Chiaroscuro

Abbiamo visto che le tre caratteristiche di un colore sono: saturazione, tono e valore. Trascuriamo ora la prima e terza caratteristica e concentriamoci sul tono. Volendo eseguire un chiaroscuro di qualsiasi oggetto è sufficiente un colore qualsiasi + il bianco. I pittori del Rinascimento erano soliti dipingere un chiaroscuro del dipinto usando un colore molto prossimo alla terra di siena (diciamo un marrone chiaro per intenderci) + bianco. Poi lasciavano asciugare per qualche giorno o settimana e poi procedevano con il colore. In questa foto è possibile ammirare il chiaroscuro preparatorio per una delle versioni della Vergine delle Rocce di Leonardo.

Nell’eseguire il chiaroscuro di un oggetto bisogna distinguere due casi diversi: oggetti trasparenti e oggetti non trasparenti. Un corretto chiaroscuro conferisce ai dipinti un aspetto più realistico e tridimensionale. Generalmente, si definiscono un insieme di valori tonali con cui si procederà a riempire le zone più o meno in ombra dell’oggetto in questione. Il chiaroscuro è indipendente dal mezzo pittorico che si utilizza, si può usare, ad esempio, la matita, la penna, colori acrilici, colori ad olio e così via.
Chiaroscuro di un oggetto non trasparente
Un oggetto non trasparente illuminato da un’unica sorgente luminosa genera 5 diverse tonalità:
- punto massima luce (highlight);
- zona illuminata (light);
- zona in ombra (shadow);
- luce riflessa (reflected light);
- ombra portata (cast shadow).

Il tono più chiaro è, ovviamente, il punto di massima luce seguito a ruota dalla zona illuminata, la luce riflessa, la zona d’ombra e l’ombra portata (la più scura di tutte, soprattutto nelle vicinanze dell’oggetto). Un semplice esercizio che si può fare, è quello di usare solo il bianco e nero e preparare 5 tonalità di grigio. Si provi a dipingere una sfera come riportato sopra. Il migliore modo di procedere è quello di accostare le 5 tonalità l’una accanto all’altra senza sfumarle. A quel punto, con un pennello piatto e asciutto, si può procedere a sfumare le tonalità una nell’altra. Bisogna ricordare che nella pittura ad olio e acrilica si procede sempre dalle zone d’ombra a quelle illuminate. Il contrario avviene per l’acquarello.
Chiaroscuro di un oggetto trasparente
Il discorso è analogo. La sola differenza è che un oggetto trasparente lascia trasparire il tono dello sfondo. In esso sono poi visibili solo altri due toni: quelli di massima luce e i riflessi che ne definiscono anche il contorno.
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