11 Consigli di Leonardo da Vinci per disegnare gli alberi

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Ti piace disegnare gli alberi ma hai qualche difficoltà a renderli realistici? Ti piacerebbe migliorare il disegno dei tuoi alberi? In quest’articolo riporto 11 Consigli di Leonardo da Vinci tratti dal suo famoso Trattato di Pittura, che ti saranno utili la prossima volta che disegnerai un albero.Leonardo da Vinci è stato sicuramente uno degli artisti più grande di tutti i tempi. Egli non ci ha lasciato solo opere di altissimo valore artistico che hanno segnato la storia dell’arte. Egli ha scritto anche un Trattato di Pittura per tramandare ai posteri non solo le sue conoscenze pittoriche ma anche le sue conoscenze sulla natura. Nel Trattato, parlando di alberi egli enuncia 11 consigli per chi si accinge a disegnarli. Consigli che sono il frutto dei suoi studi e dell’osservazione dal vero. Credo che essi possono essere preziosi per chi si avvicina al mondo del disegno. Ecco gli 11 consigli così come furono scritti da Leonardo:

Prima: ogni ramo di qualunque pianta che non è superato dal peso di sé medesimo s’incurva, levando il suo estremo verso il cielo. Seconda: maggiori sono i ramiculi de’ rami degli alberi che nascono di sotto, che quelli che nascono di sopra. Terza: tutti i ramiculi nati inverso il centro dell’albero per la soverchia ombra in breve tempo si consumano. Quarta: quelle ramificazioni delle piante saranno piú vigorose e favorite, le quali sono piú vicine alle parti estreme superiori di esse piante, causa l’aria ed il sole. Quinta: gli angoli delle divisioni delle ramificazioni degli alberi sono infra loro eguali. Sesta: ma quegli angoli si fanno tanto piú ottusi quanto i rami de’ loro lati si vanno invecchiando. Settima: il lato di quell’angolo si fa piú obliquo, il quale è fatto di ramo piú sottile. Ottava: ogni biforcazione di rami insieme giunta ricompone la grossezza del ramo che con essa si congiunge: come a dire a b giunto insieme fa e; c d giunto insieme fa f, e f e giunto insieme fa la grossezza del primo ramo op, il quale op grossezza è eguale a tutte le grossezze a b c d, e questo nasce perché l’umore del piú grosso si divide secondo i rami. Nona: tante sono le torture de’ rami maestri, quanti sono i nascimenti delle loro ramificazioni che infra loro non si scontrano. Decima: quella tortura de’ rami piú si piega, la quale ha i suoi rami di piú conforme grossezza: vedi nc ramo e cosí bc per essere infra loro eguali, che il ramo ncd è piú piegato che quel di sopra aon che ha i rami piú disformi. Undecima: l’appiccatura della foglia sempre lascia vestigio di sé sotto il suo ramo, crescendo insieme con tal ramo insino che la scorza crepa e scoppia per vecchiezza dell’albero.

Leggere un testo medioevale, probabilmente, non è molto semplice per noi. Quindi proverò a tradurlo con una terminologia più attuale così da consentire a tutti di interpretare le parole del maestro in maniera inequivocabile.

  1. I rami tendono ad incurvarsi verso l’alto a meno che il loro peso o quello dei frutti non lo impedisce. Il motivo di ciò è che ciascun ramo compete per ottenere una maggiore esposizione alla luce solare.
  2. I rami che crescono nella parte inferiore dell’albero sono maggiori di quelli che crescono nella parte superiore.
  3. I rami più centrali, quindi meno esposti alla luce, tendono a consumarsi di più e ad apparire meno belli.
  4. I rami più belli e vigorosi sono quelli posizionati in cima all’albero per via dell’esposizione alla luce e all’aria.
  5. Quando un ramo si divide in due rami l’angolo che forma è sempre uguale qualunque ramo noi prendiamo.
  6. L’affermazione 5 è sempre vera a meno che il ramo non è vecchio. Più vecchio esso diventa più ottuso diventa l’angolo.
  7. Quando un ramo si divide in due rami l’inclinazione dei due rami sarà diversa e quello più sottile sarà più inclinato.
  8. Quando un ramo si divide in due rami la somma delle sezioni di quest’ultimi è uguale alla sezione del ramo genitore.
  9. Le inclinazioni dei rami maestri sono tanti quante sono le nuove ramificazioni che da essi partono senza scontrarsi.
  10. Quest’inclinazione più si piega quanto più i rami sono grossi.
  11. L’appiccicatura della foglia lascia sempre un segno di sè sul ramo cui essa è attaccata finchè per anzianità dell’albero la scorza si crepa e scoppia.

Come vedete disegnare un albero significa soprattutto conoscerlo a fondo. In fondo il disegno e la pittura altro non sono che strumenti per conoscere meglio la natura che ci circonda.


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