Intervista all’artista Roberto Camparenut

Roberto Camparenut - Uva

Il quest’articolo vorrei presentarvi un artista e lettore del blog, a mio avviso, molto talentuoso. Il suo nome è Roberto Camparenut la cui biografia potete leggere qui e qui potete ammirare le sue opere. Da tempo il blog desidera dare sempre più spazio ai suoi lettori sia con interviste che attraverso la pubblicazione di articoli. Di Roberto mi ha colpito oltre che il talento, anche il coraggio di scelte non facili che spero in futuro possano portarlo a realizzare i suoi sogni artistici.

Nelle sue opere Roberto cerca di superare il concetto di “Natura Morta” per approdare a ciò che lui chiama “Natura Viva”. Gli elementi della “Natura Viva” vivono nel loro habitat naturale e il punto di vista non è più quello dell’essere umano che li guarda come semplici oggetti ornamentali, bensì è il punto di vista di un insetto ai cui occhi una rosa, una ciliegia, una fragola smette di essere un oggetto ornamentale per diventare fonte di vita.

Nella tua biografia racconti che, come molti aspiranti artisti, la passione per il disegno e la pittura l’avevi fin da piccolo. Poi però come tante persone già a tredici anni hai dovuto confrontarti con la vita e scegliere un indirizzo scolastico che non ti appagava. Com’era il tuo rapporto con l’arte prima e dopo quella decisione e, soprattutto, come vedevano questa tua passione i tuoi genitori?

Fin da piccolo, ( fine anni ’70 ) durante il periodo estivo, mio padre pretendeva ogni giorno, due pagine di esercizi di bella calligrafia e un disegno a pastello di un fumetto di Topolino. Questo è stato il mio primo approccio con il disegno che poi si è sviluppato, con l’inizio delle scuole medie, con altri soggetti. Ho sempre ammirato i grandi artisti del passato e questa enorme ammirazione era anche il peso che mi bloccava, consapevole di non poter mai raggiungere certi effetti di colore. Terminate le scuole medie, non ho avuto possibilità di scegliere l’indirizzo che volevo, sebbene il professore di artistica sia venuto varie volte a parlare con mio padre. Da quel periodo, tutto si è fermato, come un fuoco che si spegne all’improvviso, ma che conserva le braci roventi sotto la cenere. I miei genitori vedevano questa mia passione come un eventuale hobby, ma certamente non come un lavoro che ti dia da vivere.

Diventato grande come molti di noi hai dovuto trovarti un lavoro. In quelle giornate pensavi mai alla pittura o era ormai un capitolo chiuso?

Non ho più pensato alla pittura fino a gennaio del 2005. Ho fatto diversi lavori dopo le superiori e l’insoddisfazione dopo un po’, prendeva sempre il sopravvento, sfociando in una voglia e bisogno di cambiare. Mia madre mi diceva sempre “ …sei un’anima in pena !”.

Spesso si dice che “Non tutto il male viene per nuocere”. Questo detto credo calzi a pennello per l’incidente che ti ha costretto a prendere una pausa e ti ha dato la possibilità di riprendere un hobby che avevi smesso di praticare da molti anni. In quel periodo quand’è che è scattata la molla che ti ha portato a scegliere l’arte come la tua futura strada?

E’ vero, calza a pennello. Nel 2005 ho comperato delle tele e i miei primi colori ad olio, per riempire il tempo che mi divideva dall’intervento chirurgico al piede. Mi servivano dei dipinti da appendere alle pareti vuote del mio appartamento. Dopo il secondo dipinto ho mollato il lavoro sicuro per rincorrere un sogno. Immagina la gioia di mio padre!

Ci puoi raccontare da quel momento come hai cercato di concretizzare il tuo sogno e a che punto è oggi questa realizzazione?

Dopo qualche mese, dall’inizio di questo cambiamento, ho pensato seriamente a cosa volevo dipingere, estrapolando tre caratteristiche (vedi risposte successive), dove il denominatore comune fosse la rappresentazione di un soggetto che rispecchiasse il mio tempo. Volevo evitare frasi tipo : “ … la tua pittura sembra quella di…, ..ti rifai al…..”. Io vivo in questo secolo e non nel passato. Dopo l’elaborazione di questi tre concetti, ho cercato di concretizzare il mio sogno producendo, sperimentando e sbagliando e dovrei essere pronto nel 2013 a presentarmi al pubblico.

La tua arte sembra orientata, in alcuni lavori, alla ricerca del dettaglio. I tuoi lavori sembra abbiamo una certa propensione verso l’iperrealismo. E’ vera questa interpretazione o c’è dell’altro?

L’inserimento di dettagli su un’opera di grande dimensione per me è indispensabile, altrimenti quando ci si allontana diventa piatta. Io non ricerco l’iperrealismo in quanto attualmente mi sarebbe difficile, perché parto da un mio scatto fotografico, circa 3-4 volte più piccolo di ciò che dipingo. Durante il lavoro, devo modificare gli spazi, le proporzioni e i colori del mio soggetto rispetto alla foto. La pittura del maestro Muscio è definita fotorealismo, ma mi ha comunicato che ciò è possibile con soggetti di natura dipinti con dimensioni reali. Io ricerco più una pittura abbastanza reale, che lascia spazio alla libera interpretazione personale dell’emozione. Io voglio creare la mia opera, prendendo spunto dal vero. Quando uno spettatore guarderà la mia opera, mi dispiacerebbe se pensasse : “ sembra una foto”. E’ un dipinto ad olio e dovrebbe comunicare un’emozione …. non un riflesso di ciò che sembra.
Roberto Camparenut - Uva

Roberto Camparenut - Fragole

Il formato delle tue opere è molto grande e mi raccontavi che il maestro Muscio ti aveva consigliato di usare formati più piccoli. Perchè la scelta di questo formato?

Io parto da dei concetti e penso che l’uomo si comporta nei confronti della Natura, come da padrone incosciente, dimenticando invece di essere solo uno dei tanti ospiti come lo sono gli animali e gli insetti. Tutti sappiamo cosa potrebbe succedere se scomparissero le api, che sono degli insetti poco più grandi di un centimetro. L’ingrandire il soggetto sta nel bisogno di non rappresentare più il punto di vista dell’essere umano, ma di un eventuale insetto, farfalla o ape che sia. Questo condiziona inevitabilmente le dimensioni.
Roberto Camparenut - Ciliegie

Roberto Camparenut - Rosa

Che cos’è un quadro composito? Visti i tempi che corrono e le mode artistiche degli ultimi due secoli, non credi sarebbe più rivoluzionario oggi realizzare semplicemente un bel quadro, cosa di cui tu sei certamente capace?

Il quadro composito è un dipinto ad olio, con la caratteristica che invece di essere formato da un unico supporto, è formato da 24-40 supporti, con sul retro applicate delle calamite. In questa epoca, il più grande cambiamento, sono state le nuove tecnologie che ci hanno dato la possibilità di interagire e di comunicare come non mai ( il tuo blog ne è un esempio). Volevo un’opera che non fosse statica e di forma immutabile nel tempo, ma dinamica, con cui potevo interagire andando a comporre l’immagine, incasinarla, frantumarla in base al mio stato d’animo. Si può vedere un esempio nelle seguenti foto o andare direttamente sul sito, nella galleria, cliccando su ri/crea l’opera. Dipingo anche su tela unita, perchè l’opera composita è molto difficile, sia per i lunghi tempi di preparazione dei supporti sia per la difficoltà nel dipingere, ossia far combaciare l’immagine con tutti i supporti,  terminato un quadro composito sei svuotato. Non ho una risposta su cosa sia più rivoluzionario fare ai giorni nostri, perchè secondo me l’arte dipende soprattutto dai punti di vista e dagli interessi delle persone che “contano“, altrimenti non riesco a giustificare la vendita di uno dei tanti vasetti metallici “ Merda d’autore “di Manzoni a 99,000 euro. Il concetto, da cui sono partito per sviluppare la mia pittura è : Pensare al passato….vivendo il presente e guardando al futuro, con la presunzione di cercare di realizzare un bel quadro.
Roberto Camparenut - Rosa Bianca

Roberto Camparenut - Rose Bianche

Nella tua cura dei dettagli non sfugge che ami dipingere soggetti floreali molto grandi con un numero innumerevole di gocce. Perchè lo fai? Non pensi esse possano essere una distrazione?

Dipingo la Natura, in quanto come non mai , in questa epoca, la stiamo inquinando e modificando. Non volevo le solite nature morte, rappresentate in ambienti interni con i soliti fondi scuri e i soliti punti di vista. Volevo dipingerla nel suo habitat con l’acqua e le foglie, in quanto senza di esse il fiore o il frutto non ci potrebbe essere. Non mi è mai piaciuta la frase “Natura morta“ e preferisco “Natura viva“. Forse hai ragione, anche se io non ho mai pensato alle gocce d’acqua come una distrazione, ma come un elemento che volevo inserire, per creare un collegamento con la natura che rappresentavo. Le dimensioni delle opere permettono di osservate il dipinto anche a 10-15 mt e a questa distanza molte gocce ed effetti scompaiono.
Roberto Camparenut - Altre Rose Bianche
Roberto Camparenut - Rosa Composita

Quando vedremo la prima mostra di Roberto Camparenut?

Spero nei primi mesi del 2013. Vorrei presentarmi al pubblico con l’opera composita, ma il dipinto per essere esposto necessita di un pannello di un materiale che attragga le calamite, permettendo così l’aderenza delle singole tele. Il problema è che i vari prototipi di questi anni non mi hanno convinto e l’idea che ho in mente non so se sia realizzabile. Vedremo …

Come vedi la tua vita artistica da qui a 5 anni?

In crescita …

Sul tuo sito hai una sezione legata alla tecnica. Puoi spiegare ai lettori di Disegno & Pittura come procedi alla realizzazione dei tuoi lavori?

La fase iniziale consiste nello studio dell’opera, per capire come arrivare ai colori. Fatto ciò comincio a provare varie combinazioni di colori fino a selezionare i colori e le tinte che mi servono. Alcune tinte le preparo e le conservo in vasetti di vetro altre le uso come escono dal tubetto e le mescolo sulla tavolozza (piatto in ceramica bianca) o direttamente sulla tela. Individuato le tinte e come crearle, incomincio il disegno su tela o sui supporti precedentemente preparate a gesso acrilico. Nelle prime opere, il disegno era molto dettagliato (chiari, medi e scuri), mentre attualmente mi basta tracciare solamente i contorni delle forme. La seconda fase consiste nella stesura del primo colore. In alcuni lavori parto direttamente con i colori giusti del quadro, mentre in altri preparo un abbozzo vero e proprio, con tinte chiare, medie e scure molto differenti dalle tinte finali (bianchi, rosati, salmone, violacei e marroni….), sempre di uno o due toni più basse. La materia è sempre molto grassa e di conseguenza ha dei lunghi tempi di asciugatura, prima di passare alla seconda fase del colore dell’opera o in alcuni casi direttamente alla sua chiusura. Le opere possono necessitare di un terzo e quarto passaggio e questo ritarderà ulteriormente l’asciugatura e la verniciatura che solitamente avviene dopo 12- 14 mesi dalla stesura finale del colore. Il colore può essere messo a mosaico senza legare le tinte, oppure impastato e rimpastato direttamente sulla tela. In entrambi i casi viene sfumato in seguito, con pennello morbidissimo per acquerello. Non uso sempre lo stesso metodo per dipingere, dipende da cosa mi serve e così posso partire dai chiari e andare verso i scuri oppure dallo scuro andare verso i chiari.
Roberto Camparenut - Fragole Work in Progress
Roberto Camparenut - Uva Work in Progress

Infine, vorrei chiederti quali sono gli artisti del passato e dei nostri giorni che maggiormente ti ispirano e, potendo, cosa ruberesti a ciascuno di essi in termini di stile,  tecnica e personalità?

Gli artisti del passato che ammiro sono quasi tutti, perchè comunque li ho sempre trovati geniali ed innovativi per il loro tempo. Non ho mai cercato ispirazione dai loro soggetti, o dai loro temi trattati, ma ero e sono interessato alla loro pazienza, alla loro priorità nella ricerca di un effetto di colore piuttosto che alla quantificazione del tempo che serve per raggiungere ciò che si cerca. Dell’arte contemporanea trovo geniale Van Gogh, Fontana, Daniel Hirst, Freud, Cattellan. Sinceramente, non ruberei niente a nessuno perchè lo stile, la tecnica e la personalità sono caratteristiche personali e come tali devono essere uniche. Anzi una cosa la ruberei ai grandi maestri del passato: il saper creare un’opera con l’obiettivo di farla durare nel tempo.

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Commenti

  1. Ciao.E’ molto bello vedere delle opere innovative,molti critici d’arte consigliano di creare nuove tecniche.Anche essendo un principiante a me non piace lavorare seguendo solo una tecnica,e lavoro con foto piccole, dipende da come mi alzo al mattino.Mi piacerebbe approfondire io sono rimasto attratto.Non aggiungo altro i dipinti parlano da se.

  2. Ho commentato sul forum , ancora complimenti.

  3. Ciao a Vasco e Cinzia, personalmente non vi conosco, ma vi ringrazio dal profondo del cuore. Mi piacerebbe sapere se avete un sito o dove eventualmente potrei vedere le vostre opere………sono curioso.
    Grazie ancora

  4. salvatore dice:

    Ciao Roberto,
    Potresti dare qualche delucidazione sulla fase di preparazione ai tuoi lavori. Inizialmente a me sembrava un proceso troppo laborioso. Dopo aver ricevuto le risposte alle mie domande ho compreso che l’innovazione della tua pittura al di là dell’interattività sia il voler esplorare la natura nel suo habitat. Allora dimensioni e dettagli assumono un significato tutto diverso.

    Tutto ciò ha bisogno di una preparazione che abbracci due aspetti:

    1. quello tecnico (che so essere molto laborioso)
    2. ma l’altro è concettuale ossia nella fase in cui vai ad ideare l’opera.

    Allora mi piacerebbe capire come sviluppi il punto 2 e forse a molti potrebbe interessare anche il punto 1.

  5. Qualche mio lavoro lo puoi vedere sul forum “disegno e pittura ” ,il mio nickname è kiki ,ciao .

  6. Ciao Salvatore,
    spero tutto bene e grazie ancora per quello che hai scritto. Perdonami, ma non ho ben compreso la domanda che sopra mi poni. Nella prima fase, decido cosa voglio dipingere….. uva , fragola, ciliege, rosa rossa, ecc. dove le caratteristiche sono…. le luci del loro habitat, le foglie e le gocce d’acqua che sono la fonte di vita. Da qui mi creo le mie composizioni che poi fotografo da vari punti di vista. Scelgo quello che più “me ciapa” e lo faccio sviluppare circa 4-5 volte più piccolo di ciò che mi serve. La foto mi è utile per il disegno di riferimento e per l’idea delle tinte a cui devo tendere ( calde o fredde ). Quasi sempre mi capita di modificare, rispetto alla foto, gli spazi, i volumi ed in seguito anche i colori di alcune zone, perchè ingrandendo, le forme e le esigenze cambiano. Questo significa, che la fase dell’ideazione dell’opera, che tu mi chiedi, è l’insieme di tutte le scelte, di tutte le pennellate e di tutte le emozioni che creano l’opera. Io devo creare la mia opera, prendendo spunto dal vero…….non so ancora se questo paga, perchè così facendo, la produzione annua si riduce. Chiedo scusa, ma se non facessi così…la mia non sarebbe una creazione pittorica, ma bensì una copia dipinta ad olio di una fotografia. Ciao

  7. salvatore dice:

    Grazie mille,
    Immagginavo fosse così il tuo lavoro e capisco l’esigenza a scapito della produttività. Magari il problema della produttività potrai portelo in futuro se capita una committenza sfrenata delle tue opere … allora lì nascerà l’esigenza della produttività.
    Grazie mille ancora per il contributo.

  8. Carmelo Triglia dice:

    Veramente molto bravo !!!!!!!!!!!

  9. Anna Fabiani dice:

    Complimenti scontati per le tue opere, mi piacciono in particolar modo le gocce è un modo per caratterizzare i tuoi dipinti e ne hai spiegato in modo esauriente il motivo nella tua bella intervista. Mentre guardo i tuoi dipinti mi sembra d’essere nel mio giardino quando le piante sono invase dalle goccioline, grazie per la tua sensibile arte e grazie a Salvatore per avermi dato la possibilità di conoscerti, ora ti seguirò.
    Anna

  10. Vittorio dice:

    Complimenti all’artista.E’ bravissimo.Vorrei avere io la centesima parte della sua bravura.Tanti cari auguri Roberto.

  11. manca g. gavino dice:

    molto fotografico e iperrealista allo spasmo,bravo, e come dipingere col microscopio, complimenti.

  12. quintino farsetta dice:

    ormai tutti buttano colori alla rinfusa e credono di creare opere d’arte. Le tue opere sono veramente elaborati e la ricerca del bello è ottenuto con accurato uso del
    pennello e dei colori. Complimenti

  13. antonella dice:

    amo la natura, adoro dipingere fiori, trovo il lavoro di roberto bellissimo,e quest’idea di comporre, frantumare l’immagine secondo il proprio stato d’animo è semplicemente fantasica! Complimenti

  14. mi sei piaciuto molto sopratutto nella “Cascata”, il ritratto di tuo padre e il bosco.
    Le rose anche se molto belle danno quella impressione che tu non vuoi sentire
    “sembrano delle foto”
    nelle altre tele invece sento qualcosa mi comunichi delle emozioni.
    il mio naturalmente è un giudizio da persona normale e non da intenditore
    Spero che tu possa farti conoscere presto come meriti
    affettuosamente
    Grazia

  15. Più che un’arte fotografica ( definizione che sembri rifiutare) sembra un’arte che ha alle spalle la fotografia, che ne è rielaborazione e contaminazione. Questo si vede benone nell’immagine dell’uva attraversata dall’area bianca, un’elaborazione del restauro di nuova generazione? Anche a me son venuti in mente i quadri di Fontana, ma l’interessante è proprio che perfino nell’ambito dell’iperrealismo, nessuno è iperrealista come gli altri!

    Silvia Goi

  16. Che bel frescolino nella rugiada della rosa bianca…sembra di poterlo sfiorare…
    sei interessato allo stile cartellonista , o ne prendi le distanze?

  17. cristina dice:

    Complimenti Roberto! un vero artista…
    Quando una persona ha un talento come questo e un sogno, allora è il momento di sfruttarlo….
    Ciao

  18. Gianfranco dice:

    L’emozione che ho ricevuto sin dalla prima foto è stata profonda e mi ha portato ad esprimere che Roberto, probabilmente, ha saputo trovare la VIA per essere il mio Maestro di se stesso e, questo non è da tutti.
    Bravo!!

    Gianfranco

  19. Ciao,
    grazie a tutti dal profondo del cuore e le vostre parole sono per me, come l’acqua per un assetato …..e molto di più di quanto mi aspettavo. Grazie ancora e vi auguro delle vacanze serene.
    Roberto

  20. Ciao Silvia,
    non conosco molto lo stile cartellonista e la grafica, in quanto non ho mai lavorato in questo settore. Quello che posso immaginare e che sia molto diverso dal dipingere un quadro. Io dipingo e creo un’immagine a mio piacere, mentre la cartellonistica dovrebbe, se non erro, servire per invogliare, attirare, avvicinare un target ad un prodotto o ad un servizio. Il messaggio che deve arrivare e la sua conseguente forma è allora condizionato dal luogo, dalla mentalità, dagli usi e dai costumi del target a cui ci si vuole riferire. Le caratteristiche sono differenti, entrambi interessanti, ma molto differenti. Io non prendo solitamente le distanze da nessuna forma d’arte, ci sono delle cose che mi attraggono e ci sono forme d’arte e stili moderni che non mi dicono nulla. La cartellonistica per me è una forma d’arte. Ciao

  21. complimenti.
    é il mio genere,ma certo non a questi livelli:

  22. complimenti le tue opere sono davvero spettacolari .non so proprio cosa dire di più. mi hanno catturato completamente. le guardo e le riguardo davvero belle belle belle

  23. Osservando le tue nature vive, si ha la sensazione di trovarsi all’alba in un giardino dove le rose grondanti rugiada, diffondono il loro magico profumo. Anche l’uva e le more sono notevoli. A mio modesto parere, credo che il rappresentare la natura (di per sè già un’opera d’arte) in tutte le sue sfumature e colori, e luci senza distorcerla, sia la cosa più difficile per un pittore quindi complimenti per aver raggiunto un livello così alto. Continua così!

  24. cristiana dice:

    Complimenti, molte belle.
    ho osservato con grande ammirazione la capacità fotografica che hai nel dipingere.
    Lascia le gocce ti caratterizzano, i fiori bagnati dalla rugiada ricordano il nascere del giorno, un momento intimo, fresco che dura un attimo e lo ricordi tutto il giorno.
    Veramente bravo
    Cristiana

  25. E’ impressionante………nel leggere la sua biografia mi sembrava di rivedere, come in un film, gli stessi passaggi della mia vita artistica. sono ancora “un’anima in pena” perchè non ho ancora trovato quell’occasione che mi potesse fare esplodere quel fuoco che brucia in me. Nel frattempo, nei piccoli momenti sfuggenti di spazio cerco di alimentarmi (proprio come si fa con la nutella quando hai bisogno di qualcosa di dolce e trasgressivo) guardando, leggendo tutto quello che mi capita di arte, naturalmente, e mi soffermo a pensare che non riuscirò mai più a prendere un pennello in mano. ho tante lacune da colmare che non basterebbe il tempo che mi rimane. comunque
    io urlo GRAZIE ad Angelo per darmi la possibilità di vivere questi spazi e Grazie a Roberto per avermi fatto commuovere nel ricordo ed estasiare del suo operato. A lui dico NON MOLLARE MAI

  26. Danpas54 dice:

    Grazie Salvatore di avermi fatto conoscere Roberto da qui in avanti lo seguiro con interesse. Anch’io mi diletto , io dico impiastro-tele, nella pittura ad olio e mi rendo conto di quanti anni luce sia distante da Roberto ….. Mi servira’ da stimolo …… In bocca al lupo Roberto e sicuramente sentiremo parlare in futuro di te …….. Diro’ di conoscerti da tempo. Buona fortuna perche’ di solo quella avrai bisogno … Il talento non ti manca – Ciao Daniele

  27. Ciao a tutti,
    questa mattina ho letto i vostri ultimi bellissimi commenti. Mentre leggevo, un calore ha cominciato a salirmi dalle gambe…..più leggevo più questo calore saliva e riempiva il mio cuore di una gioia enorme. Quando ho terminato di leggere, la gioia aveva talmente riempito il mio cuore che trasbordava….e non sono riuscito a trattenere una lacrima ( è stato molto liberatorio ).
    Io sono autodidatta e ho dipinto il mio primo quadro nel 2005. Da allora ho dipinto nella mia solitudine cercando e sperimentando. Questa possibilità che mi ha concesso Salvatore è stata la mia prima uscita pubblica e mi sento come un piccolo uccellino che mette timidamente la testolina fuori dal nido per la prima volta. Voi non potete immaginare quanto siano importanti per me le vostre parole……..soprattutto perchè mi dite le sensazioni che provate e vi ringrazio di concedermi una cosa così intima come le emozioni.
    Grazie a tutti
    Roberto

  28. roberto dice:

    i suoi quadri mi ricordano ancora di più che non c’è apparecchiatura fotografica al mondo che possa avvicinarsi al genio del dipinto umano stupendo

  29. sasadangelo dice:

    Ciao,
    concordo con Roberto (commento num 28). Il fatto che un quadro sembri una fotografia secondo me non è un difetto ma un pregio. La fotografia è lo strumento che meglio di tutti riesce a catturare l’essenza della natura come desideravano gli antichi. Per scarsità di strumenti loro dovevano accontentarsi del realismo, il pittore moderno può andare oltre … verso l’iperrealismo.

    Una foto non può mai essere come un dipinto. Non avrà mai quel calore, la pennellata, la traslucenza che fa apprezzare un dato aspetto ottico.

    Ma c’è un punto su cui i maestri di un tempo sono ancora inarrivabili ed è la fase di concezione del soggetto. L’idea, la composizione sono le fondamenta per avere un dipinto di grande impatto.

    Non è un caso che spendessero molto tempo sulla fase di concezione del soggetto.

    Esistevano vere e proprie teorie … su come posizionare una donna per un ritratto, un bambino, un vecchio. In una storia come alternare i colori delle varie vesti. Quali colori sono meglio vicino alla carnagione.

    I manuali antichi, spiegano un pò queste cose. Altre si possono dedurre guardando i dipinti.

    Raggiunto un certo livello tecnico si è risolto sono il minore dei problemi (già questo insormontabile per il 90% degli artisti).

    Chi supera l’ostacolo della tecnicità … dovrà poi affrontare il problema di come creare immagini di grande impatto. Questo credo sia il vero problema per il pittore professionista di oggi.

    Credo sia come una casa. Volendo fare una bella villetta è più importante il lavoro dell’architetto che deve concepirla o del muratore che la esegue realmente?

    Tornando al lavoro di Camparenut io credo che la tecnica sia a buon punto … si può sempre migliorare … e credo che quando comincierà a partecipare alle mostre e incontrare i grandi pittori di oggi … potrà solo perfezionare ancora di più la sua tecnica.

    I suoi soggetti hanno già un buon impatto e hanno quell’originalità che lo distingue da altri.

    Considerando che dipinge dal 2005 credo sia già un grandissimo risultato.

    Quindi in bocca al lupo e … tienici informati.

  30. bella intervista è molto piacevole da leggere

  31. però dipingendo con lo stile dell’iperrealismo io sono in disaccordo nell’usare della frutta dal vivo, la luce cambia durante il giorno e per dipingere è meglio una foto molto dettagliata e grande del soggetto da ritrarre

  32. sasadangelo dice:

    Ciao,
    forse ho capito male io come dipinge Roberto Camparenut, ma credo che lui lo faccia da foto. Il soggetto lui lo definisce “Natura Viva” e non “Natura Morta” perchè la sua idea è la seguente (come scritto nell’articolo):

    Gli elementi della “Natura Viva” vivono nel loro habitat naturale e il punto di vista non è più quello dell’essere umano che li guarda come semplici oggetti ornamentali, bensì è il punto di vista di un insetto ai cui occhi una rosa, una ciliegia, una fragola smette di essere un oggetto ornamentale per diventare fonte di vita.

    Roberto ho capito bene?

  33. Ciao Salvatore,
    tu mi hai compreso da subito e ti confermo quanto scrivi.
    Ciao Paolo, mi fa piacere che ti sia piaciuta e che sia stata piacevole da leggere l’intervista che mi ha concesso Salvatore. Sicuramente avrai letto nella quinta domanda che parto parto da un mio scatto fotografico, circa 3-4 volte più piccolo di ciò che dipingo. Durante il lavoro, devo modificare gli spazi, le proporzioni e i colori del mio soggetto rispetto alla foto perchè il dipinto è molto più grande. Io ricerco più una pittura abbastanza reale, che lascia spazio alla libera interpretazione personale dell’emozione. Io voglio creare la mia opera, prendendo spunto dal vero.
    Condivido con te il fatto che sia meglio una foto molto dettagliata e grande del soggetto da ritrarre, questo aiuta molto nel riprodurre i dettagli. Ho visto dei video di Luciano Ventrone e di Giuseppe Muscio e la foto che copiavano era delle stesse dimensioni del dipinto. Il mio carattere però mi porta quasi sempre a intraprendere la strada più complicata, la più difficile e la più lunga perchè penso che alla fine del viaggio la mia esperienza sia molto più ricca. Nelle difficoltà riusciamo a vedere e trovare cose che altrimenti sarebbero nascoste ai nostri occhi. Il dipinto io lo devo far mio e la mia foto è un riferimento di dove devo arrivare, però io devo osservare in primis la natura dal vivo, memorizzare e ricordare. La foto è solo una porta spazio tempo che mi catapulta ogni giorno nel mio dipinto, perchè ha bloccato il momento che voglio dipingere e di conseguenza la luce a cui deve tendere ( fredda o calda ) perchè questo determina le tinte da usare.
    Grazie ancora
    Roberto

  34. Stupefacente è la perizia tecnica raggiunta in un così breve lasso di tempo (sette anni) e se non sbaglio da autodidatta.Come hai fatto?

  35. Complimenti vivissimi per le tue opere sono bellissime danno davvero la sensazione di essere “al’interno” della natura ovvero partecipi di essa e non invece spettatori passivi. Oltre a questo aspetto già di per se innovativo, mi pare geniale anche la possibilità con i compositi di modificare la posizione delle singole tele ottenendo in tal modo un’opera “dinamica” mutabile nel tempo, se dovessi definire con una sola parola il tutto direi che tu potresti essere il capocorrente del “dinamacrorealismo” o macrorealismo dinamico che dir si voglia, ancora grazie per ciò che fai, continua così non potrai che far meglio. Ciao Roberto da Ubaldo

  36. Ciao Ivonne e Ubaldo,
    vi ringrazio molto per i complimenti e per le osservazioni. Mi fa piacere che condividiate con me i vostri pensieri, soprattutto se considero che sono per voi uno sconosciuto.
    Per quanto riguarda l’idea di creare una nuova corrente o movimento, che abbia come fulcro il dinamismo dell’immagine non lo escludo, dipende da come andrà quando mi presenterò al pubblico. Nel 2007 ho depositato un brevetto di utilizzo, registrando la scomposizione dell’immagine dipinta, sotto la voce “ quadro composito “. Ubaldo, l’ unico scopo del brevetto è evitare che qualche artista più famoso ( …non ci vuole molto se consideri che sono nessuno ) mi possa rubare l’idea e presentarla prima di me. Il dipinto composito ha bisogno di un supporto che sorregga le tele e i prototipi fatti in questi anni non mi hanno soddisfatto. Mi serve una cosa sciopetonante e purtroppo non è semplice, perchè devo sempre aspettare 6-9 mesi e sentire continue scuse prima di avere un prototipo.
    Io però non mi arrendo
    Per quanto riguarda la tua domanda Ivonne, purtroppo non ho una risposta. Penso che qualche cosa fosse già dentro di me, perchè se guardi le rose bianche dell’intervista, sono state terminate a novembre del 2006, ossia neanche due anni da quando avevo comperato i miei primi colori ad olio, nel gennaio del 2005 ( http://www.robertocampanerut.it ). Le uniche cose che ti posso dire è che sono attratto dai colori, non concepisco il “ non essere capace” ma concepisco il “ capire come fare” e siccome per me “ la più grande debolezza sta nella forza stessa “ l’approccio deve essere sempre umile ma senza paura.
    Ivonne e Ubaldo, voi cosa fate ?

  37. Bravissimo Roberto! le tue opere sono meravigliose ..complimenti.

  38. complimenti!!!!!meravigliosi …
    le gocce poi ..sembrano vere.bravo davvero bravo

  39. claudia dice:

    Che dire.. sono senza parole da tanta maestria, tecnica, disciplina; lavoro impeccabile ed armonioso, la natura ha trovato un ottimo e degno rappresentante grafico. Non riesco a dire qual’è l’opera che ho preferito perchè mi hanno commossa tutte quante. Un Artista di grande talento

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