Dipingere come Rubens, Vermeer e Rembrandt. (III parte).

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Chiaroscuro

La fase di chiarscuro serve a risolvere un altro problema fondamentale del processo pittorico: la definizione dei toni. Con il termine tono, generalmente, si intende il chiaroscuro di una data tinta. Prima di iniziare bisogna stendere, come già visto nel passo precedente, una mano di olio di lino su tutta la tela e rimuovere quello in eccedenza con uno straccio. Si utilizzi poi una lama di rasoio per rimuovere i granelli di polvere che si sono accumulati durante la settimana di attesa. Questa base di olio essiccherà in un giorno e questo è il motivo per cui bisogna partire dai dettagli, nel nostro caso le rose e le foglie, e lasciare per ultimo le aree più estese come ad esempio lo sfondo. Le zone che non vengono dipinte in giornata possono essere dipinte il giorno successivo, facendo però attenzione a rivuore l’olio dalla superficie con uno straccio asciutto, altrimenti esso ingiallirà la nostra superficie pittorica. Quando si riprenderà il lavoro il giorno seguente, bisognerà stendere di nuovo l’olio sulle aree non ancora dipinte.

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Dopo circa una decina di minuti dalla stesura dell’olio di lino procediamo con la realizzazione del nuovo strato. Obbiettivo di questa fase sarà quello di realizzare un chiaroscuro del nostro disegno utilizzando un solo colore: la terra d’ombra bruciata. Il motivo per cui si sceglie questo colore è che esso si asciuga molto in fretta, tende a subire poche variazioni con il tempo ed è una tinta abbastanza neutra. In questa fase bisogna solo definire le principali aree in ombra con il colore molto diluito, quasi fosse un acquerello. Mi raccomando non usate il bianco. Come solvente per la terra d’ombra bruciata, si usi anche qui la stessa miscela di Damar e trementina della fase precedente, aggiungendo un pò di Damar in più. Nel realizzare il chiaroscuro del soggetto, si parte dai dettagli, rose e foglie, per arrivare pian piano alle aree più estese come, ad esempio, lo sfondo. Si deleghi alla fase successiva l’aggiunta di ulteriori dettagli e la definizione di un maggiore contrasto tra le varie parti del dipinto. Volendo è possibile utilizzare le dita per schiarire zone eccessivamente scure. A questo punto lasciamo asciugare il dipinto per due o tre settimane.

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Dopo la pausa di due o tre settimane, opzionalmente, si può eseguire un ulteriore fase in cui si definisce meglio il chiaroscuro con la terra d’ombra bruciata. Prima di iniziare, si procede con la consueta stesura dell’olio di lino seguendo le stesse indicazioni riportati nel passo precedente. Dopo una decina di minuti dall’applicazione, si procede alla definizione dei dettagli e, se necessario, alla correzione dei passaggi tonali del dipinto utilizzando sempre la sola terra d’ombra bruciata. In questa fase, bisogna creare un maggiore contrasto tonale rendendo le aree in ombra più scure e quelle in luce più chiare. In questa fase, si guarderà al dipinto più nel suo insieme anzichè ai singoli dettagli. Alla miscela di damar e trementina del passo precedente, si aggiunga un pò più di damar che diventerà sempre maggiore man mano che si andrà avanti nei passi successivi. Se durante questa fase. così come nelle altre che seguiranno, non si è soddisfatti del risultato tonale raggiunto, è possibile pensare anche alla realizzazione di un ulteriore fase finchè il nostro lavoro non ci soddisfi pienamente. I pittori fiamminghi sfruttavano la tecnica a strati anche per correggere eventuali errori che inevitabilmente si possono commettere durante l’esecuzione di un dipinto. La seconda figura, mostra il risultato finale di questa fase. A questo punto lasciamo asciugare per una o due settimane, l’importante è che lo strato sia perfettamente asciutto.

Per aiutarvi a svolgere meglio questa fase ho allegato questa immagine che potete utilizzare come guida per capire quali sono le zone più chiare e più scure.

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Hai letto le altre puntate della serie di articoli Dipingere come Rubens, Vermeer e Rembrandt? Segui i seguenti link per leggere le altre puntate:

Dipingere come Rubens, Vermeer e Rembrandt. (I parte)

Dipingere come Rubens, Vermeer e Rembrandt. (II parte)

Dipingere come Rubens, Vermeer e Rembrandt. (IV parte)

Dipingere come Rubens, Vermeer e Rembrandt. (V parte)


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Commenti

  1. spettrum dice:

    Ciao Salvatore,

    in questi giorni sto dipingendo ed ho notato degli strani comportamenti del colore. Pur usando molto olio puro per diluire il colore, la pittura diviene nel giro di un giorno molto viscosa ed il pennello non scorre a dovere. La diretta conseguenza è quel fastidioso effetto pennellata, vale a dire che lo sfondo, per esempio, non è omogeneo, il colore non è distribuito bene e si vedono quelle fastidiosissime pennellate. Che possa essere colpa dell’eccessiva canicola estiva che imperversa sull’Italia in questi giorni a dare fastido al processo essiccativo?!

    Fammi sapere se sai qualcosa, grazie e a presto ^_^

  2. mi servirebbe qualche informazione in più.

    Tipo stai usando colore appena uscito dal tubetto? stai dipingendo su un fondo già dipinto ed essiccato x X giorni? stai dipingendo su uno strato di colore essiccato X giorni e hai cosparso uno strato di olio sulla tela? Stai dipingendo questo progetto qui?

    Se mi dai qualche info in più forse troviamo la causa … nei limiti delle mie possibilità …

    PS
    cosa stai dipingendo? Con quale tecnica? Ovviamente già sai che basta una foto e una nota tecnica e sarò felice di pubblicarlo. Il risultato non mi interessa … nessuno qui è caravaggio … tuttavia a me e altri lettori potrebbe interessare la logica e l\’ispirazione che ti ha guidato.

  3. spettrum dice:

    Questo problema mi si presenta sullo sfondo. La base era terra d’ombra bruciata e sopra c’è stato dato un composto di terra d’ombra bruciata e blu oltremare. Sto dipingendo una grossa melanzana. Ho scelto proprio questo soggetto, perchè la sua forma è strepitosa ed i colori adorabili!!! Uso una tecnica bagnato su bagnato e qualche velatura qua e là, dove sta meglio. Ho provato poco fa a cospargere dell’olio puro nei punti viscosi, ma evidentemente ancora non è asciutto a tal punto da poterlo fare!

    Appena potrò metterò qualche mia opera ^_^

  4. Generalmente i tempi di essicazione della terra d\\\’ombra bruciata sono molto bassi. In questi giorni poi dovrebbe essere ancora più basso.

    Però non capisco. Dici che usi la tecnica bagnato su bagnato dove non si fa essiccare uno strato per poi dipingerci sopra.

    Nel bagnato su bagnato si dipinge in un\\\’unica sessione (se ci si riesce) e a meno che i colori non sono vecchi non dovresti avere problemi di viscosità.

    Quando uso la tecnica bagnato su bagnato tipicamente non ho bisogno dello strato di olio. Quest\\\’ultimo poi va usato con cautela. Se cospargi una zona e poi non ci dipingi, l\\\’olio va rimosso, altrimenti ti diventa giallo.

    Alcuni artisti, a volte, nel dipingere bagnato su bagnato riempiono la tela con una campitura (o imprimitura). Il colore della campitura dipende dal soggetto (potrebbe essere il complementare del colore dominante). La campitura si può realizzare usando la sola trementina per diluire il colore. Si cosparge il colore sulla tela e poi con uno straccio si cerca di uniformarla. A quel punto basta qualche giorno di attesa.

    Dipingendo, invece, a strati ti consiglio di lasciare asciugare gli strati almeno 1 settimana. Anche se ti sembrano asciutti. Volendo ridurre la frustrazione dell\\\’attesa dipingi più soggetti in parallelo.

    Anche il luogo dove lasci asciugare è importante. Se il dipinto è esposto alla luce ne acquistano brillantezza i colori e gli strati inferiori riaffiorano attraverso quelli superiori. A volte mi è capitato di lasciarlo fuori all\\\’aperto. In tal caso c\\\’è poi il problema della polvere che puoi risolvere con una lametta.

    Infine, come ultimo consiglio ti posso dire di prendere un cartone telato. Lo dividi in tanti quadrati (es. 10×12) e sperimenti le varie soluzioni.

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