Pittura a olio

La pittura a olio è sicuramente quella che preferisco di più. Il motivo è semplice. Rispetto all’acrilico e all’acquarello consente un tempo maggiore per pensare e ritoccare, caratteristica che io ritengo fondamentale.
Fino a poco tempo fa credevo che fosse l’unico strumento per ottenere un buon realismo, poi ho osservato i lavori di alcuni artisti e ho capito che questo è fattibile con qualsiasi strumento. Quest’artista ci riesce anche con la matita.
In questo post vorrei riassumere alcune considerazioni su questo strumento.
1. Non confondete l’acqua ragia con la trementina. L’acqua ragia (possibilmente inodore) usatela solo per pulire i pennelli. Ogni volta che dipingete prendete un contenitore per metterci l’acqua ragia. Bagnateci il pennello ogni volta che vi serve pulirlo. Quando l’acqua diventa troppo sporca cambiatela. Finito di dipingere pulite i pennelli e copriteli con un pò di sapone liquido (vi dureranno una vita). Riponete i pennelli in modo tale che la punta sia rivolta verso l’alto (altrimenti la prox volta trovate il pennello deformato).
2. La trementina va usata per diluire il colore così come si fà con l’olio di lino. La trementina rende il colore meno brillante e asciuga presto. Di solito si usa quando si vuole eseguire la campitura di una tela (cioè coprire la tela con 1 solo colore di base), in modo tale che asciughi presto. Lavorando x velature (questo lo vedremo in successivi post) spesso si usa mischiare trementina e olio. Ogni strato va dipinto quando quello precedente è completamente asciutto e ad ogni strato si usa meno trementina e più olio. Questa tecnica è detta grasso su magro. Ne parleremo meglio in seguito.
3. Per diluire i colori si usi l’olio di lino. Negli studi potete usare quello di papavero che è più scadente, nei quadri veri usate l’oilio per artisti.
4. Alcuni pittori prima di inizare a dipingere usano coprire la tela con un’unico colore. Questa tecnica si chiama campitura ed è una semplificazione dell’Imprimitura usata nel Rinascimento. La scelta del colore dipende dal soggetto.
5. La stesura dei colori procede dalle ombre alle zone in luce. Sappiamo che nel dipingere un oggetto ci sono fino a 5 tonalità (considerando penombra e ombra come unica zona) e abbiamo visto con i colori come dipingere le ombre, zone luce, riflessi e max luce. Dipingete le varie zone separatamente e poi sfumatele con un pennello asciutto e pulito. Alcuni usano un pennello a ventaglio (adatto alle sfumature).
6. Nella tecnica bagnato su bagnato (usata da Bob Ross), si applica il colore sul colore ancora bagnato. In tal caso si può completare il lavoro anche in un’unica sessione.
7. Nella tecnica grasso su magro l’esecuzione del dipinto avviene per strati. Si inizia con l’Imprimitura (stesura unico colore che fornisce lo stato d’animo del dipinto) e si lascia asciugare. Poi si procede con lo Studio Tonale (underpainting). Si usa un’unico colore (es. terra ombra bruciata che asciuga presto) + bianco e si crea il chiaroscuro. In alcune zone può trasparire il fondo. Si lascia asciugare. Poi si procede ad un primo strato di colore dove si usa una tavolozza con pochi pigmenti, giusto per suggerire le tinte principali. Si lascia asciugare. Si dipinge con l’intera tavolozza e si curano anche i dettagli.
Questa è la tecnica usata nel Rinascimento e dai fiamminghi (con variazioni che vedremo). Il concetto chiave è che ad ogni strato si risolve un problema e ciascuno di esso è di aiuto per l’esecuzione di quello successivo.
Nel primo si crea il fondo, nel secondo si risolve il problema dei toni, poi si procede a pianificare le varie zone di colore e poi si passa ai dettagli.
Questa tecnica richiede molte settimane di lavoro, perchè i tempi di asciugatura sono molto lunghi. L’applicazione dei colori avviene per velature, cioè il colore lascia trasparire quello sottostante (analizzeremo meglio in futuro).
8. Finita una sessione di lavoro il colore si può conservare per qualche giorno mettendoci un pò di olio e coprendo con una pellicola trasparente.
9. La scelta dei pennelli non è casuale, ogni pennello va usato in specifici ambiti. Maggiori dettagli sui pennelli verranno dati in post successivi. Per ora assicuratevi di non usare pennelli scadenti che lasciano peli sulla tela.
Per ora non mi viene in mente altro. Mi piacerebbe, però, conoscere la vostra opinione in merito. Usate i colori ad olio? Se si, con quale tecnica? Con quale criterio mischiate i colori? Quali tipi di soggetti vi piace ritrarre? Pensate sia necessario estendere l’elenco di sopra?
| Articolo letto 4.686 volte | Dai un voto all'articolo |
|
|



(5 voti, media: 4,20 su 5)
novembre 13th, 2009 at 20:35
salve, complimenti molto interessante e utile peccato che siete in pochi a dare questi consigli su internet di solito sono siti stranieri .io sono un ragazzo che si è avvicinato alla pittura ad olio da poco e non è andato a scuola d\\\’arte e ho tutto da imparare.grazie continuate cosi
novembre 13th, 2009 at 22:57
ciao grazie david.
E’ vero ci sono molti siti stranieri e poco italiani, ma se mai cominciamo ….
Io ho cominciato … magari questa cultura si diffnde anche da noi.