Paesaggio marino al tramonto

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Con questo semplice tutorial vorrei illustrare l’applicazione pratica di alcuni articoli sulla prospettiva aerea illustrati su questo blog. Il protagonista principale di questo dipinto è l’atmosfera calda del cielo al tramonto. Nei post precedenti abbiamo parlato di prospettiva aerea e di come simularla. Abbiamo parlato, fondamentalmente, di due tecniche:

  • riduzione del tono e della saturazione mediante lo schiarimento dei colori e l’aggiunta dei complementari.
  • l’aggiunta del colore dell’atmosfera nei diversi gradi di distanza.

In quest’articolo desidero approfondire la seconda tecnica che, secondo me, è anche la più semplice. In un articolo sul chiaroscuro abbiamo visto come un’ unica fonte di luce che illumina un oggetto genera 5 zone:

  • zona del colore locale proprio;
  • la zona in ombra;
  • la zona illuminata;
  • la zona di luce riflessa;
  • la zona di ombra portata su un piano;
  • zona di max luce;

Voi direte: ma non dovevano essere 5 le zone? Si è vero, spesso però si tende a considerare un’unica cosa la prima zona (detta anche penombra, cioè quella del colore locale) e quella dell’ombra vera e propria.

Nell’articolo Mescolare i Colori abbiamo visto, invece, come dipingere ciascuna zona.

A questo punto la domanda è: cosa succede se il colore della luce L e quello dell’atmosfera A coincidono?

Quest’articolo si propone come primo obiettivo di rispondere a questa domanda. Vedremo poi alcune cose interessati sui paesaggi marini.

La Tavolozza

Terra di siena bruciata
Carminio d’Alzarina
Giallo cadmio chiaro
Giallo cadmio scuro
Verde smerado (viridian in inglese – da non confondere con esmerald green)
Blu ceruleo
Blu oltremare
Bianco titanio

Disegno

Come primo passo di questa marina riporto il disegno molto semplice. Una semplice scogliera a sinistra, un mare un pò agitato con un’onda e il sole al tramonto che illumina la scena. Inizialmente ho eseguito il disegno con una matita molto sottile, una HB può andare bene così come quelle 2H, 3H, ecc. Ho ricalcato il disegno con una penna stilografica marrone (color sanguigna) in modo che il colore si amalgamasse con i successivi strati di pittura. Ho lasciato un pò asciugare e ho cancellato la matita.

dipingere marina tramonto

Studio Tonale

In questo post avevamo discusso la necessità di eseguire uno studio tonale dei paesaggi che si andavano ad eseguire. In quel post avevamo esaminato il caso in cui i toni siano solo 3. Nella seguente foto potete notare lo schema tonale del nostro dipinto. Fondamentalmente il cielo, il sole e la zona di mare illuminata direttamente dal sole è chiara, la roccia a sinistra e la parte bassa del mare è scura, mentre le montagne in lontananza e la parte distante del mare è di media chiarezza.

dipingere marina tramonto

Campitura

Con il termine campitura si intende il ricomprire l’intero spazio pittorico con un unico colore. Questo serve a confire al dipinto un colore di fondo di base che sarà poi anche il colore dominante dell’intero dipinto. Poichè il nostro soggetto è una marina al tramonto, il nostro obiettivo è quello di definire un’atmosfera calda. Per far ciò ricopriremo la superficie con della terra di siena bruciata ben diluita con la trementina (in modo che si asciughi presto). Per la stesura si utilizzi un pennello piatto molto largo. Per ricoprire la tela in modo uniforme e trasparente si consiglia anche l’utilizzo di uno straccio per stendere il colore. Lo strato di colore tende spesso a ricoprire il disegno sottostante (specialmente se si utilizza la matita). Un’alternativa possibile è quella di stendere prima la campitura e poi eseguire il disegno. Qui di seguito riporto la foto della tela dopo la campitura.

dipingere marina tramonto

Il Cielo

dipingere marina tramonto

dipingere marina tramonto

Con giallo di cadmio scuro + bianco (che è più caldo del cadmio chiaro e medio) iniziamo a dipingere intorno al sole. E’ importante che si suggerisca un moto circolare (vedi frecce rosse). Lasciate il disco del sole bianco, non dipingete per ora quella zona. Con questo colore invado anche lo spazio delle montagne in lontananza, infatti, quest’ultimo dovranno mescolarsi con l’atmosfera.

Ai lati aggiungete al giallo di cadmio scuro un pò di terra di siena bruciata. Si invada anche qui un pò i margini delle montagne lontane. Con il bianco puro si dipinga il sole. Si utilizzi il pennello con colore bianco per dipingere un pò la zona intorno al sole in modo da suggerire l’irragiamento dei raggi. Fatto ciò prendete la pennellessa asciutta e pulita. Con essa sfumate il colore sempre con movimenti circolari intorno al sole. Il colore giallo di cadmio scuro + terra siena bruciata sarà il nostro colore dell’atmosfera ma sarà anche il colore del sole. Questa è la novità di questo dipinto.

Le montagne in lontananza

Al colore dell’atmosfera aggiungere un pochino di terra di siena bruciata in più e si inizi a dipingere le montagne in lontananza. Poichè il sole sta in mezzo alle due punte ed è molto più arretrato, fare le parti in ombra poco più scure e quelle colpite dalla luce poco più chiare. Alla fine del procedimento dovrete ottenere delle montagne che si individuano tra l’atmosfera in maniera impercettibile.

dipingere marina tramonto

La roccia a sinistra

Si colori la roccia a sinistra con terra di siena bruciata + poco blu oltremare (il complementare). Alla roccia più vicina si aggiunga molto più blu oltremare. Il color per ora sembrerà piatto ma sulla roccia ci ritorneremo. Lo spigolo di roccia a destra man mano che si allontana si confonde con l’atmosfera, quindi al colore della roccia si aggiunga un pò del colore dell’atmosfera man mano che ci si allontana.

Le onde del mare

Generalmente le onde del mare più o meno agitate riflettono i colori circostanti soprattutto quello dell’atmosfera. Le creste sono scure alla base (perchè lì l’onda ha uno spessore maggiore) e se ci sono raggi del sole il colore diventa più traslucente man mano che si sale lungo la cresta. Lo spazio tra due onde riflette molto il colore dell’atmosfera. Rifletterà quindi il giallo dell’atmosfera? Non proprio. Tenete presente che noi vediamo solo una parte del cielo con il sole alto. La parte non visibile ha un colore blu per cui questa parte si riflettera nello spazio tra due onde consecutive (parlo delle onde più vicine). Per quelle più lontane ritroviamo, invece, il giallo dell’atmosfera. Con carminio d’alzarina e blu oltremare dipingiamo la base delle onde. Qua è la ho aggiunto anche verde smeraldo. Con terra di siena bruciata + giallo cadmio scuro creo un arancio molto caldo con cui dipingo qua è la le creste traslucenti delle onde. Attenzione!!! le zone traslucenti devono essere allineate più o meno con il sole. Immaginate una linea che congiunge il vostro punto di oservazione e il sole. Lungo questa linea bisogna dipingere queste zone di traslucenza. Abbiamo visto che l’atmosfera è terra di siena bruciata + giallo cadmio + bianco. Immaginando il cielo come una porzione di sfera abbiamo detto che man mano che si sale e si procede verso l’osservatore l’atmosfera diventa sempre più blu. Diciamo Blu oltremare più bianco. Questo sarà il colore che si riflettera sulle onde più vicine. Adoperiamo questo colore per dipingere la parte in ombra della schiuma dell’onda più grande. Questo stesso colore va usato per dipingere gli spazi tra due onde e va messo anche qua è la in lontananza dove in precedenza avevamo utilizzato il giallo dell’atmosfera che si rifletteva nel mare.

dipingere marina tramonto

Si osservi come l’onda più grande nella parte superiore rifletta anche quel colore di traslucenza dipinto in precedenza lungo la cresta. Si osservi pure come la roccia a sinisra più vicina a noi sia attraversata dagli spruzzi d’acqua. Si utilizzi pure, a questo punto, la pennellessa per sfumare tra loro le varie tinte del mare. A questo punto abbiamo definito i colori per le varie zone del dipinto. Si lasci asciugare. Nella fase successiva andremo avanti con i dettagli.

dipingere marina tramonto

I Dettagli

Purtroppo in questa fase non ho scattato molte foto, per cui cercherò di esprimermi nel modo più semplice possibile.

Iniziamo con giallo cadmio scuro + bianco per dipingere nella parte dell’onda grande in cui si riflette il colore dell’atmosfera. Si proceda poi a dipingere i dettagli del mare. Il colore è sempre blu oltremare + bianco con quest’ultimo colore che incide di più nella mistione. Questo colore va usato negli spazi tra le onde come avevamo fatto in prcedenza. Qui, però, la pennellata deve avere movimento ondulatorio da sinistra a destra. Creando così un pò di movimento.

Si osservi come gli spruzzi di mare invadono la roccia più vicina a noi. Con giallo cadmio scuro + banco + terra di siena bruciata (colore luce) schiarire la parte di rocce colpite dal sole. Con blu oltremare + bianco si dipinga il riflesso dell’atmosfera (perchè sulle parti vicine si riflette l’atmosfera blu e non quella gialla) nella parte posteriore delle rocce. Con giallo di cadmio scuro + bianco si dipingano puntini nelle zone delle onde traslucenti. Questi rappresentano i raggi che attraversano le onde. Immaginiamo ora una linea retta che congiunge il sole e l’occhio dell’osservatore. Nei punti in cui questa retta attraversa le creste delle onde si utilizzi un puntino di bianco puro. Le crepe nelle rocce sono state eseguite con terra di siena bruciata + blu oltremare.

Poi ci sono i patterns di schiuma sulla parte scura delle onde più vicine. E’ importante che osserviate bene la forma. Se l’onda in un punto è piatta il cerchio è un elisse molto stretta, se l’onda in un punto è alta allora si vedono quasi cerchi perfetti. Arrotondate sempre gli angoli di questi cerchi con il pennello, se non lo fate il risultato sarà disastroso. Il colore è sempre quello dell’atmosfera blu (blu oltremare + bianco).

Cosa penso di questo lavoro?

Beh c’è molta logica in questo lavoro, ho imparato molto ma posso fare di meglio. Quando ho iniziato questo dipinto volevo affrontare diversi problemi.

  1. Dare la sensazione di un’atmosfera calda
  2. Sperimentare un dipinto in cui colore luce e colore atmosfera coincidessero.
  3. Sperimentare la traslucenza delle onde.
  4. Studiare i pattern di schiuma delle onde.

Non lo considero un lavoro eccellente ma un ottimo esperimento. Se anche voi avete voglia di sperimentarlo sarò felice di pubblicare i vostri risultati sul blog.


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Commenti

  1. Ciao,
    esattamente come hai detto tu. La scelta del colore che utilizzerai x la campitura influenzerà tutte le altre tinte.
    Ciao

  2. Salvatore a me sembra molto bello…Mi piacerebbe provare a farlo ma al momento non mi ritengo ancora cosi preparato per affrontare un lavoro del genere.Preferisco esercitarmi con i paessaggi…anzi ne ho in mente uno nuovo e un pò alla volta spero di farlo.naturalmente appena pronto te lo mando e se riesco ti faccio le foto intermedie….Complimneti a presto ciao ciao e buona domenica 🙂

  3. Andrea, ti esorto a non lasciarti intimorire dalle difficoltà. In fondo io non sono poi tanto bravo, in rete c’è molta gente più brava di me. Persone che studiano da anni o semplicemente persone di talento. L’obiettivo, al di là della bravura dovrebbe essere quello di aiutarsi x migliorare.

    Quindi dipingi quello pensi sia giusto x te … se ti rimane del tempo e ti fa piacere inviami poi il lavoro. Sarà sempre ben accetto.
    Ciao

  4. http://www.lucianobove.blogspot.com/

    foto, pittura ed emozioni

    Luciano

  5. andrea dice:

    Ciao Salvatore!!!Volevo farti una domanda…Se prima di iniziare un lavoro ad olio stendessi una mano di colore uniforme(…avevo pensato alla terra di siena bruciata)su tutta la tela(…e naturalmente dopo aver fatto asciugare) e dopo aver abbozzato il disegno iniziassi a dipingere, il lavoro finale risulterebbe con colori che tengono conto della stesura di quello strato iniziale di colore? E quindi avrei fatto la c.d.campitura?Grazie per la risposta..a presto

    ps.Naturalmente ognuno può darmi la sua opinione:)

  6. andrea dice:

    Le influenzerà perchè nell’insieme quel colore che ho scelto(terra di siena bruciata o naturale…non so ancora)tenderà a trasparire anche mettendo gli altri colori sopra?Fammi sapere e grazie sempre:)

  7. si

  8. andrea dice:

    Salvatore per favore mi spieghi cosa sono le velature una volta completato il quadro?grazie ciao ciao

  9. Ciao,
    la velatura è l’applicazione di uno strato TRASPARENTE di colore su uno strato di colore perfettamente asciugato. In inglese si chiama glazing. Si differenzia dallo scumbling (di cui non conosco il termine italiano) perchè quest’ultimo si realizza applicando uno strato traslucente di colore OPACO su una superficie di colore asciugata. Il Glazing (o velature) si realizza con colori trasparent (vedi i simboli sui tubetti) e il colore tende a scurire il colore su cui lo applichi. Viceversa lo scambling poichè si realizza con colori opachi contiene spesso il bianco e schiarisce il colore sottostante.

    Quando si utilizzando?

    Gli antichi pittori utilizzavano il glazing per le zone d’ombra ad esempio. Perchè? Il colore ad impasto tende ad avanzare quello trasparente a recedere, quindi l’applicazione trasparenza7impasto serviva a conferire tridimensionalità al quadro.

    Lo scumbling, invece, spesso lo si usa per la prospettiva aerea. Supponi di aver dipinto un paesaggio con degli alberi. Puoi utilizzare una mistione traslucente opaca del colore dell’atmosfera da sovrapporre agli alberi più lontani.

    Proprio in questi giorni sto facendo degli esperimenti di glazing e scumbling.

    In questo quadro non ci sono velature anche se il quadro è stato eseguito in due sessioni di cui la seconda dopo l’asciugatura della prima.

  10. andrea dice:

    Grazie…Salvatore….Sto provando a dipingere un paessaggio…poi vedrai il risultato e mi dirai se posso fare la velatura con un colore molto diluito per dare un effetto antichizzato e scurire i colori utilizzati….Ecco anche il motivo della campitura sotto che ho già fatto ed è color terra di siena bruciata(stessa cosa vorrei fare per la velatura una volta asciugato il tutto con un colore molto ma molto diluito)…a presto 🙂

  11. @ sasadangelo: di preciso quali colori trasparenti usi per fare le velature? So che la maggior parte dei colori ad olio in commercio non riesce a polimerizzare in tempi ragionevoli per poter poi essere velato, leggevo nel blog di Carlo Vighi che sarebbe necessario usare l\’inquietante medium fiammingo, ma vallo a trovare! Ieri notte ho copiato il tuo paesaggio marino, ti manderò la foto. E\’ fatto alla prima, oltretutto mi sono fermato grosso modo al modello della penultima foto, trovo che le onde \"non dettagliate\" siano molto più fascinose. In ogni caso, data la mia inesperienza, sono molto soddisfatto del risultato, non ero mai riuscito a rendere così bene la luce…grazie

  12. Ah, un’altra cosa; io sono un pazzo fanatico delle stesure di colore che riescono alla perfezione, cioè senza vedere i segni delle pennellate, e che coprano al 100% la tela (che ne lascino intravedere le trama è ininfluente). Dai miei ultimi disast…quadri ho notato che queste si ottengono meglio se si usa un buon colore (per esempio l’olio extrafine van dyck) e se si dilusice con una discreta quantità di solvente che non sgrassi molto il colore; per esempio la trementina. Mi confermi che sono sulla giusta strada? Tu come fai a fare in modo che le pennellare non si vedano?

  13. sasadangelo dice:

    Ciao,
    Innanzittutto non sempre far vedere le pennellate è un difetto, anzi.
    Però è vero spesso sono fastidiose in certi contesti. Beh nelle zone ampie tipo cielo passare con una pennellessa da 5 cm o poco meno (quelle x artisti è meglio anzichè quelle che usano gli imbianchini) con pennellate criss cross, es. a X, stai sicuro che sfumi più colori e non si vede nulla (vedi dipinti “Dipingere lago d’inverno” x esempio). In zone più piccole è più difficile ma non impossibile, in realtà a me viene in automatico. Anche con l’olio viene bene, la trementina la uso solo nei primi strati per essiccare più velocemente e fare prima.

    Io uso quest’approccio. Ho un oggetto da colorare. Individuo la zona di max luce, zona di luce, penombra, ombra e luce riflessa.
    Preparo le tinte per zona luce, ombra e le coloro separatamente senza intersecarle. Poi mischio i due colori e ottengo il tono intermedio ma aggiungo un pò di colore dominante così da aumentarne la saturazione (l’ho spiegato in vari articoli). Con questo colore dipingo la zona intermedia e mischiato con un pò di ombra vado nella parte riflessa. A questo punto le zone sono tutte separate tra loro. Prendo pennello piatto asciutto e passo nei punti di incrocio e sfumo. In questa fase provo ad eliminare anche eventuali pennellate. Il pennello va pulito in continuazione durante la fase di sfumatura. Poi dipingo il punto di max luce con bianco e un pizzico di complementare dell’oggetto (se è rosso uso il verde) con la tecnica make it, break it e make it again anch’essa spiegata più volte (fai una ricerca nel sito).

    Considera anche l’utilizzo di pennelli di maggiore qualità, spesso i pennelli fanno la differenza. Compra i peli di bue e sei ok.

    Il diluente è importante ma io uso indifferentemente sia trementina che olio. Quest’ultimi li scelgo solo in funzione del tempo di essiccazione che mi serve.

  14. grazie mille, sei fin troppo disponibile.

  15. sasadangelo dice:

    premetto che sono studente come te. Ho appena acquistato il libro di vighi per curiosità. Per le velature è vero che bisogna usare solo colori trasparenti con medium. ogni pittore usa un suo medium o commerciale o fatto in casa. Ma come dice l’autore di How To Paint like Old Masters, nessuno conosce la ricetta degli antichi maestri e chi lo sostiene penso non sia credibile. Vighi come molti artisti usa il suo medium eventualmente frutto di anni di ricerca … ma va bene così. Johnny Liliehdl usa olio con medium commerciale e i suoi lavori sono eccellenti. Quindi il consiglio che ti posso dare è sperimenta e decidi tu cosa è meglio x te.

    Sul blog magari farò una recensione del suo libro, così magari potrai capire se vale la pena acquistarlo.

    Io ho investito 27 Euro, vedremo se sono spesi bene o male.

  16. d’accordissimo, il segreto degli antichi maestri è morto con loro e resterà sempre tale. Non credo che Vighi abbia scoperto il medium fiammingo, al più, forse, qualcosa che ipoteticamente gli si avvicina. Non è certamente l’unico. Il suo libro l’ho già comperato, ma io ho speso 18 euro per la sola versione sulla pittura ad olio. Quello di “How to paint like the old masters” deve essere di artpapa.com, ho presente, mi pare allettante. A questo punto potrei consigliarti il dvd “Carder method” di Mark Carder, ma probabilmente lo conoscerai già.

  17. sasadangelo dice:

    D’accordo con te. No il libro “How To Paint like Old Masters” è di Sheppard artista statunitense. Artpapa, dalla cui tecnica è venuto fuori la serie di articoli che riporto in questo blog, usa rispetto a tanti altri artisti un passaggio in più. Cioè oltre al chiaroscuro con terra ombra bruciata, fa un secondo studio tonale con scale di grigi. Una specie di griseille. Il resto è uguale più o meno. Si card method lo conosco, carino lo strumentino (ho già chiesto a mio cognato di costruirmene uno visto che lavora in un’acciaieria con il laser) ma sono scettico. Lo vedo un metodo troppo laborioso. Invece, quello strumentino può essere utile x confrontare i colori in maniera spot. Ad esempio, spesso io faccio studi di colori prima di un dipinto e fare confronti tra colori nella realtà e colori mescolati non sempre è semplice, allora in quel caso lo strumentino può aiutare.

  18. PIPPO TROISI dice:

    SALVE ! Grazie per i consigli, suggerimenti e quant ‘altro, sono davvero utili: Sono un autodidatta che sporca le tele da tempo;posso essere cosi’ impertinente da chiedere di vedere le mie tele sporche su facebook? Il mio nominativo e’ GIUSEPPE ROISIBARRACUDA. I miei inquacchi sono sul mio profilo bacheca, mi piacerebbe avere un giudizio ed una critica spassionata, possibilmente all’indirizzo della prima e -mail. Fiducioso, ringrazio anticipatamente. Pippo Troisi

  19. Grazie dei suoi preziosi consigli. Ho appena ultimato un nudo di donna in un paesaggio marino notturno… tutto frutto della mia fantasia senza copiare (e qui è stato difficile). Immagino che non avrà tempo per me, ma se le capitasse di “passare dalla mia Bottega” sul mio sito (www.marikazanetti.altervista.org) o su facebook (www.facebook.com/labottegadimarika) mi farebbero molto piacere delle sue critiche. Grazie ancora per il suo contributo all’Arte, marika.

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