Come usare studi di chiaroscuro per migliorare il disegno e la pittura dei vostri paesaggi

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In uno degli articoli sulla mistione dei colori abbiamo iniziato una serie di studi preparatori che si concluderanno con la realizzazione di una marina al tramonto. Supponiamo, quindi, che il soggetto da realizzare sia un paesaggio.

Uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi dipinto, come già visto in numerosi post è lo studio tonale. Abbiamo visto come sia i pittori rinascimentali che quelli fiamminghi realizzavano sempre uno studio tonale del dipinto da realizzare.

La prima domanda che qualcuno potrebbe porsi è: ma in un dipinto quanti toni devo prevedere?

Sicuramente meno di 3 non ha senso. Il limite superiore è maggiormente opinabile e dipende molto dal gusto e dalla sensibilità del pittore. Il modello di Munsell, per esempio, usa 11 toni di valori i cui estremi sono il bianco e il nero. In questo post non voglio parlare di questo modello, lo farò sicuramente in futuro in un altro post. Per esperienza personale, l’uso di 11 valori diversi è molto tedioso, per cui personalmente l’ho sempre considerato un limite superiore.

Quindi la mia scelta personale sui toni da usare varia da 3 a 11. Abbiamo visto che un oggetto colpito da un’unica fonte di luce genera 5 toni. Il paesaggio è un tipico esempio di soggetto dove gli oggetti sono investiti da un’ unica fonte di luce (il sole), per cui prevedere 5 toni può essere una scelta ragionevole. Fatta questa scelta facciamo un ulteriore passo in avanti e definiamo lo schema dei valori. Questo schema è fondamentale perchè contribuisce a definire l’anima del dipinto. Attraverso questa scelta il pittore può decidere di realizzare un paesaggio drammatico, tranquillo, e così via.

Qualsiasi paesaggio si può semplificare individuando 3 zone principali: cielo, terra e centro di interesse. Per ciascuna di queste zone possiamo definire 3 toni diversi (quindi dei 5 scelti ne usiamo 3 per definire lo schema generale). Non è difficile capire che le combinazioni possibili sono soltanto 6 e le potete vedere in questa figura.

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Nel primo riquadro il cielo è molto scuro e suggerisce una maggiore drammaticità e un senso di oppressione del cielo sulla terra. Viceversa, il secondo riquadro propone un soggetto più aeroso. Il cielo è chiaro e il centro di interesse contrasta molto con esso.

La definizione dello schema dei valori in un paesaggio può essere di grande aiuto al pittore e consente di realizzare un lavoro con maggiore cognizione di causa.

Ci tengo a precisare che non è detto che in ogni dipinto di paesaggio si deve per forza realizzare uno studio tonale preparatorio con i 3 toni di base. Il pittore può anche decidere di fare un piccolo schizzo su carta dei toni ed utilizzare poi questo come guida durante la fase di colorazione.


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Commenti

  1. Ciao Salvatore, che bella sorpresa mi hai fatto scrivendomi ed è bello che tu continui a informarci su ciò che per lo meno a me interessa!;-)

  2. nel tuo post citavi una canzone che a me interessava … quindi non potevo esimermi

  3. valentina dice:

    molto interessante il tuo blog 🙂
    complimenti

  4. Grazie!!!

  5. Ti andrebbe di partecipare a qualche collettiva o estemporanea? Di buttarti “allo sbaraglio”? E’ molto utile confrontarsi con gli altri dal vivo. Se e’ si , come spero, fammi sapere, ti metto al corrente .

  6. Non saprei … ci penso su …