Come un artista deve usare il chiaroscuro per simulare la percezione del volume

dipingere rocce

Consideriamo una figura piana come il quadrato. Immagino che tutti siamo in grado di disegnare questa figura su un foglio, per cui eviterò di farlo in quest’articolo. Consideriamo poi l’equivalente nella terza dimensione: il cubo. E’ ovvio che su un foglio, che è un oggetto bidimensionale, è impossibile rappresentare un cubo se non con artifici rappresentativi come la prospettiva e il chiaroscuro. Utilizzando la prospettiva centrale o accidentale è possibile rappresentare il cubo nel modo seguente.

cubo-prospettiva

La sola prospettiva, purtroppo, non riesce a dare all’osservatore una completa percezione del volume dell’oggetto. Un contributo al raggiungimento di questo obiettivo può senz’altro essere fornito dal chiaroscuro, ossia dalle variazioni tonali che si verificano sull’oggetto a causa della luce.

Normale di un piano – Si definisce normale di un piano un vettore (non spaventatevi per la parola) perpendicolare al piano, la cui direzione è esterna alla figura e la lunghezza è proporzionale alla superficie del piano.

cubo-prospettiva

Nel nostro esempio il cubo ha tre facce visibili. Ciascuna faccia ha la sua normale. Supponiamo, inoltre, che la fonte di luce sia collocata nel punto L. Facciamo partire i 3 raggi di luce che portano da L alla base delle 3 normali in modo tale da formare con esse un angolo.

cubo-prospettiva

La regola è:

  • Se l’angolo è di 0°, allora quella superfice avrà il massimo grado di luminosità;
  • Più aumenta l’angolo più la faccia è meno luminosa;

Questa semplice regola deriva dalla legge di diffusione di Lambert scoperta nel 1760. Non tutte le superfici rispettano questa legge (dipende molto dal materiale), ma fondamentalmente essa dice che il colore (nel nostro caso il tono) di una superficie lambertiana (cioè una superficie che rispetta la legge di lambert) dipende non dalla posizione dell’osservatore, bensì solo dalla posizione della luce rispetto alla superficie stessa. La superficie viene detta anche diffusiva perchè riflette i raggi luminosi in tutte le direzioni. Chi l’avrebbe mai detto che una legge studiata in fisica chissà quanti anni fa sta alla base della comprensione del chiaroscuro. Molte persone che leggeranno quest’articolo, essendo artisti, troveranno esagerato scomodare leggi fisiche per parlare del chiaroscuro ma io penso che il fine ultimo della pittura, oltre quello di riuscire a dipingere un bel quadro, sia anche quello di capire meglio la natura. Tornando al nostro cubo la faccia 2 sarà quella più luminosa, quella 1 avrà tono intermedio e la 3 sarà quella più scura.

cubo-prospettiva

Facciamo un altro esempio con oggetti un pò più complessi come potrebbero essere un insieme di rocce. La seguente figura mostra il disegno di un gruppo di rocce illuminato da una sorgente luminosa. La figura mostra anche la normale di ciascun piano e l’angolo che essa forma con il fascio di luce. Notiamo che il piano 1 è quello più perpendicolare al fascio di luce, quindi sarà maggiormente illuminato. Poi viene il piano 2, 3 e, infine, il 4.

dipingere rocce

Per la roccia più piccola il discorso è analogo. Procediamo ora a dipingere i toni supponendo che, il tono tipico della roccia sia 5. L’illuminazione è di tipo form light quindi osservando dai diagrammi riportati nell’articolo Tipi di Illuminazione che con quel genere di illuminazione, un tono 5 in luce diventa 7, in ombra 2. Quindi coloriamo il piano 4 (quello in ombra) con il tono 2 e il piano 1 (quello in luce) con un tono 7. Avremo così un bel contrasto. Rimangono, infine, i piani intermedi. Per il piano 2 si può usare un tono leggermente più scuro rispetto al piano 1, come ad esempio un tono 6 o 5. Per il piano 3 si può usare un tono leggermente più chiaro rispetto al piano 4, come ad esempio un tono 3.

dipingere rocce

Rimuoviamo le linee di contorno ed ecco il risultato finale.

dipingere rocce

I disegni riportati in quest’articolo sono stati realizati con MS Paint ma se lo desiderate potete utilizzare qualsiasi strumento pittorico sia esso classico che digitale per esercitarsi sugli studi tonali di oggetti vari.


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Commenti

  1. Secondo dice:

    Ho un problema di chiaro scuro, non su di un fondo piano ma in rilievo con tutta la terza dimensione.
    In teoria il chiaro scuro si crea da solo, nella realtà non è così, riesco soltanto se uso pittura metallizzata ma non si trovano tutti i colori.
    E’ possibile trovare della mica incolore da aggiungere ai colori acrilici?
    grazie

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