Prospettiva Accidentale
Osservando la natura o un paesaggio urbano è facile constatare che difficilmente gli oggetti hanno un lato parallelo al piano di proiezione. Essi si trovano quasi sempre in posizione divergente rispetto ad esso. La prospettiva aiuta l’artista a regolare anche questa disposizione “accidentale” degli oggetti, aiutandolo a creare spazi e volumi molto convincenti. Questo nuovo tipo di prospettiva viene detta prospettiva accidentale. Mentre nella prospettiva centrale le linee prospettiche convergono nel punto focale centrale, nella prospettiva accidentale le linee convergono verso i punti focali laterali. Nell’articolo terminologia della prospettiva abbiamo visto che le linee prospettiche che partono dall’osservatore e arrivano ai punti focali laterali formano un angolo di 45° con il raggio principale. In realtà, però, è possibile (ma poco probabile) avere anche una prospettiva accidentale 30/60, 40/50, ecc. L’importante è che i due angoli formino un angolo di 90°. Vediamo ora la rappresentazione di un cubo in prospettiva accidentale. Tracciamo la linea d’orizzonte con i punti di fuga laterali equidistanti dal punto focale centrale (classica prospettiva accidentale 45/45). Tracciamo, infine, lo spigolo AB del cubo leggermente spostato a destra rispetto al punto focale centrale.
Tracciamo dai punti A e B le linee prospettiche verso i punti focali laterali e tracciamo gli spigoli CD e EF.
Uniamo C ed E con i punti focali opposti ottenendo così il nostro cubo.
Facciamo un altro esercizio di prospettiva accidentale con un oggetto leggermente più complesso: una casa. Tracciamo come sempre la linea d’orizzonte, i punti focali e lo spigolo AB della casa.
Uniamo i punti A e B con i punti focali. Tracciamo poi a piacere il segmento CD con C e D posizionati sulle linee prospettiche che da A e B vanno a PFD. Ugualmente tracciamo il segmento EF. Uniamo CD e EF ai punti focali. Dai vari incroci otteniamo anche il segmento GH. A questo punto tracciamo le diagonali dei rettangoli ABCD e EFGH in modo da individuare il centro. Scegliamo a piacere il vertice della casa I. Uniamo I ai punti A e D e poi uniamo lo stesso al punto focale PFS.
Miglioriamo il look della casa facendo sporgere un pò il tetto e disegniamo la porta sulla facciata frontale e le finestre su quella laterale.
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maggio 24th, 2006 at 02:10
Ottimo blog ,sono un musicista che da poco si sta cimentando in questa fantastica avventura dell’arte visiva nella fattispecie della pittura ad olio.Sono un autodidatta poiche’ il mio lavoro di strumentista scaligero non mi permette di frequentare un corso o simili.Mi arrangio attraverso la sperimentazione personale e manualistica in genere ,internet e quant’altro….sarei quindi felice di usufruire di siti come questo per avere delucidazioni eventuali in merito.A presto Emanuele.
maggio 24th, 2006 at 09:10
ok, emanuele sei arrivato nel blog giusto. Anche io sono autodidatta e lungi da me il voler insegnare … non penso di essere all’altezza.
Cmq, una collaborazione penso aiuti entrambi a migliorarci.
Quindi sei il benvenuto, puoi mandarmi i tuoi lavori o esperimenti se vuoi. Sarò felice di pubblicarli.
Se continuerai a seguire questo blog ti accorgerai che la pittura è meno ostica di quello che si pensa (se hai le dritte giuste) e che la conoscenza di determinate cose ti eviterà molte di quelle frustrazioni a cui è sottoposto il pittore autodidatta. Ne so qualcosa anche io.
Purtroppo a questo va abbinata la pratica, senza la quale la teoria diviene solo fumo. Ti capisco quando dici che sei molto occupato, anche io riesco a dedicare poco tempo a questo fantastico hobby.
Generalmente pianifico i miei lavori nella settimana e il weekend esperimento (anche se è da qualche settimana che non sto facendo nulla).
A presto.
giugno 2nd, 2010 at 20:47
a bene, dunque sono aperti i consigli ed eventuali link a libri che parlano di questa materia ^_^ (io sono un neofita la mia passione è disegnare il corpo umano in tutte le sue dimensioni e angolazioni ma per arrivare a ciò non posso trascurare la prospettiva)
mi permetto di citare questo bel libro sulla propsettiva (inglese) ‘Perspective made easy’ di Ernest R. Norling
e poi per chi adora come me raffigurare il corpo umano cito due autori davvero in gamba (B. Hogarth e A.Loomis)
ciao e complimenti per il blog davvero utile
giugno 3rd, 2010 at 07:21
Ciao Paskuale,
si Hogart e Loomis li ho citati più volte su questo blog. Non conosco il primo … darò un’occhiata …
giugno 3rd, 2010 at 08:56
Ciao scusa la ripetizione in effetti avrei dovuto guardarmi meglio in giro
prima di sparare …. ribadisco i complimenti per gli articoli ed effettivamente stavo scimunendo con la lingua inglese per capirci un pò di prospettiva accidentale quando avevo questo blog a un palmo dal naso
Domanda: i due punti PFS e PFD (sx e dx) hanno sempre una distanza pari ad un angolo di 45° ? La si può prendere come regola madre ? Se sì sarebbe già un bel chiarimento che in 20 pagine del libro che ho citato non son riuscito ad apprendere ^_^
ciao
giugno 3rd, 2010 at 11:33
no. c’è anche 60/30. in generale qualsiasi angolo la cui somma sia 90°.
Nella storia dell’arte è difficile trovare prospettive diverse da 45° ma ci sono.