La guida definitiva alla conservazione dei colori ad olio

Conservazione dei colori ad olio in acqua

Devi dipingere un quadro in più sessioni ma sei stanco di preparare ogni volta le miscele? Ad ogni sessione le miscele non vengono mai uguali a quelle precedenti? Vorresti conservare i colori tra una sessione e l’altra ma non sai esattamente quale metodo usare? I colori costano troppo e vorresti evitare di buttare via il colore non usato quando hai finito di dipingere?

Su questo blog e sul forum di Disegno & Pittura abbiamo parlato spesso di conservazione dei colori e dei diversi metodi esistenti. Purtroppo non esiste un metodo adatto ad ogni occasione e ciascuno ha i suoi pro e contro. Conoscere questi pro e contro ti aiuterà ad usare il metodo giusto nell’occasione giusta.

I colori ad olio tendono a seccarsi con il tempo a causa dell’ossigeno dell’aria che innesca un processo chimico che crea dapprima una pellicola sul colore per poi seccarlo completamente. A differenza degli acrilici e dell’acqurello i colori non asciugano per evaporazione, ecco perchè impiegano più tempo ad asciugarsi. Inoltre, anche la luce svolge un ruolo siccativo nei loro confronti. Quindi un buon metodo di conservazione deve evitare che l’ossigeno entri in contatto con il colore e che questi sia ben protetto dalla luce.

    1. Il tubetto di colore. E’ il miglior metodo di conservazione in assoluto. Non è un caso che viene scelto dalle industrie per conservare il colore che acquisti nei negozi. All’interno del tubetto il colore può durare mesi se non anni. In quest’articolo spiego come confezionare il colore con tubetti. Su molti siti questo metodo viene descritto come costoso e, fino a poco tempo fa, anche io ero convinto di ciò. Ma gli amici del forum mi hanno segnalato un sito dove è possibile acquistarli ad un prezzo vetamente basso. Il confezionamento dei colori richiede tempo, quindi è impensabile usarlo ad ogni sessione di pittura. Inoltre, poichè i tubetti sono di minimo 20 ml bisognerà preparare tanto colore da usare sicuramente per più dipinti. Quindi è da escludere l’uso di questo metodo all’inizio della prima sessione di pittura di ogni dipinto. Io credo che conviene usare questo metodo per confezionare tinte create da noi che usiamo spesso in dipinti diversi come ad esempio toni di grigio o bruno per le grisaglie o per tinte base dell’incarnato.
    2. Ballotte di plastica. Credo che, dopo il tubetto di colore, sia il metodo più longevo che ho sperimentato. Questo metodo è stato proposto sul blog da Marco Maria Fenocchio ispirandosi ai manuali antichi di pittura dove si consigliava di usare budella di animali opportunamente trattati per conservare il colore. Marco ha semplicemente rimpiazzato le budella con pellicole di plastica tipico dei pacchi di carta igienica. In quest’articolo viene spigato con precisione il metodo. Ho potuto verificare che il colore dopo più di due mesi di conservazione era ancora perfetto. Vorrei solo aggiungere una variante al metodo descritto da Marco. Dopo aver bucato le ballotte conviene tapparle con nastro adesivo giallo cosi da evitare il contatto tra ossigeno e colore quando si ripone la ballotta nel contenitore. Se la durata è un punto di forza di questo metodo la sua esecuzione è il suo punto debole, per i tempi di realizzazione non rapidissimi. Io credo sia improponibile ripetere questo metodo ad ogni sessione di pittura di un dato dipinto. Io credo che quando si comincia un dipinto sia utile preparare le tinte di base da usare nell’arco dell’intero dipinto, come Marco ha fatto, ad esempio, in questo dipinto. Questi colori vanno preparati nella quantità necessaria e conservati. Poichè, generalmente, non si impiega mai più di due mesi per eseguire un dipinto allora questo è il metodo ideale per conservare le tinte. Chi lo desidera può approfondire questo metodo leggendo il presente articolo.
      Conservazione dei colori con le ballotte di plastica
    3. Bacinella con acqua. Questo metodo prevede di trasferire i colori rimasti dalla tavolozza su un vetro da immergere poi nell’acqua come mostra Walter in questo video. Io attualmente uso un piccolo vetro di quelli delle cornici (quelle solo vetro con legno nel retro per intenderci) che si vendono nei supermarket. Immergo il vetro in un contenitore di plastica per il cibo che poi tappo, così da essere sicuro che l’acqua non cade. Per evitare contatti con la luce avvolgo il contenitore in un panno. Il metodo è tra quelli più veloci. Molto adatto per conservare i colori tra una sessione e l’altra soprattuto se in giorni consecutivi. Il colore nell’acqua però patisce già dopo 5 giorni. Ho notato che colori come il carminio diventano un pò più duretti, mentre colori come il viridian tendono a sciogliersi. Colori come le terre reagiscono meglio. Il colore è ancora utilizzabile e se è un pò duretto si può diluire con olio, ma ci si rende conto che non e più come il primo giorno. Io credo che con questo metodo i tempi di conservazione non vadano oltre le due settimane. Quindi se all’inizio della prima sessione abbiamo mescolato i colori di base e li abbiamo conservato nelle ballotte, alla fine delle successive fasi di pittura possiamo usare questo metodo di conservazione.
      Conservazione dei colori ad olio in acqua

Conservazione dei colori ad olio in acqua

Conservazione dei colori ad olio in acqua

  1. Foglio d’alluminio. Questo è il quarto metodo già discusso sul blog. Come la bacinella è un metodo veloce quindi da usare alla fine di ciascuna sessione pittorica. Purtroppo con questo metodo è difficile eliminare del tutto il contatto tra colore e ossigeno. Questo metodo ha anche lo svantaggio che chiudendo l’alluminio, questi va in contatto con i colori sopra e sotto e quando andremo a riprenderli un pò andrà perso. Dopo una settimana il colore è già parzialmente secco. Io direi che forse questo è il metodo che da risultati meno interessanti rispetto ai primi tre.
Al di là del titolo di quest’articolo che è ovviamente provocatorio, esistono altri metodi di conservazione discussi sul forum e in giro per la rete che però non analizzo in quest’articolo perchè non sperimentati di persona:
  • c’è chi suggerisce di conservare i colori su un vetro in un contenitore chiuso come ad esempio quello dei gelati e poi conservarlo in frigo;
  • c’è chi suggerisce come alternativa alla bacinella con l’acqua di mettere il colore su vetro in un contenitore che però non sia pieno d’acqua, bensì abbia una spugna bagnata così che i colori rimangano freschi grazie all’umidità emessa dalla spugnasenza patire gli effetti dell’acqua.

Esistono in giro credo mille altre idee ognuna con i propri pro e contro. Io credo che sperimentare non fa male e spesso porta a risultati imprevisti, nel bene e nel male. Credo che il tema della conservazione dei colori non si esaurirà con quest’articolo indipendentemente dal titolo ad effetto. Vi terrò aggiornati con nuovi risultati e spero in un vostro contributo.

E tu, come conservi i tuoi colori?


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Commenti

  1. mary bertellotti dice:

    Per mantenere i colori per più sessioni si può usare al posto del tubetto una siringa dopo aver tolto l’ago con una pinza. Richiudendo bene sia sotto che sopra il colore sarà sotto vuoto e si potrà utilizzare a piccole dosi come necessario. Basterà avvolgerla con non panno per sottrarre il colore alla luce.

  2. mary bertellotti dice:

    Per mantenere i colori per più sessioni si può usare al posto del tubetto una siringa dopo aver tolto l’ago con una pinza. Richiudendo bene sia sotto che sopra il colore sarà sotto vuoto e si potrà utilizzare a piccole dosi come necessario. Basterà avvolgerla con un panno per sottrarre il colore alla luce.

  3. grazie Mary,mi sembra un ottima idea.

  4. ricuccio dice:

    I suggerimenti dell’articolo sono senza dubbio interessanti e molto utili, ivi compreso quello di mary, tanto più che vanno a completare e forse a conchiudere una discussione sul forum.
    Mi chiedo però: in pratica sono veramente tanto utili?
    I° caso – Sono un professionista che lavoro al cavalletto otto ore al giorno? In genere utilizzerò una certa gamma di colori che esaurirò nel giro di poche sedute e che cambierò non appena muterò soggetto quando preparerò una nuova gamma. A meno che, naturalmente, non prosegua per settimane sullo stesso tipo di soggetti.
    II° caso – Sono un dilettante che (come me, ad esempio) scarabocchio al massimo da dodici a sedici tele all’anno? Ventiquattro per esagerare? Anche se nel corso dell’anno mi capita di rinnovare la tavolozza più volte sono sicuro che non spenderò mai di più di quello che mi può costare l’abitudine di andare al bar a bere un caffè o di fumarmi la tradizionale sigaretta dopo i pasti. Tanto più che, come dilettante, difficilmente mi troverò a ripetere in sequenza soggetti che richiedono la stessa gamma di colori.
    La mia esperienza dopo 10 anni di pittura a olio da dilettante mi dice che, pur avendo sempre scelto la serie di colori più costosa, ho sempre speso infinitamente meno di qualsiasi altro hobby avessi scelto (a meno di fare yoga in casa propria). Si tenga presente che la mia tavolozza è composta da una trentina di colori, che li tengo tutti a portata di pennello e che quando necessario rinnovo quelli che si sono essicati.

  5. salvatore dice:

    xmary,
    grazie del commento.
    Effettivamente ho completamente dimenticato l’uso delle siringhe di cui avevo già parlato su blog:
    http://www.disegnoepittura.it/preparare-colori-olio-2/

    ne ho parlato qui in un commento
    http://www.disegnoepittura.it/munsell-color-system-hue/

    qui:
    http://www.disegnoepittura.it/dipingere-rubens-vermeer-rembrandt-5/

    mi sa che bisogna aggiungerlo a questa giuda definitiva.
    Cmq, la siringa può essere una via di mezzo tra ballota e tubetto.

    Come il tubetto si conserva bene anche se a me dopo qualche mese di è seccato tutto. Probabilmente l’unica volta che l’ho usata non l’ho tappato bene. Puoi confezionare anche poco colore anche se non ha senso quantità minime. Poichè la siringa però la usi per un solo colore (perchè si sporca ed è difficile da pulire perfettamente) è buona per confezionare colori che usi in dipinti diversi come i toni per grisaglie e per incarnati.

    Le ballotte, invece, sono non sostituibili per confezionare quei colori che servono per più sessioni ma per un unico dipinto. Sarebbe in tal caso un peccato sprecare una siringa per un unico dipinto.

  6. salvatore dice:

    x ricuccio:
    credo ti sia sfuggita la vera utilità di conservare i colori. Non è solo una questione economica. In fondo poi come dici tu per uno che fa 24 dipinti all’anno perdere un pò di colore non è una grossa perdita.

    Diciamo subito che se finisci i dipinti in giornata non ha senso conservare i colori a meno che il giorno seguente non vuoi riusare colori come terra di siena, ecc.

    Il punto è un altro. Ci sono tinte (non parlo dei colori classici che acquisti nel negozio, ma tinte ad hoc) che usi in tanti dipinti e tinte che sono specifiche per alcuni dipinti.

    Prendi l’esercizio di Walter. Le mescolanze in terra d’ombra per la grisaglia magari le usi per tutte le nature morte che dipingi. Allora le mescoli una volta, li confezioni e li riutilizzi per N dipinti. Inoltre, hai la certezza che sono sempre le stesse tinte. Anche per la stessa natura morta. Supponi che hai cominciato a dipingere lunedì e che hai fatto mezzo quadro. Riprendi martedì hai due problemi:
    1. perdere tempo a rifare le mescolanze e il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo anche quando siamo in pensione;
    2. riuscire a farle precisamente uguali al giorno prima.

    Poi ci sono i colori specifici di un dipinto. Ad esempio, io sto riproducendo una nuova copia della marina che vedi nella home page del blog. Allora ho preparato un colore dell’atmosfera, un colore base per la montagna lontanam uno per la seconda montagna, tre colori per l’onda per un totale di 6 o 7 tinte base.

    Finora ho fatto 12 sessioni alcune anche a distanza di qualche settimana. Che facevo ogni volta preparavo le tinte che mi servivano perdendo tempo? Chi mi assicurava che venivano proprio uguali?

    Ora pur reputandomi bravino nel color mixing non voglio spendere ad ogni sessione di pittura 25 minuti per mescolare le tinte di base.

    Ci sono state sessioni in giorni consecutivi e credimi è stato bello prendere i colori già pronti dall’acqua è metterli sulla tavolozza e cominciare a dipingere dopo pochi minuti.

    Questo è il punto.

  7. Ricuccio dice:

    O.K. Salvatore. Ho capito. Io non sono alla vostra portata e inoltre sono abbastanza volubile. E’ difficile che ripeta lo stesso soggetto o ne esegua uno molto simile che richieda l’uso delle medesime mescolanze. Quando poi riprendo il lavoro il giorno dopo i colori sulla tavolozza sono in genere ancora utilizzabili, tranne forse trattandosi delle terre scure che tendono a seccarsi velocemente; i gialli e i rossi poi resistono senza problemi per giorni e giorni di seguito.
    Comunque sempre grazie per le preziose precisazioni.

  8. salvatore dice:

    ciao ricuccio,

    “Io non sono alla vostra portata e inoltre sono abbastanza volubile”
    Questo non è vero. Il tuo commento era giusto ed è bene discutere delle perplessità perchè in questo modo si sottolineano cose che magari io non ho preso in considerazione.

    “E’ difficile che ripeta lo stesso soggetto o ne esegua uno molto simile che richieda l’uso delle medesime mescolanze.”
    Nemmeno io e credo nessuno al mondo faccia lo stesso dipinto più volte. Troppo noioso. Però se nel tuo stile usi la grisaglia e dipingi nature morte sicuramente la grisaglia la fai per tutti i tuoi dipinti come fa Antonov. Allora perchè perdere ogni volta tempo a fare le tinte?

    Inoltre, se sei ritrattista è verosimile che userai sempre i medesimi colori di base che poi modulerai a seconda del soggetto (vedi esempio di Sanden e Patroclo di Marco).

    “Quando poi riprendo il lavoro il giorno dopo i colori sulla tavolozza sono in genere ancora utilizzabili, tranne forse trattandosi delle terre scure che tendono a seccarsi velocemente; i gialli e i rossi poi resistono senza problemi per giorni e giorni di seguito.”
    Ecco questo il punto. I pigmenti sono siccativi in modo diversi. La terra d’ombra bruciata asciuga presto. Non è un caso che si usa per le grisaglie. Altri meno. In genere, non è consigliabile lasciare i colori sulla tavolozza. Se si seccano non è bellissimo. Anche perchè nessuno ti garantisce che domani dipingerai. Se hai un impegno improvviso?

    Inoltre, spesso capita che un soggetto lo riprendi dopo qualche giorno per i motivi più disparati.

    Cmq, nessuno di noi ha la verità in tasca. Ci mancherebbe. Siamo solo qui per imparare e capire. Il confronto poi ci aiuta a capire cosa ha senso e cosa no. Io credo che ognuno deve valutare il suo stile pittorico e capire se ha necessità o meno di conservare i colori. Chi dipinge alla prima, ad esempio, non ne ha bisogno. Chi invece reputa che ne ha bisogno è bene che conosca i metodi esistente e sappia che nessuno è ottimale. Ognuno ha i suoi pro e contro.

    Grazie come sempre per i feedback.

  9. Ricuccio dice:

    Grazie a te invece, per le risposte sempre pronte, complete e soprattutto cortesi.
    Hai ragione. Io sono sempre un po’ egocentrico e vedo le cose dal mio punto di vista. Però aggiungo un particolare a cui non avevo pensato prima e che mi è saltato all’occhio proprio oggi mentre stavo lavorando, pensa un po’, agli “Elefanti in attesa”. Li ricordi ancora?
    Siccome io ho sempre avuto una gran difficoltà a mescolare i colori per ottenere quelli giusti, ho notato che sforzandomi ogni volta a ripetere l’operazione ha contribuito notevolmente ad affinare il mio (purtroppo ancora molto scarso) senso coloristico. Tendenzialmente infatti io sono un “bianco e nero” e quindi sono portato al monocromo.
    Grazie di tutto e soprattutto complimenti per l’impegno e il modo con cui stai portando avanti il blog.

  10. antonio dice:

    Di sicuro chi lavora in maniera materica ci va a guadagnare nel conservare i colori. Personalmente dipingo per velature e ho provato qualunque metodo, ma in un modo o nell’altro si tende a fare uno spreco che diventa pari a quando si butta via il colore. Con la differenza che il colore fresco è sempre superiore. Inoltre non sempre è utile riutilizzare esattamente lo stesso colore. Spesso tra una velatura e un altra valuto se apportare modifiche in termini di luce o di tono.
    Cmq resta sempre interessante conoscere le varie tecniche, quindi grazie Salvatore

  11. Il colore fresco e sempre meglio,pero’ a me e’ sempre dispiaciuto rifare la tavolozza perche’ le piccole noci di colore della settimana precedente (io dipingo nei week-end) le ritrovi seccate. uso colori extrafini
    costosi.A volte pensavo come avessi potuto conservare al meglio il colore,alle vostre soluzioni non ero arrivato. Pero’ tentai con la macchina del sottovuoto
    ma non funziono come sperato cosi’ abbandonai l’idea.
    Mi ero costruito una specie di scatola in lamiera 2mm ove vi deponevo la tavolozza con colori, questa specie di custodia aveva dei fori.
    mettevo la scatola metallica dentro un apposito sacchetto per alimenti
    dopodiche con la macchina sottovuoto aspiravo l’aria.
    Ma la macchina aspirava con un tal forza da piegare la lamiera e cosi dovetti
    lasciar perdere.L’idea era buona ,ma non avevo il mezzo giusto.

  12. Dipingo da molti anni ,per me e sempre stato un problema quello di dover preparare il colore in abboddanza per avere sempre lo stesso tono di colore,hò usato le ballotte ma dopo un pò di giorni il colore si asciugava, adesso hò trovato un’altra soluzione per me valida consiste in questo, flaconcini di creme per il viso in plastica morbida ,che dopo lo svuotamento della crema le lavo , taglio la base e introduco il colore dentro e sigillo la base con la colla a caldo ,quando devo prendere il colore devo solo aprire il tappino .Sono tanti mesi che hò preparato alcuni colori e posso garantire che stanno benissimo. Faccio i complimenti all’ideatore di questo blog straordinario.

  13. Marianna dice:

    Per la conservazione dei colori consiglio vivamente i “porta lentine a contatto”, quelli con 2 vaschette. Sono miope e ho diversi contenitori. Si acquistano presso gli ottici, forse qualcune li regala addirittura. Il colore dura almeno a 2 settimane (aprendoli spesso per l’uso). Poi li lavo con acqua ragia e sapone di Marsiglia.

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