli impressionisti , ma a richidere informazioni e suggerimenti qualora Salvatore avesse pensato agli impressionisti. E siccome questa tecnica prima o poi si toccherà, ed è bella tosta, a mio avviso sarebbe opportuno cominciare a parlarne in tempo utile per poi affrontare l’esercitazione con qualche cognizione.Con Caravaggio, presi dall’entusiasmo si siamo lanciati in tanti a capofitto, confidando su quel poco e quel pressappoco che sapevamo.Ma forse tanti altri ne sono rimasti fuori, visto che non abbiamo dato a Salvatore o ad altro fan esperto, il tempo per condividere la loro conoscenza ed esperienza. Tuttavia dai lavori che cominciano ad arrivare sambra che ce la stiamo cavando abbastanza bene. E VAI !!!!!!!!!!

  6. sasadangelo dice:

    x MELO e Marco,
    i vostri commenti mi sembrano però riferiti all’ultimo post dell’opera di Walter, perchè li avete messi qui? Problemi tecnici? Fatemi sapere.

    Trattando la tecnica di caravaggio non ci si può aspettare che tutti pubblicano un lavoro al giorno. Io ad esempio ho fatto solo disegno e campitura, per esigenze di trasloco sono bloccato. L’affluenza di opere mi sembra buona e anche di buona qualità.

    Guardando il thread di wetcanvas Meet the Master magari ha più commenti ma molti sono di apprezzamento o di entusiasmo e poco informativi e credo ciò sia normale e tipico del web. Il blog ha in totale oltre 1000 commenti di cui il post dell’iniziativa 117, cioè il 10% di 15 persone diverse. Non male.

    L’obiettivo era di analizzare la tecnica e fare qualche riproduzione così da fornire ad altri gli elementi per creare un dipinto nello stile caravaggesco.

    Non sono sicuro che ci debba essere una fase di pre studio. Il mese è sia di studio che di lavoro. Il tempo ristretto serve solo per incoraggiare a fare qualcosa indipendentemente dal risultato finale.

    Cmq, l’iniziativa è nata così per caso (grazie all’input di MELo) c’è tutto il tempo per tararla meglio per le nostre necessità, i vostri input sono preziosi e se pensate che una fase di pre studio sia auspicabile si può pensare anche a come organizzarla.

    Nel post di Walter faccio partire una sessione di Lesson Learned (lezioni imparate) così da tarare opportunamente l’iniziativa. Partecipate

  7. No nessun problema. Semplicemente ho collegato la tecnica di bagnato su bagnato con la tecnica degli impressionisti . Niente underpainting direttamente con i colori ( suppongo che, come principio di base, si svolga così ma non mi vorrei sbagliare).Da questo il mio primo e secondo commento su questo post.La risposta di Marco è evidentemente collegata al mio commento e il mio terzo commento è collegato alla risposta di Marco. Un bel casotto.

  8. Anna Maria Annunziata dice:

    Volevo ringraziare Melo per i complimenti ma non essendoci una zona privata sono costretta a postarla qui,sono un’autodidatta come tanti qui e sto studiando ancora per avere una mia fisionomia d’artista per cui sto sperimentando le varie tecniche.Quella dell’underpainting dà risultati ottimi perchè è possibile studiare bene un livello prima di passare al successivo ma a parer mio toglie un po quella immediatezza e la possibilità di un tocco personale che ogni artista dovrebbe avere per cui preferisco il bagnato su bagnato

  9. Ciao Salvatore, è interessantissimo questo articolo però sarebbe ancora meglio se fosse stato illustrato passo passo così da vedere quello di cui si parla e così memorizzarlo a fondo.
    Io ho purtoppo questo problema se nn vedo illustrazioni nn riesco a concentrarmi su un articolo solo di scrittura.

  10. i tuoi articoli sono sempre interessantissimi,oltretutto esposti in modo molto chiaro,fare un ripassino non fa mai male!
    personalmente uso principalmente la tecnica underpainting .Bagnato su bagnato ,l’ho utilizzata per alcuni dipinti che ritengo debbano essere più immediati dipende molto anche dal mio stato d’animo del momento. Sperimentare non fa mai male aiuta a trovare un propio stile, nei prossimi lavori non sto escludendo di adottare il grasso su magro.

  11. sasadangelo dice:

    grazie umberta

  12. Riccardo Giaccone dice:

    scusa forse non ho capito io ma non si può sfumare con la tecnica grasso su magro poichè lo strato sotto si asciuga, no?

  13. Vita taormina dice:

    Molto interessante, grazie

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