Come regolare la saturazione di un colore?

Regolare la saturazione di un colore con una scala di grigi

Questa è la lezione 20 del corso di pittura ad olio per artisti principianti.

Sei un principiante e hai sempre dubbi su come mescolare i colori per ottenere le tinte desiderate? Questo è il terzo articolo della serie in cui spiego come mescolare i colori per imitare le tinte della natura, in esso vedremo che cos’è la saturazione di un colore e come regolarla.

I concetti di temperatura e di tono sono molto semplici da comprendere per l’artista principiante. Il primo è semplice da comprendere per via dell’uso della ruota cromatica che fornisce un metodo visivo per spiegarlo. Il secondo concetto è abbastanza naturale perché nella vita di tutti i giorni i termini chiaro e scuro sono abbastanza familiari. Il concetto di saturazione è più ostico da comprendere e il più delle volte è trascurato dagli artisti con effetti nefasti.

Per saturazione si intende il grado di intensità o brillantezza di un colore. Di questo concetto ne abbiamo già parlato nell’articolo sul colore per cui eviterò di ripetermi.

Questa immagine può aiutarci a capire meglio di mille definizione cosa si intende con il termine saturazione (o intensità o brillantezza). A destra c’è il colore viola saturo, ossia alla massima intensità o brillantezza.  Man mano che si va a sinistra la saturazione diminuisce e il colore diventa di un grigio avente lo stesso tono del colore originale.

Saturazione del colore viola

I colori così come escono dal tubetto sono alla massima intensità e poiché molte tinte in natura hanno un grado di saturazione inferiore è difficile che si riesca ad usare il colore così come esce dal tubetto. Inevitabilmente esso andrà mescolato con altri colori e non è rara la necessità di ridurre l’intensità di un colore. A tale scopo esistono fondamentalmente due approcci:

  • l’uso del complementare;
  • l’uso di una scala di grigi neutra.

Il primo consiste nell’aggiungere ad un colore il suo complementare, il secondo consiste nell’aggiungere al colore un grigio neutro di pari tono. Il primo metodo è quello più gettonato tra gli artisti perché più semplice. E’ un metodo che pur non essendo valido da un punto di vista scientifico, da un punto di vista pratico funziona molto bene. Usare il colore complementare per ridurre l’intensità di un colore comporta il più delle volte anche una variazione di tono come mostra la seguente figura. Ecco perché ho detto che è un metodo che, da un punto di vista scientifico, non è attendibile.

Regolare la saturazione di un colore con il complementare

Foto da http://www.ing.unibs.it/~zkovacs

Un approccio con maggiore validità scientifica è l’uso di una scala di grigi neutra. Questo però comporta la necessità di premescolare questi colori prima di cominciare a dipingere come ho spiegato in quest’articolo. Il fastidio di dover eseguire questa procedura ad ogni sessione di lavoro può essere evitato mescolando prima i colori una volta per tutte e riponendoli in tubetti per la conservazione. L’uso di grigi di pari tono è l’unico modo per ridurre la saturazione di un colore senza alterare gli altri due parametri: temperatura e tono. Credo che uno dei primi artisti ad usare questo metodo sia stato Frank Reilly che adattò il metodo di Munsell ad un uso pratico per gli artisti.

Regolare la saturazione di un colore con una scala di grigi

Foto da http://www.ing.unibs.it/~zkovacs

I colori che escono dal tubetto sono, generalmente, sempre ad alta saturazione per cui nel 95% dei casi l’intensità di una mistione va sempre ridotta. Se durante una mistione il colore diventa meno intenso del colore da imitare allora conviene ricominciare daccapo piuttosto che cercare di intensificare la mistione. Tuttavia, intensificare una mistione è possibile riutilizzando i colori già usati per essa.

Ad esempio, utilizzando una tavolozza dei primari supponiamo di mescolare giallo cadmio chiaro e carminio per ottenere un rosso. Riduciamone poi l’intensità con un grigio di tono 5. Se ho aggiunto troppo grigio l’unico modo per intensificare la mistione è aggiungere di nuovo  colori originali giallo cadmio chiaro e carminio.

Rivediamo ora la 4 tavolozze di base e, per ciascuna di essa, come regolare la saturazione dei colori.

Tavolozza dei colori primari

Con la tavolozza dei colori primari la regolazione dell’intensità dei colori è molto semplice. Il complementare del giallo cadmio chiaro è il viola, del carminio il verde e del blu oltremare l’arancio.  Quindi con il metodo dei complementari appare evidente quali colori usare.

Tavolozza colori primari

Con il metodo della scala di grigi è sufficiente ricordare che il giallo cadmio chiaro ha un tono sulla scala di Munsell di circa 8 o 9. Il tono del carminio è tra il 4 e 5. Il tono del blu oltremare è circa 2. Per i colori secondari l’arancio ha un tono di circa 7, il viola di circa 1 e il verde di circa 5. Quindi è sufficiente usare i colori grigi di pari tono.

Tavolozza dei colori primari estesa

Con la tavolozza dei colori primari estesa la regolazione dell’intensità dei colori è altrettanto semplice. Pur avendo due colori per ciascun primario, bisogna immaginare che per ciascuno di essi, in realtà, c’è un solo colore. Quindi il complementare del giallo cadmio chiaro o del giallo indiano è il viola, del carminio e del rosso cadmio chiaro è il verde e del blu oltremare e del blu cobalto è l’arancio.  Con questa ipotesi appare evidente quali colori usare per regolare la saturazione dei colori usando il metodo dei complementari.

Tavolozza colori primari estesa

Con il metodo della scala di grigi è sufficiente ricordare che il giallo cadmio chiaro ha un tono di circa 8 o 9. Il giallo indiano di 8.  Il tono del carminio è tra il 4 e 5. Il tono del rosso cadmio chiaro è di 5.  Il tono del blu oltremare e del blu cobalto è circa 2. Per i colori secondari vale grosso modo quanto detto per la tavolozza dei primari. Quindi è sufficiente usare i colori grigi di pari tono.

Tavolozza dei colori primari e secondari

Perla tavolozza dei primari e secondari vale quanto detto per la tavolozza dei primari estesa. L’unica differenza qui è che i colori secondari non vengono mescolati ma vengono presi dal tubetto.

Tavolozza colori primari e secondari

Tavolozza dei colori completa

In questa tavolozza i colori più esterni della ruota cromatica sono esattamente uguali a quella della tavolozza dei primari e secondari, quindi per essi vale lo stesso discorso. In questa tavolozza, però, compaiono i colori di terra su cui va fatto un discorso diverso.

Tavolozza colori completa

Per poter applicare il metodo dei complementari ai colori di terra bisognerebbe sapere, per ciascuno di essi qual è il suo complementare. Essendo il giallo ocra e la terra d’ombra naturale dei gialli va da se che il complementare è il violetto di cobalto. Terra di siena naturale, terra di siena bruciata, terra d’ombra bruciata essendo degli aranci avranno uno dei blu per complementare. Il rosso venezia, invece, avrà il verde cadmio per complementare. Infine, essendo il verde vescica un giallo verde allora un mix di viola cobalto e carminio sarà il complementare.

Per applicare il metodo della scala dei grigi bisognerebbe conoscere, approssimativamente, i toni dei vari colori di terra. La terra d’ombra bruciata e la terra d’ombra naturale hanno tono di circa 1. Ocra gialla ha un tono di circa 6. Terra di siena naturale ha un tono di circa 4. Terra di siena bruciata e rosso venezia hanno un tono di circa 3.  Infine, il verde vescica ha un tono di circa 2.

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