L’uso dell’inchiostro nella Pittura ad Olio

Problema inchiostro nella Pittura ad Olio
Oggi vorrei parlarti di un problema che ha avuto qualche tempo fa Walter e che potrebbe accadere anche a te.

Problema

Immagina di aver speso un mese per dipingere un quadro come questo.

Divine Inspiration of Music

Immagina di essere arrivato quasi alla fine e mancano solo gli ultimi ritocchi. La mattina arrivi davanti al cavalletto e scopri quello che nessun pittore credo voglia trovare su una sua tela.

Problema inchiostro nella Pittura ad Olio

L’intero disegno del dipinto, ripassato ad inchiostro, è riemerso dallo strato pittorico rovinando il lavoro di diverse settimane.

Come si evita un problema come questo?

Compatibilità dell’inchiostro con la pittura ad olio

La prima cosa che ti chiedi è se hai fatto bene a ripassare il disegno con l’inchiostro. In realtà, la pratica di ripassare un dipinto ad inchiostro è abbastanza comune e aiuta a mantenere il disegno ben visibile quando si comincia a dipingere. Lo stesso Walter ha usato questa pratica su diversi dipinti senza mai riscontrare problemi. Molti utenti del forum hanno imparato questa pratica guardando i video di Alexei Antonov, un artista russo che vende corsi di pittura online basati sulla tecnica degli antichi maestri fiamminghi. Non ho trovato nessuna documentazione che certificasse l’uso di questa pratica da parte degli antichi maestri fiamminghi, però ne ho trovato testimonianza nel Libro dell’Arte di Cennino Cennini:

Come principalmente si disegna in tavola con carbone, e rafferma con inchiostro.

Sendo ben raso il gesso e tornato a modo d’avorio; la prima cosa che dèi fare, si vuole disegnare la tua ancona, o ver tavola con quelli carboni di salice, che per addietro t’insegnai a farli. Ma vuolsi legare il carbone a una cannuccia o ver bacchetta, acciò che stia di lungi dalla figura; ché molto ti giova in nel comporre. E abbi una penna appresso; ché quando alcun tratto non ti venisse ben fatto, che coi peli della detta penna possi torlo via e ridisegnarlo. E disegna con leggier mano, e quivi aombra le pieghe e i visi, come facessi col pennello, o come facessi con la penna che si disegna, a modo si penneggiasse. Quando hai compiuto di disegnare la tua figura (spezialmente che sia d’ancona di gran pregio, che n’aspetti guadagno e onore), lasciala stare per alcun dì, ritornandovi alcuna volta a rivederla, e medicare dove fusse più bisogno. Quando a te pare che stia presso di bene (che puoi ritrarre e vedere, delle cose per altri buoni maestri fatte, che a te non è vergogna); staendo la figura bene, abbi la detta penna, e va’ a poco a poco fregandola su per lo disegno, tanto che squasi dimetta giù il disegno; non tanto però, che tu non intenda bene i tuoi tratti fatti. E togli, in uno vasellino, mezzo d’acqua chiara e alcune gocciole d’inchiostro; e con un pennelletto di vaio puntìo va’ raffermando tutto il tuo disegno. Poi abbi un mazzetto delle dette penne, e spazza per tutto ’l disegno del carbone. Poi abbi un’acquerella del detto inchiostro, e con pennello mozzetto di vaio va’ aombrando alcuna piega e alcuna ombra nel viso. E così ti rimarrà un disegno vago, che farai innamorare ogni uomo de’ fatti tuoi.

Non esistendo al tempo di Cennini le matite come le conosciamo oggi, venivano utilizzati al loro posto dei carboncini fatti con i rami di salice. Finito il disegno, si usava ripassarlo con un inchiostro usando un piccolo pennello di vaio e dell’inchiostro diluibile in acqua. Alla fine si rimuoveva il carboncino in eccesso con delle penne di animali.

In base a queste testimonianze storiche possiamo rispondere alla domanda di cui sopra sostenendo che eseguire un disegno a carboncino o matita e ripassarlo ad inchiostro non solo è una pratica lecita ma ha anche una tradizione antichissima.

Ma se usare l’inchiostro è lecito, come si evita il problema riscontrato da Walter?

Soluzione

Il problema non è nell’uso dell’inchiostro ma del tipo di inchiostro usato. L’inchiostro presente in alcuni pennarelli tendono a riaffiorare e talvolta ciò può accadere anche con la matita. Nel libro The Oil Painting Book Bill Creevy scrive:

Graphite pencils are not recommended for underdrawings for oils.. because the graphite has a tendency to rise up through the layers of oil paint and, in time, to show through on the surface of the dried painting. The same thing happens on an even more drastic scale with felt-tip markers… they come right through even the most opaque colors. For pen and ink drawings it is best to stick to India ink.

Sul forum Marco Maria Fenocchio, che ha una lunga esperienza in materia, ha scritto:

Anche a me sono riaffiorati i tratti disegnati con certi pennarelli, penso che il fatto dipenda dalla solubilità del colorante del pennarello nel veicolo oleoso dei colori sovrapposti che fa migrare il disegno sottostante fin sopra il dipinto finito, anche con colori coprenti e abbastanza spessi. Le penne biro sono un disastro. Allora ho notato che i pennarelli Stabilo solubili in acqua, i colori a tempera diluiti in acqua e anche l’inchiostro ad acqua (quello dei tempi di Cennini era un composto gallo-tannico ferroso in gomma arabica) non fanno questo guaio perché i leganti all’acqua come le gomme naturali o le resine sintetiche come gli acrilici non si sciolgono nei grassi. Ma se la tela è preparata chiara e abbastanza secca si può anche disegnare con la matita di grafite un po’ dura come H o HB, o anche con una mina di Piombo che lascia una traccia nero-grigia che non va via. Su una preparazione chiara a gesso e colla avevo disegnato con una barretta di ottone con la punta leggermente arrotondata, il segno era bruno scuro incancellabile. Se la tela è scura va bene la matita bianca o un gessetto. In molti casi va meglio un disegno accennato non rifinito piuttosto che un profilo troppo rifinito.

Ora riguardo all’uso della matita molti cercano di evitare il contatto tra matita e pittura usando del fissativo. Ripassando l’inchiostro sulla matita si ottiene più o meno lo stesso effetto perchè l’inchiostro seccando trattiene le particelle di grafite che non andranno così a mescolarsi con la pittura. L’inchiostro d’India o di China è ideale per ripassare il disegno, sono inchiostri non aggressivi e diluibili in acqua proprio come quelli che utilizzava Cennino Cennini.

Personalmente io utilizzo l’inchiostro da disegno della Winsor & Newton di colore marrone scuro (Nut Brown) e posso assicurare che non causa questo problema. E’ un inchiostro solubile in acqua del tipo descritto da Bill Creevy e da Cennino Cennini. Qui di seguito vi riporto la foto dell’inchiostro che utilizzo con il pennino che generalmente uso per ripassare il disegno. Ho scoperto sulla mia pelle che avere un pennino adatto è importantissimo affinchè l’inchiostro non sbavi, le linee siano sottilissime e sia facile da maneggiare. Ho cambiato tre o quattro pennini prima di trovare quello a me più congeniale.

Penna ed Inchiostro

Aggiornamento 27/11/2013

In genere non dipingo mai sulla tela (o cartone telato) così come si acquista in commercio. Il motivo e che è troppo assorbente, quindi applicando il colore ad olio sopra, dopo qualche giorno si prosciuga perdendo così brillantezza e diventando così spento che compromette la buona riuscita dell’opera. In questi giorni, per fare un esperimento ho provato ad usare l’inchiostro su un cartone telato così come acquistato nel negozio. Ho potuto così verificare quanto siano assorbenti le imprimiture universali bianche che li ricoprono. Solo appoggiando il pennino con un pò di inchiostro questo si espandeva in maniera incredibile. A mio avviso questa è la prova tangibile di come non si dovrebbero mai usare i cartoni telati o le tele così come si acquistano in commercio. Bisogna sempre dare un paio di mani di imprimitura con gesso acrilico, gesso e colla o altro.


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Commenti

  1. Ciao Salvatore,ottimo e utile articolo,illustra in modo esaudiente la procedura e i materiali adatti per iniziare correttamente un dipinto,al fine di non avere sorprese spiacevoli a dipinto quasi ultimato,tipo quelle capitate a Walter e in parte anche a Cinzia nel dipinto in questione. Da parte mia posso confermare quanto hai scritto, in quanto, avendo usato una penna stilografica,con ricarica di normale inchiostro,per ripassare il disegno dello stesso dipinto, non ho riscontrato alcun problema. Grazie,a presto,ciao. Piergiorgio

  2. grazie a te

  3. Ciao, come sempre il tuo blog è un’ottima guida 🙂

  4. elisabetta crisponi dice:

    Personalmente ad esempio io ripasso sempre con bruno di van Dyck mooolto diluito con trementina e pennellino tondo piccolo,in questo modo il disegno rimane non perdo i punti di riferimento ma tutto verrà coperto e tutto rimarrà compatibile.

  5. Caro Salvatore e cari amici,
    confesso che non conoscevo questa pratica dell’uso dell’inchiostro.
    Interessante. Io ho usato a volte la catramina, leggendo sul manuale di pittura che il Rembrandt e a altri usavano il bitume per abbozzare le loro opere.
    Non so se proverò questa tecnica in quanto io non eseguo mai un disegno su tavola o tela anche in caso di ritratti, ma non perchè mi ritengo bravo, ma solo per un gusto personale nel dipingere e veder nascere pian piano il dipinto. Questa scelta l’ho fatta per motivi di tempo e perchè in passato provai a fare un disegno su tela e dopo aver passato il fissativo spray , il pennello con il colore ad olio non mi scorreva…forse avrei dovuto aspettare un giorno prima di dipingere? Forse si!
    Grazie comunque Salvatore per i tuoi sempre più preziosi consigli.
    Luca

  6. Ciao sono Rosy,
    non sono una pittrice e non ho fatto scuole, mi diletto a dipingere qualche tela quando ne ho tempo e proprio ieri mi è venuta l’ispirazione per dipingere qualcosa, anzi ieri ho preso due tele una per me che non ho combinato nulla ed una per mia figlia di 4 anni che ha realizzato un bellissimo dipinto ed oggi lo ha portato a scuola per farlo vedere alla maestra. A parte questa mia esternazione, volevo dirti che mi è stato molto utile questo post, perchè io di solito uso il gessetto per fare una bozza proprio per non fare vedere la matita dopo, anche se io uso i colori acrilici, e col gessetto alcune volte non riesco a vedere bene il disegno perchè non resta impresso e quindi se riprendo la tela magari un giorno successivo si è cancellato qualcosa. Inoltre a casa ho una boccetta di inchiostro di china e pure il pennino che avevo utilizzato tempo addietro per scrivere a mano le mie partecipazioni di matrimonio e credevo che non avrei più avuto l’occasione di utilizzarlo. Una domanda a volte ho disegnato sulla tela con la matita ma se sbaglio e devo cancellare non si cancella del tutto il tratto, anche se è leggero. Io uso matite morbide è forse questo il problema? Grazie Ciao

  7. Non mi dispiace come effetto grafico che il disegno “scavalchi” il dipinto. Certop dal punto di vista pittorico se non si voleva questo effetto é del tutto sgradevole. ma alla luce del risultato finale si potrebbe “pilotare” questo inconveniente a proprio favore.

  8. Zephyrine dice:

    Bellissimo ed esauriente articolo!!
    Volevo aggiungere che io ho sempre usato ed uso la vecchia carta copiativa per macchine da scrivere (non a base grassa) che ha il vantaggio di non dover ripassare nuovamente il disegno e non ho mai avuto problemi di riaffioramento.
    Poi , leggendo i commenti sopra, c’è da dire che non è necessario disegnare direttamente su tela ( se lo si vuol fare si usa il carboncino e volendo lo si fissa) basta farsi il bozzetto su carta per poi riportarlo sul supporto desiderato senza il patema d’animo delle cancellature e dei ritocchi vari che potrebbero rovinare la tela o dare problemi di adesione con i colori.

  9. In luogo dell’inchiostro e per la pittura a olio, molti pittori contemporanei usano invece definire l’intero disegno e relative tonalita’ con acrilico.
    Forse questa e’ una valida alternativa…?

  10. xElisabetta Crisponi: si è una possibilità. Con penna e inchiostro si è più rapidi e precisi, ma ripassare a pennello va bene uguale.

    xLuca: si può essere il fissativo. Però il tuo approccio è praticato da molti, diciamo da chi ha molta mano nel disegno.

    xRosy: hai visto … tutto torna utile. Per disegnare su tela le matite morbide (diciamo 2B) sono ideali. Proprio perchè morbide fanno un tratto più spesso ma più facile da togliere, rispetto alle dure (quelle H per intenderci) che sono più sottili ma più difficili da rimuovere. Il punto è che disegnando a matita direttamente su tela è facile fare molti sbagli e per quanta tenacia si metta rimangono sempre i segni, qualunque matita si usa.

    Per ovviare a ciò conviene sempre fare il disegno su un foglio a parte (se la tela è grande metti insieme più fogli A4 con lo skotch). Quando sei soddisfatta con il disegno lo trasferisci su tela con carta grafite. Attenta carta grafite non carta copiativa che ha l’inchiostro e poi si presenta il problema di cui sopra. Se non trovi la carta grafite (la vendono su ebay) allora prendi una matita 4B e con pazienza riempi tutto il retro del disegno facendo un pò di pressione e poi mettilo su tela e ricopia il disegno.

    Questa tecnica di fare sempre il disegno a parte lo suggerisce anche Leonardo … poi se ce ne sarà occasione troverò il testo dove lo dice.

  11. xMichele Franco: le vie dell’arte sono infinite 🙂

    xZepherine: vedo solo ora che hai anticipato quanto detto.

    xAlex: si è una valida alternativa.

  12. Ciao Salvatore, come sempre proponi argomenti interessanti. Da tempo uso la china e la faccio usare ai miei alunni quando eseguiamo la tecnica dei fiamminghi. In tanti anni non mi è mai successo l’inconveniente di cui si tratta. Ricordo, però, che una mia alunna, dopo aver fatto asciugare il quadro, aveva firmato, di traverso su tutto il retro della tela, con un pennarello; la sua firma a distanza di qualche giorno, è apparsa appunto di traverso sul davanti del dipinto. Un bel guaio a cui non abbiamo potuto porre rimedio in nessun modo. Un caro saluto!

  13. vincenzo dice:

    anch’io (adesso in pensione, autodidatta e appassionato pittore) ho alcune volte rovinato un mio dipinto per via del riaffiorare della matita utilizzata per il disegno sul dipinto finito. utilizzerò i consigli dell’articolo. grazie

  14. Ciao Anna Maria,
    Felice di risentirti, come stai?
    Probabilmente ti è sfuggito che il problema non c’è se usi l’inchiostro di china, infatti nell’articolo viene proprio suggerito il suo uso per evitare il problema. Il problema c’è con quei pennarelli tipo marker, penne biro, ecc.

    Non l’ho scritto nell’articolo ma alla fine Walter ha risolto il danno ripassando con il colore lungo le linee uscite fuori. A lui il problema si è risolto subito. A Cinzia che ha avuto il medesimo problema, ha ripassato il colore ma le linee sono venute di nuovo fuori. Chissà poi come è andata a finire.

  15. Proverò anch’io con questo inchiostro, visto che ho avuto questo problema.Sei geniale come il solito.

  16. caterina dice:

    non avevo mai usato questa tecnica nei miei lavori,infatti uso la stessa procedura di Luca, comunque grazie i vostri consigli mi sono stati sempre molto utili

  17. ciao Salvatore, io ho diversi modi per evitare questo problema.
    1- lo spolvero
    2-gessetti o su tela biancha oppure su tela con un fondo scuro
    3-con matite colorati
    4-colori ad olio che puoi anche correggere nello stesso momento
    come ben detto da te nell’arte non ce limite di fantasia, buon divertimento.

  18. Vincenzo dice:

    Ottimo articolo. A dire il vero, ho ancora pochi dipinti ad olio alle spalle essendomi da poco avvicinato alla pittura ma quei pochi fatti, ad esempio frutta e calici, ho purtroppo ripassato il disegno con una normale penna Bic. Al momento, sono passati alcuni mesi, non è riaffiorato nulla. Ora però, terrò il dipinto sotto controllo.

  19. Caro Salvatore, “ho memorizzato il tuo prezioso consiglio, mettendolo insieme agli altri ricevuti”. Sono tutte accortezze che non ho avuto ancora il piacere di sperimentare, perché mi sto ancora allenando con riproduzioni eseguite con il carboncino. Ciao Salvatore, grazie per esserci sempre vicino, con i tuoi consigli. un abbraccio Paola

  20. scipione dice:

    salve, io uso la matita 2B e fisso il disegno con la lacca per capelli: mi trovo benissimo senza problemi

  21. Interessantissimo anche se io non faccio mai il “disegno” sulla tela…. Lo schizzo lo faccio a pennello con una tinta diluita compatibile con quelle reali che userò dopo… Se sbaglio toglio velocemente con uno straccetto….
    Ovviamente il fondo deve essere più che asciutto.
    Comunque non si sa mai…proverò!

  22. Giulia Abatangelo dice:

    Ciao Salvatore molto interessante ,io faccio cosi’ prima dipingo la tela con un colore acrilico marrone poi diluisco il bianco con olio e poi faccio lo schizzo sul quadro mi piace molto leggere tutti gli argomenti che scrivi un caro saluto Giulia

  23. Ciao Salvatore, seguo tutti i tuoi servizi e cerco di arricchire la mia povera tecnica perché ho iniziato da poco a “sporcare le tele”. A proposito di preparazione della tela, ho visto nei video di alcuni artisti stranieri (Igor Saharoff) adoperare un prodotto passare con un pennello sulle tele prima della stesura del colore. Il pennello viene intinto nel liquido che si presenta acquoso e viene contenuto in una comune scodella poi passa con il colore. Ti chiedo di conoscere la tecnica e di quale medium si tratta. Grazie

  24. Ciao Salvatore,
    anch’io uso la china color seppia, non ho avuto problemi da te descritti, ma ho notato che se si usa senza diluire con l’acqua, bisogna dare abbastanza materia per coprire.
    Per un dipinto a velature, per esempio, conviene diluirlo molto.
    Grazie

  25. francesca mele dice:

    I tuoi consigli e suggerimenti sono veramente utili! sei un grande! leggo e studio tutto ciò che ci invii, anche se non sempre rispondo, GRAZIE MILLE

  26. antonio61 dice:

    Sono sempre stato sempre attento a fare in modo di non marcare il disegno sottostante alla pittura tanto che negli strati pittorici perdevo il tracciato del disegno e cosi seguendo i vostri consigli mi sono procurato l’inchiostro di china che devo ancora provare perchè non sono molto costante nelle mie sedute pittoriche

  27. Anche a me è capitato un problema simile in un ritratto. Avevo disegnato le sopracciglia con un pennarello per definirle meglio ma poi, anche con molti strati di pittura sopra, rispuntava l’inchiostro. Insomma avevo creato in questo modo la classica crosta

  28. Salve. Qualche tempo fa, avendo lasciato in giro l’astuccio delle matite di grafite ho usato le matite acquerellabili. Ebbene funziona. Se sbaglio basta bagnare con l’acqua e togliere con uno straccetto. Poi fissatore ecc..

  29. Ciao,
    Volevo sottolineare che il disegno a matita ripassato ad inchiostro non è l’unico metodo da usare per forza. E’ una delle possibilità. Come diceva qualcuno si può ripassare il disegno ad olio, disegnare direttamente ad olio, passare il fissativo sopra la matita (devo dire che a volte da problemi di fluidità del pennello come scriveva qualcuno).

    Volevo poi precisare ad Antoon come già fatto prima ad Anna Maria che gli inchiostri che potrebbero dare problemi (uso il condizionale), sono le penne sfere, pennarelli ecc. La China va bene … se leggete bene l’articolo io la propongo proprio come soluzione.
    Altra cosa che vorrei precisare è che non è detto che usando sempre biro e pennarelli senza mai aver avuto problemi … significa non averne in futuro. Lo stesso Walter sostiene di aver sempre usato biro e pennarelli senza problemi in passato … poi invece il problema si è presentato.
    Credo che entrano in gioco anche fattori atmosferici come umidità, temperatura che influiscono sul fenomeno. Non ho molte competenza chimiche, però, per approfondire quest’aspetto.
    xRosario: credo sia gesso acrilico

  30. Ciao,
    dimenticavo … Walter ha risolto il problema ripassando con il colore sopra le tracce di penna. Cinzia che ha avuto lo stesso problema ha dovuto ripassare più volte con gran testardaggine. Probabile Daniela che se tu avessi insistito come Cinzia forse avresti risolto il problema. Difficile dirlo.
    Grazie a tutti per i commenti.

  31. Io per risolvere questo problema uso due tecniche differenti:
    la prima, eseguire il disegno con un colore acrilico (solitamente un grigio fumo o una terra) il colore a olio non scioglie l’acrilico, in alcuni casi, però, se vengono usati colori trasparenti o semi trasparenti il disegno può ricomparire… la seconda tecnica è eseguire il disegno a matita e poi passare uno strato di vernice trasparente opaca, in questo modo si evita il riaffioro…

  32. vito di giuseppe dice:

    Interessante come tutti gli articoli, anche se il problema non mi si presenta in quanto, generalmente, non faccio il disegno ne a matita ne tantomeno a china. Mi traccio le sagome con colore ad olio molto diluito e poi lo dettaglio successivamente

  33. Ciao a tutti, io sono nuova in questo blog, e lo trovo molto interessante….
    Intanto grazie a tutti per i preziosi consigli (non è da molto che dipingo, per cui mi è utile sentire i vari punti di vista)….
    Fino ad ora non ho mai sperimentato questa tecnica di ripassare il disegno con l’inchiostro. Io, in genere, faccio il disegno a parte, con il carboncino, e poi lo trasferisco sulla tela con la carta grafite. Il disegno rimane abbastanza delicato (tant’è che a volte mi resta perfino un po’ difficile vederlo) e non si cancella più però, almeno finora, non traspare poi dal colore.
    Ah dimenticavo!!! sopra il disegno passo uno strato di lacca per capelli (come fissativo) + un medium diluito in acqua, che regolarmente faccio asciugare molto bene prima di iniziare a dipingere.

  34. giuseppe loco dice:

    complimenti.

  35. Scusa Salvatore, avevo capito il tuo articolo, la mia voleva essere solo una testimonianza- conferma di quello che avevi scritto. Ciao e comlimenti

  36. nivesguicciardi dice:

    Sempre molto interessante questi articoli ne faccio tesoro per il mio poco tempo che ho per dedicarmi alla pittura. ciao nives

  37. antonietta dice:

    Grazie per i tuoi consigli conservo sempre le tue lezioni per po legggerle o imparato molto da te ,se avessi piu tempo farei molto meglio,saluti amico,

  38. Ciao a tutti,
    prima di tutto complimenti per il blog e complimenti a Salvatore, è sempre un piacere leggere i suoi spunti.
    Il problema io l’ho risolto usando la sepia rossa o la sanguigna.
    Di solito faccio il chiaroscuro con una terra di Siena molto diluita e quando passo sopra alle linee vengono coperte quasi completamente, si intravedono quel poco che basta per poterle usare da guida nella fase di colorazione.

  39. antonella dice:

    Anche io uso l’inchiostro per ripassare il disegno fatto a matita (matita che poi vado a cancellare), grazie per i consigli sulla tipologia di inchiostro più adatto allo scopo e la puntualizzazione sul pennino (che in verità mi crea spesso problemi).

  40. Ciao a voi

    Per il disegno sulla tela sto lavorando con una voce di sylver matita … soldi … anche se non viene cancellata correggere i miei errori con gesso.

    Non sembra affatto alla fine di una tabella.

    Scusa la mia traduzione ….

  41. Grazie Salvatore per l’interessante articolo. Avendo da poco iniziato con la pittura a olio, non ho consigli da offrire. anzi vorrei chiedere ai partecipanti al forum se mi possono suggerire il pennino più adatto per l’inchiostro su tela perché con quello che ho utilizzato i segni sbavavano e non venivano sottili. In alternativa quale pennarello posso usare che non lasci trasparire il segno anche nella fase finale? Ciao e grazie a tutti.

  42. enrico viscardi dice:

    un maestro che faceva dipinti molto fini e dettagliati mi insegnò a usare la MATITA CHIRURGICA per fare il disegno su una tela liscia e non ho avuto nessun problema. E’ anche divertente per fare tatuaggi, ma anche per fare segni sul modello che aiutino il neofita a capire meglio le proporzioni; attenzione però che alcune modelle esigono poi di essere insaponate per bene…

  43. Acquarius dice:

    Grazie Sasà, articolo interessantissimo come tutti quelli precedenti.
    Ho seguito sul forum le peripezie di Walter e di Cinzia e sono contenta che abbiano risolto.
    Io trasferico il disegno con la carta grafite e, anche se a volte è difficile da seguire, non ho mai ripassato con inchiostro proprio per paura che riaffiorasse il disegno. Proverò a seguire i tuoi consigli e userò l’inchiostro di china. Ciao e ancora grazie, Lorena.

  44. Liliana Giampaoli dice:

    Liliana
    Ho inviato un messaggio su Twitter, ma non so se è arrivato . Laureata in Matematica e Fisica all’età giusta, sono una pluridiplomata all’Accademia di BB.AA. statale, Quadriennio Pittura e Biennio specialistico “Arti visive e Linguaggi Multimediali”(dopo la pensione). Ho ancora da imparare moltissime cose , da tutti anche se autodidatti. Ho trovato l’articolo molto interessante , ma non solo questo, tutti quelli pubblicati . Sulla tela pronta oppure preparata da me con gesso di Bologna e colla di coniglio, disegno direttamente con una 2B oppure trasferisco il disegno con una carta tipo grafite . Prima di ridisegnare i contorni col pennello e colore, cancello il disegno con la gomma fino a lasciarne una traccia appena visibile, in modo da evitare che l’eccesso di grafite si mescoli col colore. L’uso del lapis è utile perchè il disegno si può cancellare e modificare come si vuole , prima di passare al colore. Per me sono indispensabili solo i contorni, per il resto procedo col colore , in particolare con le velature. C’è qualche articolo sulla tecnica delle velature?Un grazie sentitissimo a Salvatore D’Angelo per il Blog e tutti gli articoli pubblicati che seguo assiduamente.

  45. Sergio ranalli dice:

    Perché ripassare con la china!
    Io i disegni li faccio prima a matita ben eseguiti, poi applico una soluzione di : 1/2 olio di lino, 1 di trementina e 1 di liquin (indurente) verso nello proporzioni indicate e li verso in un vasetto ermetico.
    Ecco come procedo:
    prendo una piccola quantità di questa soluzione con il pennello e lo metto sulla tavolozza.
    Un pò di colore blu cobalto scuro della Mamieri, un piccola quantità di terra d’ombra bruciata e li mescolo assieme in modo da i colori rendere i colori fluidi.
    Con un pennellino tipo 0 o doppio 0 ripasso i contorni e anche qualche sfumaturina alle ombre magari con un pennello più grande.
    Senza troppo aspettare con la stessa soluzione, se non mi è sufficiente quella preparata prima, aggiungo dell’altra soluzione con gli stessi colori, in modo da renderli fluidi ripasso un particolare alla volta. Subito dopo aggiungo il bianco di zinco sulla tavolozza e lo miscelo con il grigiasco scuro che mi era rimasto sulla tavolozza in modo da rendere il bianco un pò spento e fluido.
    Devo avere attenzione a definire bene i contorni passando il bianco sopra la velatura effettuata prima.
    Passato il bianco accento le ombre con miscelati il blu e terra d’ombra bruciata questa volta senza liquidi.
    Occorre regolarsi con i mezzi toni e dare le sfumatura con un pennello pulito ed asciutto, aggiungere il bianco di zinco puro senza diluirlo ove vi è luce
    Dopo questo passaggio si può andare avanti con gli altri particolari sempre uno alla volta, se questi dono discretamente grandi.
    Effettuata tutta la tela e gli sfondi, si può dare il colore molto diluito con la soluzione che avevamo preparato. Ripassare qualche ombra se occorre rendendo il colore miscelato sempre con blu cobalto scuro e terra d’ombra bruciata, sfumare con pennello asciutto, dare i tocchi di luce con bianco di zinco puro, E possibile ripetere questa operazione dopo un paio di giorni.
    quando il quadro è finito e asciutto massimo 3 /4 gg potete passare la soluzione senza colore su tutto il quadro
    Sergio

  46. Vincenzo Fontanarosa dice:

    Ciao Salvatore…È sempre un piacere leggere con calma i tuoi articoli e le opinioni di tutti su questo particolare argomento…
    Per mia esperienza diretta e come ha gia detto qualcuno, essendo un veterano geometra in materia di inchiostro di china io lo utilizzo da tempo e tranquillamente mi sono trovato sempre bene. Ho anche esperimentato su tela la sanguigna per fare prima un abbozzo guida di massima, con la tecnica del guazzo, riportando semplicemente i contorni di quello che avrei successivamente rifinito e dipinto con i colori ad olio…Raramente mi avvalgo di carta di grafite o copiativa…Più naturale è la tecnica dei primi tratti da inchiostrare, più lineare e pulito sarà il dipinto….Non escludo però l’ipotesi di adottare anche il tuo metodo che è alquanto utile…con stima Vincenzo. …

  47. Ciao,
    Leggendo tutti voi è venuto praticamente fuori un altro articolo su come ottenere il disegno su tela. Volendo riassumere possiamo dire:

    1. C’è chi come me usa matita ripassata ad inchiostro di china
    2. C’è chi usa il fissativo sopra la matita
    3. C’è chi disegna direttamente ad olio
    4. C’è chi usa la sanguigna (mi chiedo se potrebbe avere gli stessi problemi della grafite)
    5. C’è chi disegna a matita e ripassa il disegno con un colore (olio o acrilico) o un mix di colori e un pennello fine
    6. Qualcuno disegna anche con la punta d’argento

    E’ proprio vero … se chiedi una cosa a 100 artisti diversi otterrai 100 risposte diverse. Cmq, grazie a tutti per i vostri commenti … mi anno dato la possibilità di fare una panoramica delle varie possibilità che si hanno

  48. Consigli utili come sempre, grazie. A me è successo un po il contrario. Il mio caro papà suonava il violino e dopo la sua dipartita ho voluto dedicargli un dipinto che raffigurasse il suo violino poggiato sullo spartito del nabucco di Verdi che era solito eseguire. Il fondo dello spartito l’ho dipinto mescolando un po di ocra giallo con bianco di zinco ottenendo una tinta chiara. Dopo circa 2 mesi, a pellicola pittorica abbastanza secca, ho trascritto musica e testo servendomi di una penna PILOT M di cui non so che carica d’inchiostro usa. Trascorso circa 1 anno il tratto di penna che prima era carico e netto, si è man mano sbiadito e reso sfocato. Credo che far un po si renderà illeggibile. Cosa posso usare per riscrivere il tutto in modo che resti tal quale al primo giorno? Un grazie in anticipo.

  49. Perchè devi usare un pennarello per fare questa cosa? Potresti usare un pennellino 000 con pittura a olio.
    Walter ha eseguito un dipinto con uno spartito forse ti può aiutare. Ho chiesto di rispondere qui sul blog.

  50. la prossima volta sintetizzate che ciò speso un mese solo per leggere tutta sta roba!! 🙂

  51. chiedo scusa per il post sopra, assolutamente non voluto. L’articolo è ottimo come sempre.

  52. xStefano: no problem, si era capito che era uno scherzo.

    xAntonio: Walter dice che ha usato un pennino come quello che vedi nell’articolo, solo che al posto del colore ha usato il colore ad olio come fosse inchiostro.

  53. Ciao Salvatore. Spesso do una prima mano composta da stucco per legno e colla vinilica. Il fondo cosi trattato risulta più omogeneo ed i pori della tela vengono perfettamente chiusi. In altri casi, in cui voglio vedere la trama della tela, sul disegno stendo due mani di acrilico color terra oppure ocrato ma non troppo scuro da cancellare il disegno. La trovo un ottima base anche per i dipinti ad olio. Infatti olio su acrilico è perfetto, il contrario diventa una tragedia! Buon lavoro!!

  54. Non utilizzo la pittura ad olio con inchiostro, preferisco dipingere usando pigmenti miscelati ad olio di lino. Spesso aggiungo un tocco di aceto che rende il composto antiossidante. Le tele le realizzo comprando tessuto da tappezzeria, è molto resistente e spesso viene utilizzato per le scenografie. La pittura ha bisogno di tanta pazienza e serenità. Io nel mio blog cerco di raggruppare le notizie che ritengo piu’ rilevanti e sto raggruppando i miei lavori.

  55. Filippo dice:

    Io chiedo, secondo voi usare una penna a china è la stessa cosa di usare stilografica con inchiostro a china?

  56. Ciao,
    Sinceramente non credo sia importante la penna che si usa quanto l’inchiostro che se è di china credo non debba dare problemi.

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