Lezione avanzata di Chiaroscuro.

Chiaroscuro di una sfera

Gli oggetti che di solito ritrai nei disegni sono privi di volume? I tuoi disegni appaiono piatti e privi di vita? Se la risposta a queste due domande è sì, sappi che il motivo di tutto ciò è da imputare al chiaroscuro. Il chiaroscuro è l’unico strumento attraverso cui è possibile rendere i volumi. Ciò è vero anche nei dipinti, non è un caso se si dice che l’80% di un dipinto è il chiaroscuro. Oggi vorrei parlarvi di nuovi concetti su questo tema affascinante.

Su questo blog ho parlato molte volte del concetto di chiaroscuro. La prima volta l’ho fatto il 5 Maggio 2006 pochi giorni dopo l’apertura del blog. In quell’occasione ho evidenziato il principio base di qualunque chiaroscuro:

Un oggetto non trasparente illuminato da un’unica sorgente luminosa genera 5 diverse tonalità:

  • punto massima luce (highlight);
  • zona illuminata (light);
  • zona in ombra (shadow);
  • luce riflessa (reflected light);
  • ombra portata (cast shadow).

Le 5 aree elencate sono sicuramente quelle fondamentali ma esse raccontano solo parte della storia. Ce ne sono altre di cui vale la pena parlare per avere una visione completa sul chiaroscuro.

Il Mezzotono

L’area di mezzotono è la porzione di spazio che separa l’area illuminata da quella in ombra e si chiama così proprio perchè il tono, in quella regione, è a metà strada tra il tono della prima area e la seconda. Questo garantisce una transizione morbida dalla prima alla seconda area.

La seguente foto mostra meglio di mille parole quello che voglio dire.

Chiaroscuro di una sfera

Foto da gurneyjourney.blogspot.com da me manipolata

L’area di mezzotono, a sua volta, è possibile dividerla in ulteriori due aree: mezzotono chiaro e mezzotono scuro. Il primo ovviamente è la parte di mezzotono più vicino all’area in luce, il secondo più vicina all’area in ombra. Ma perchè può essere utile questa ulteriore suddivisione?

Per capirne il motivo prendiamo in considerazione le seguenti due figure. Nella prima figura notiamo alcune texture sulla figura.

Foto da gurneyjourney.blogspot.com

Texture nei Mezzitoni

Foto da gurneyjourney.blogspot.com

Volendole rappresentare con una matita o un pennello avremmo non poche difficoltà. Un’analisi più approfondita però ci fa capire che nell’area di mezzotono chiaro le texture non sono altro che piccole lentiggini che si possono ottenere con piccolissime variazioni di tono rispetto al tono in quella zona. Nell’area di mezzotono scuro, invece, è dove queste texture sono più evidenti perchè è lì che la luce è radente e forma un angolo quasi di 90° con la figura, infatti, siamo in prossimità del terminatore. Qui le texture devono sembrare come piccoli solchi tracciati nella figura. Per rendere questo effetto l’unico metodo è quello che spiegai a suo tempo nell’articolo Viaggio a Cuba, natura morta dell’artista Walter Cozzoli.

Texture

Nell’ombra le texture sono ancora meno percettibili rispetto all’area di mezzotono chiaro e anche qui al più si possono rappresentare come piccole lentiggini di un tono leggermente più scuro rispetto a quello dell’ombra.

Il Terminatore

La linea di separazione tra mezzotono e ombra si chiama Terminatore. La sua forma è importantissima per rendere il volume di un oggetto ed essa dipende da come la luce colpisce l’oggetto. Ad esempio, la sfera è una delle figure di base dove capire dove collocare il terminatore non è facilissimo. In genere essa taglia la figura sempre a 90° rispetto al punto in cui la luce colpisce l’oggetto.

In un tutorial sempre sul tema del chiaroscuro spiegai come ottenere in maniera semplice il terminatore per una sfera riportando questa semplice figura.

Chiaroscuro di una sfera

Nell’articolo Come disegnare e colorare un cilindro con MS Paint spiegai come ottenere il terminatore di un cilindro. Con un sistema analogo al cilindro è possibile fare la medesima cosa anche con un cono. Per altre figure di base non tondeggianti come parallelopipedo e piramide il terminatore coincide con uno degli spigoli. Una volta capito come ottere il terminatore per le figure di base non è difficile trovarlo per qualsiasi oggetto presente in natura.

Nucleo dell’ombra

Un difetto che noto nei disegni e nei dipinti dei principianti è che essi tendono a fare l’ombra più scura nel retro della figura mentre è proprio nelle vicinanze del terminatore che il tono diventa più scuro per poi schiarirsi leggermente verso il retro della figura per effetto della luce riflessa. Questa parte dell’ombra nei pressi del terminatore che è la parte più scura dell’ombra la chiameremo nucleo dell’ombra.

Occlusione

Dei 5 toni elencato sopra abbiamo sempre detto che il tono più scuro è quello dell’ombra portata. In realtà, questo tono non è uniforme ma è molto scuro in prossimità della figura e man mano schiarisce allontanandosi da essa per effetto del lume universale. E’ proprio quest’area detta “occlusione” la più scura in assoluto.

L’ideantificazione più o meno evidente di queste nuove aree dipende molto dal modo in cui il soggetto è illuminato. In un’oggetto illuminato dal sole sicuramente le aree citate sopra sono ben visibili.

Con un tipo di illuminazione diffusa come può essere quella di una giornata grigia piovosa il terminatore diventa poco visibile e c’è una gradazione molto ampia tra luce e ombra e sembra difficile capire dove inizia una e finisce l’altra. Quindi l’area di mezzotono è molto estesa. L’ombra portata è quasi invisibile anche se comunque si riesce a percepire l’occlusione. La seguente figura mostra meglio di mille parole ciò che voglio dire.

Foto da gurneyjourney.blogspot.com

Riassumendo

Concludo l’articolo con una figura che riassume quanto detto finora. Partendo dai 5 toni originali si ha l’area di mezzotono come tono di transizione tra l’area in luce e quella in ombra. Quest’ulteriore tono può essere ulteriormente scomposto in due aree: mezzotono chiaro e scuro; qualora sia necessaria la rappresentazione di texture. L’area in ombra è delimitata da un terminatore, immediatamente seguito dal nucleo dell’ombra che è la parte più scura dell’ombra stessa e, infine, c’è il resto dell’ombra in cui troviamo anche la luce riflessa. L’ombra portata immediatamente sotto la figura assume il tono più scuro in assoluto e viene detta “occlusione” il resto dell’ombra diviene più chiara man mano che ci si allontana dalla figura per effetto del lume universale.

Lezione avanzata di chiaroscuro


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Commenti

  1. Ricuccio dice:

    Non penso occorrano commenti. Tutto chiarissimo. Basta solo mettere in pratica quanto illustrato il che, davanti a un oggetto reale con normale illuminazione, non è poi per tutti così ovvio.

  2. sasadangelo dice:

    Magari faccio un esempio pratico per spiegarlo …

  3. simone dice:

    veramente una bella pagina dettagliata………nn si e’ mai finito di imparare

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