Come mescolare i colori del Ritratto con le ricette degli antichi maestri?

Giovanni Paolo Lomazzo

Questo è un guest post di Marco Fenocchio. Se vuoi scrivere anche tu un guest post per questo blog leggi il regolamento qui.

Come dipingevano il viso gli antichi maestri? Come mescolavano i colori? Probabilmente tutti gli artisti si pongono queste domande e quest’articolo proverà a dare delle risposte in base agli scritti di uno di loro.

Su questo blog è stato scritto più volte che non esiste una tecnica per dipingere comune a tutti gli antichi maestri. Questa tecnica variava da artista ad artista ma anche tra opere diverse di un medesimo artista. Oggi è possibile conoscere i segreti degli antichi maestri solo attraverso due strumenti:

  • i trattati del tempo a cura degli artisti stessi o dei critici;
  • le relazioni di restauro.

Tra i tanti trattati artistici che ci sono pervenuti troviamo il Trattato dell’arte della Pittura, Scultura e Architettura di Giovanni Paolo Lomazzo, un trattato in cui sono affrontati temi molto interessanti come, ad esempio, dipingere ritratti, drappeggi, figure e tanto altro ancora.

Giovanni Paolo Lomazzo è stato un pittore e trattatista del ‘500. Allievo di Giovan Battista della Cerva a sua volta allievo di Gaudenzio Ferrari di cui Vasari scrisse:

Fu coetaneo di costui Gaudenzio Milanese pittore eccellentissimo, pratico et espedito, che a fresco fece per Milano molte opere, e particularmente à frati della Passione un Cenacolo bellissimo, che per la morte sua rimase imperfetto. Lavorò ancora ad olio eccellentemente, e di suo sono assai opere a Vercelli et a Veralla molto stimate da chi le possiede.

Sempre da Wikipedia si legge che:

egli esordì con un ciclo di affreschi nella chiesta di S. Maria Nuova a Ceronno Pertusella (Varese). Eseguì una copia dell’ultima cena di Leonardo per il refettorio di S. Maria della Pace a Milano andata perduta durante la II Guerra Mondiale. Un ciclo di Ritratti di personaggi molto importanti andati perduti. Il suo ciclo pittorico più importante è però quello della cappella Foppa nella chiesa di S. Marco a Milano (1573), dove affrescò due Storie dei SS Pietro e Paolo, una singolarissima Gloria d’angelo e e una pala d’altare con Madonna e Santi. Poco dopo la conclusione di quest’impresa, una malattia agli occhi lo rese cieco ancora in giovane età.

In quest’articolo ci soffermeremo su come Lomazzo preparava i colori per dipingere il Ritratto.

Innanzitutto il maestro divideva i diversi tipo di visi in 4 categorie in base al temperamento. Per temperamento si intende quello relativo alla teoria umorale della medicina medievale concepita nell’antica Grecia da Ippocrate.

Secondo questa teoria il carattere, la personalità, il temperamento di una persona è funzione dei 4 liquidi del corpo umano conosciuti al tempo:

  • bile gialla;
  • bile nera;
  • flegma;
  • sangue.

Un uomo era considerato in equilibrio se questi 4 elementi sono erano equilibrio tra loro. Un eccesso di uno di questi liquidi portava, secondo la teoria, la personalità del soggetto a tendere, rispettivamente, verso queste 4 categorie:

  • collerico;
  • melanconico;
  • flemmatico;
  • sanguigno.

Quindi il tipo collerico ha un eccesso di bile gialla, il melanconico di bile nera, il flemmatico di flegma e il sanguigno di sangue. Ovviamente il temperamento di un uomo o di una donna può rientrare perfettamente in una di queste 4 categorie o in più di una contemporaneamente in tutte le possibili combinazioni. Ad esempio, un soggetto può essere collerico-melanconico, sanguigno-flemmatico e così via.

Il seguente diagramma mostra la relazione tra tipologia di umore e le caratteristiche della personalità.

Artisti del calibro di Leonardo nei propri scritti hanno dimostrato di conoscere bene questa teoria ma non possiamo dire se l’approccio pittorico è analogo a quello illustrato da Lomazzo. Ad ogni modo, credo che il suo studio ha una grande valenza didattica considerando anche le opere del maestro che sono, sicuramente, di alto livello.

Madonna con bambino e santi di Giovanni Paolo Lomazzo

Foto da Wikipedia (Madonna col bambino)

Nel suo libro Lomazzo spiega come mescolare i colori per ottenere le tinte dei 4 tipi di umore o temperamento con cui erano classificati gli uomini.  Egli divideva, come è logico che sia, il volto in due aree principali: luce e ombra. Per ciascuna area preparava un colore iniziale che, in quest’articolo, chiameremo semplicemente Light e Dark. Partendo da questi due colori egli preparava 3 diverse gradazioni per ciascuna area, per un totale di 6 colori. Per comodità in quest’articolo chiamiamo questi 6 colori nel seguente modo: Light 1 (la più chiara), Light 2, Light 3, Dark 1, Dark 2 e Dark 3 (la più scura). Il colore Light 3 rappresentava anche il colore base o locale per quel tipo di carnagione. Il colore Dark è in assoluto quello più scuro così come il colore Light è il più scuro tra i colori delle aree in luce ma più chiaro di quelle in ombra.

Quindi nel ritrarre una persona prima lo classificava in base all’umore e poi utilizzava 6 tinte standard per quell’umore di cui ora darò la ricetta.

Temperamento Collerico

Beethoven

Foto di Beethoven da Empaticamente

Il collerico ha un eccesso di bile gialla, è magro, un colorito acceso, è irascibile, astuto ma generoso. Esempi di personaggi famosi considerati di temperamento collerico sono Beethoven e Napoleone. Per una maggiore analisi del temperamento collerico consiglio di leggere questo articolo (esso si trova un pò in basso nella pagina). Le mescolanze suggerite da Lomazzo sono le seguenti.

Il colore Light 3 è il colore locale o base della carnagione collerica. Come potete osservare le aree più chiare si ottengono semplicemente aggiungendo poco più bianco. Il colore Light 1 è il colore più chiaro per i punti luce. Per l’area in ombra notiamo che l’ocra bruciata sostituisce il rosso cinabro.

Volto in luce

Per ottenere il colore iniziale del volto in luce, che chiameremo Light, mescoleremo 2 parti di rosso cinabro + 1 parte di ocra gialla.

  • Light 1 = 1 parte di Light + 3 parti di bianco di piombo
  • Light 2 = 1 parte di Light + 2 parti di bianco di piombo
  • Light 3 = 1 parte di Light + 1 parti di bianco di piombo

Volto in ombra

Il colore iniziale per l’ombra lo chiameremo Dark ed è composto da 2 parti di ocra bruciata + 1 parte di terra d’ombra. Questo colore verrà schiarito con il colore base della carne del collerico (Light 3).

  • Dark 1 = 1 parte di Dark + 3 parti di Light 3
  • Dark 2 = 1 parte di Dark + 2 parti di Light 3
  • Dark 3 = 1 parte di Dark + 1 parte di Light 3

I colori citati in queste ricette sono, ovviamente, pigmenti in uso nel ‘500 e oggi non sono più disponibili in commercio per via della loro tossicità. Il bianco di piombo si può sostituire con il bianco titanio, il rosso cinabro con il rosso vermiglione, l’ocra bruciata è come una terra rosso-mattone. Bisogna tener conto di un’ultima cosa, sostituendo il bianco di piombo con quello di titanio, si ottengono dei risultati leggermente diversi che vanno corretti secondo il giudizio del pittore. Per esempio, il bianco di titanio con il rosso cinabro dà un rosa un pò violaceo freddo, mentre il rosa fatto col bianco di piombo è più caldo, più simile al colore delle guance di una carnagione rosea.

Temperamento Sanguigno

Mozart

Foto di Mozart da Empaticamente

Il sanguigno ha un eccesso di sangue, è robusto, ha un colorito rossiccio, è goloso e allegro. Esempi di personaggi famosi considerati di temperamento sanguigno sono Mozart, Leonardo e Wagner. Per una maggiore analisi del temperamento sanguigno consiglio di leggere questo articolo (esso si trova un po’ in basso nella pagina). Le mescolanze suggerite da Lomazzo per il temperamento sanguigno sono le seguenti.

Volto in luce

Per ottenere il colore iniziale del volto in luce, che chiemeremo Light, mescoleremo 1 parte di rosso cinabro + 2 parti di bianco di piombo. Otterremo così una tinta rosata di base. Il colore Light 3 è il colore base o locale della carnagione del sanguigno.

  • Light 1 = 1 parte di Light + 3 parti di bianco di piombo
  • Light 2 = 2 parti di Light + 2 parti di bianco di piombo
  • Light 3 = 3 parti di Light + 1 parte di bianco di piombo

Volto in ombra

Innanzitutto, mescoliamo il colore iniziale per creare le tinte della carnagione in ombra del temperamento sanguigno. Mescoliamo 1 parte di ocra bruciata e 2 di terra  (o nero) di campana, chiameremo questo colore Dark.

  • Dark 1 = 1 parte di Dark + 3 parti di Light 3
  • Dark 2 = 2 parti di Dark + 2 parte di Light 3
  • Dark 3 = 3 parti di Dark + 1 parte di Light 3

La terra (o nero) di campana è un colore che può essere sostituito da un nero poco intenso e poco invadente come il nero neutro Mussini/Norma. Per il rosso cinabro, bianco di piombo e ocra bruciata vale quanto detto sopra.

Temperamento Melanconico

Chopin

Foto di Chopin da Empaticamente

Il melanconico ha un eccesso di bile nera, è magro, debole, ha un colorito cadaverico, è triste ed avaro. Un esempio di personaggio famoso considerato di temperamento melanconico è Chopin. Per una maggiore analisi del temperamento melanconico consiglio di leggere questo articolo (esso si trova un pò in basso nella pagina). Le mescolanze suggerite da Lomazzo per il temperamento melanconico sono le seguenti.

Volto in luce

Per ottenere il colore iniziale del volto in luce, che chiameremo Light, mescoleremo 1 parte di grigio + 2 parti di giallo ocra. Il colore Light 3 è il colore base o locale della carnagione del melanconico.

  • Light 1 = 1 parte di Light + 3 parti di bianco di piombo
  • Light 2 = 2 parti di Light + 2 parti di bianco di piombo
  • Light 3 = 3 parti di Light + 1 parti di bianco di piombo

Volto in ombra

Mescoliamo il colore iniziale per creare le tinte della carnagione in ombra del temperamento melanconico. Mescoliamo 1 parte di terra verde bruciata e 2 di terra d’ombra, chiameremo questo colore Dark.

  • Dark 1 = 1 parte di Dark + 3 parti di Light 3
  • Dark 2 = 2 parti di Dark + 2 parti di Light 3
  • Dark 3 = 3 parti di Dark + 1 parte di Light 3

La terra verde bruciata si può imitare aggiungendo pochissima terra di siena bruciata o terra rossa alla terra verde naturale.

Temperamento Flemmatico

Il flemmatico ha un eccesso di muco bronchiale, grasso, color livido freddo, pigro e intontito. Per una maggiore analisi del temperamento flemmatico consiglio di leggere questo articolo (esso si trova un po’ in basso nella pagina). Le mescolanze suggerite da Lomazzo sono le seguenti.

Volto in luce

Per ottenere il colore iniziale del volto in luce, che chiameremo Light, mescoleremo 1 parte di rosato + 2 parti di grigio chiaro. Il colore Light 3 è il colore base o locale della carnagione del flemmatico.

  • Light 1 = 1 parte di Light + 3 parti di bianco di piombo
  • Light 2 = 2 parti di Light + 2 parti di bianco di piombo
  • Light 3 = 3 parti di Light + 1 parte di bianco di piombo

Volto in ombra

Mescoliamo il colore iniziale per creare le tinte della carnagione in ombra del temperamento flemmatico. Mescoliamo 1 parte di terra (o nero) di campana e 2 di terra verde bruciata, chiameremo questo colore Dark.

  • Dark 1 = 1 parte di Dark + 3 parti di Light 3
  • Dark 2 = 2 parti di Dark + 2 parti di Light 3
  • Dark 3 = 3 parti di Dark + 1 parte di Light 3

Il color grigio di queste mescolanze si può realizzare mischiando bianco e nero. Il colore rosato è simile al colore Light utilizzato per il temperamento sanguigno.

Queste tinte per dipingere le carnagioni, consigliate da Lomazzo, sono uno standard di base che il pittore “aggiusta” secondo la necessità e il proprio gusto durante il suo lavoro. Pertanto, sulla tavolozza bisogna avere qualche colore ausiliario, analogo a quelli in uso all’epoca: giallo limone, ocra bruna, lacca di garanza, terra verde o verde composto di ocra gialla + blu, terra di cassel, blu oltremare chiaro, asfalto, oltre ai colori primari che sono serviti per la preparazione delle tinte delle 4 carnagioni. A parte i colori di partenza consigliati da Lomazzo (alcuni ormai in disuso ma sostituibili con altri simili)  ciò che conta è il sistema razionale di preparazione delle tinte per le carnagioni dai chiari agli scuri delle ombre. Tre gradazioni di chiaro, aggiungendo bianco ad una tinta base delle parti in luce (Light); e altre tre, mezzetinte e mezze ombre, ottenute aggiungendo alla tinta base d’ombra scura (Dark) la tinta base delle parti in luce  (Light 3). In totale si ottengono 8 toni dal chiaro allo scuro, comprese la tinta iniziale delle parti in luce e quella dell’ombra scura. Ovviamente, queste sono ricette di base per i 4 tipi di carnagione, sarà poi cura del pittore regolarle opportunamente per adattarli ai soggetti da ritrarre. Così come si delega al giudizio del pittore anche eventuali modifiche per rappresentare le aree più rose del viso come guance, naso e mento. Se un soggetto cade nella categoria del collerico-flemmatico allora si mescolano gli 8 colori per le due carnagioni e si mescolano a due a due (Light collerico-flemmatico=Light collerico + Light flemmatico, Light 1 collerico-flemmatico=Light 1 collerico + Light 1 flemmatico, e così via).

Lomazzo vs John Howard Sanden

Chi segue il blog, leggendo questo articolo avrà probabilmente notato alcune analogie con il promix system color di John Howard Sanden. Il principio che regola la costruzione delle tinte è simile anche se ci sono delle differenze. La tavolozza di Sanden prevede un tipo di carnagione di base, mentre Lomazzo ne prevede 4. Entrambi usano 3 colori per le aree in luce. Il colore base dell’incarnato per Sanden è Light 2 mentre per Lomazzo è Light 3. Il colore Light 3 di Sanden è un po’ più rosato per le aree più rosee come guance, naso e mento. Lomazzo prevede 3 tinte per l’area in ombra. Sanden ne prevede 2 ma poi ha due colori per i mezzi toni uno caldo (per l’area di intersezione luce-ombra generalmente più intensa) e una fredda per i  piani che recedono. In entrambi i sistemi i colori non vanno usati così come mescolati ma sono punti di partenza con i quali poi costruire le tinte del soggetto da ritrarre. Infine, Sanden usa tre grigi neutri che usa per regolare la saturazione o intensità dei colori mediante un sistema simile a quello da me descritto in questi giorni.

Considerazioni finali

Facendo le ricerche per quest’articolo mi sono reso conto che per comprendere le tecniche artistiche del passato oltre alle consuete difficoltà relative alla scarsità di informazioni, c’è anche l’aggravante della differenza culturale. Oggi a nessuno di noi verrebbe in mente di suddividere le tipologie di incarnato in base al temperamento, invece nel medioevo, presumibilmente, era un sistema così noto che veniva naturale usare questo espediente per creare la propria tavolozza.


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Commenti

  1. Molto interessante, anche se un po’ difficile in alcuni punti, soprattutto per chi come me non è un bravo colorista, ma capisco che per queste cose occorre avere conoscenze molto più ampie delle mie.
    Comunque complimenti per l’erudizione dell’autore.

  2. salvatore dice:

    Ciao Enrico,
    Per farla breve nel medioevo i visi venivano classificati in base al temperamento secondo le credenze di medicina del tempo risalenti ad Ippocrate.
    In pratica 4 tavolozze di colore uno per ciascun umore.
    Ogni tavolozza era composta da 8 colori dal più chiaro al più scuro: Light 1, Light 2, Light3, Light, Dark1, Dark 2, Dark 3 e Dark.
    Light e Dark erano i colori base da cui poi si ricavavano gli altri 6: Light1, Light2, Light3, Dark1, Dark2 e Dark3. Questi 6 colori venivano applicati sul volto. Light1, Light2 e Light3 per l’area in luce e gli altri 3 per l’area in ombra.
    Tutto qua.

    Marco mi ha riferito (spero di poterlo dire) che ha ricominciato a dipingere e sta forse ci preparerà i campioni di colore. Quindi in un prox articolo forse vedremo anche la parte pratica.

  3. Articolo molto interessante;anche se non sono un pittore esperto mi affascina tutto ciò che è antico.Mi piacerebbe vedere la parte pratica per provarci pure io come ho fatto con il mazzo di rose del libro di Salvatore sulla pittura dei Maestri Fiamminghi.

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