Come Dipingere sui sassi: la tecnica dell’artista Ernestina Gallina

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In quest’articolo parleremo di Rockpainting, una tecnica che consiste nel dipingere sui sassi soggetti come: cani, gatti, ritratti, insetti e molto altro ancora. Scopriremo gli elementi fondamentali di questa tecnica attraverso un’intervista ad Ernestina Gallina un’artista i cui lavori apprezzo molto.


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Ecco le domande, con le relative risposte, che ho inviato via email ad Ernestina:

  • Chi è Ernestina Gallina, dove vive e quand’è che è iniziata questa  passione per il rockpainting? Sono nata ed abito a Cesenatico, ma per tanti anni ho vissuto all’estero, in Kenya,  ed è lì che è iniziata la mia avventura artistica. Premetto che fin dall’infanzia ho avuto la passione per la pittura, ma non l’ho mai coltivata assiduamente e non ho mai frequentato scuole o corsi d’arte, anzi ho fatto tutt’altro, sono insegnante di scuola elementare. Per caso un giorno, in un libreria di Nairobi, ho sfogliato un libro che parlava di pittura sui sassi, delle comunissime pietre venivano trasformate in animali così realistici da sembrare veri. Rimasi affascinata, allora mi parve un miracolo impossibile da eguagliare, ma volli subito provare e ho iniziato così. Era il 1998, poi qualche anno dopo sono tornata in Italia e ho continuato a dipingere, ad imparare, a migliorare e continuo tuttora.
  • Quali sono i soggetti che preferisci dipingere con il rockpainting? Non ho dei soggetti preferiti, quello che mi piace maggiormente della pittura sui sassi è la fase iniziale, quella più creativa, il momento dell’idea. Osservare un sasso, studiare la sua forma da ogni lato e decidere cosa diventerà.
  • Mi sembra di capire che i sassi sono quelli piatti e lisci che si trovano sulle spiagge, e così? Assolutamente no. I sassi piatti li scarto, non vanno bene. La mia è una pittura tridimensionale, le pietre devono avere un volume. Le pietre sono il materiale più comune dell’universo, si trovano sulle spiagge, nei fiumi, nelle cave, dappertutto. I miei sassi provengono dal letto di un fiume sull’appennino romagnolo e da una spiaggia sassosa delle Marche. Ho un’amica ligure che, quando viene a trovarmi, mi porta casse di sassi raccolti sulle spiagge liguri, i sassi più belli e lisci che abbia mai visto! Io ormai ho sviluppato un’occhio clinico per i sassi, li raccolgo ovunque. Mi è capitato di trovare alcuni dei miei sassi più speciali in posti impensabili, come una piazzola dell’autostrada, nel parcheggio di un ospedale e in un vigneto. E’ anche possibile comprarli nei garden centre e presso i rivenditori di materiale edilizio.
  • Prima di dipingere su un sasso c’è qualche trattamento a cui sottoporlo? Voglio dire, si passa qualche materiale adatto a ricevere il colore? Il sasso deve essere lavato bene, per togliere residui di terra o alghe se è di mare, occasionalmente si può stuccare se un buco o una crepa disturbano l’esecuzione del dipinto. Poi passo una mano di fondo che è il primo livello del dipinto, la applico scegliendo il colore in base alle tonalità che voglio realizzare. Parto sempre da tonalità scure e schiarisco man mano che procedo, quindi se dipingo un gatto dal pelo rossiccio, parto da una base marrone. Se l’animale ha il manto bianco, la base sarà color grigio. Il colore acrilico è molto versatile e aderisce bene alla pietra, c’è chi stende una mano di gesso acrilico bianco prima di iniziare, ma io non ho questa abitudine, parto direttamente col colore di fondo.
  • Mi sembra di aver capito che disegni il soggetto a matita sul sasso. E’ corretto? Quali accorgimenti usi per adattare soggetti come cani, gatti, pastori alla forma di un sasso? Faccio lo schizzo a matita direttamente sul sasso. Il disegno è il momento fondamentale, deve adattarsi alle superfici curve del sasso, esaltarne la forma, rispettarne le proporzioni. Penso che l’unico accorgimento sia scegliere il sasso giusto, c’è il sasso-gatto, il sasso-cane, il sasso-gufo ecc., con l’esperienza ci si fa l’occhio e si impara e vedere l’animale nascosto nella pietra. Il Rockpainting lo si può considerare come una pittura-scultura perchè in un certo senso il sasso viene scolpito in punta di pennello, coi colori, con l’effetto chiaro scuro. E l’oggetto finito assomiglia più ad una scultura che ad un quadro, per via della sua forma tridimensionale.
  • Che colori si utilizzano nel rockpainting? Dipingo con i colori acrilici per artisti.
  • Da quali colori è composta la tua tavolozza? La mia tavolozza è composta da tutti i colori, secondo le necessità. Sono solita fare molte mescolanze, soprattutto quando dipingo dal vero e devo riprodurre una determinata tonalità di pelo, mescolo i colori finchè non ho ottenuto la nuance che più si avvicina al colore reale.
  • Quali pennelli consigli di acquistare a chi desidera avvicinarsi a questa tecnica? Ho impiegato diversi anni in prove e tentativi falliti per arrivare ai pennelli che uso oggi. La pietra spesso è ruvida e “mangia” letteralmente i pennelli, quindi devono essere resistenti e abbastanza duri. Ritengo che ognuno debba trovare i “suoi pennelli”, quelli che più si adattano al proprio stile e modo di dipingere e che non esista il pennello “universale” buono per tutti. Io uso i pennelli Davinci in varie misure, sono sintetici e resistono bene all’usura.
  • Quali sono i materiali addizionali che servono nel rockpainting? Il rock painting è un’arte molto economica ed i materiali che servono sono davvero pochi : sassi, matita e gomma per lo schizzo, colori acrilici, acqua e pennelli. A questi si può aggiungere una vernice acrilica trasparente da stendere sul dipinto asciutto per proteggerlo meglio, io uso uno spray opaco che rimane invisibile. Mi sono procurata anche una tavolozza umida (La tavolozza STAWET Palette di cui abbiamo parlato nell’articolo sui colori acrilici ndr) perchè i colori acrilici asciugano velocemente, in questo modo riesco a manterli freschi per giorni.
  • Qual’è il procedimento che adotti quando dipingi su un sasso? Lavori in un’unica sessione o più sessioni? E’ mia abitudine lavorare in più sessioni. Fatto il disegno su un sasso, accantono il lavoro per un giorno o due, questo mi permette di studiarlo meglio e di vederlo con occhi diversi quando lo riprendo. In questo modo, di solito, riesco a cogliere le stonature e a fare piccole migliorie. Ho sentito parlare del “ballo del pittore”, l’abitudine di molti artisti di interrompere sovente il loro lavoro riprendendolo poi qualche ora dopo, quasi in una sorta di “balletto”. Anch’io, inconsapevolmente, “ballo” davanti ad un sasso, non completo mai un dipinto in una sola sessione.
  • Ho letto sul tuo blog che l’effetto dei peli lo realizzi con pennelli particolari, puoi dirci qual’è la tua tecnica su questa problematica? Il pelo degli animali è lo scoglio di tanti, a mio avviso non è difficile è solo impegnativo perchè occorre la pazienza di lavorare in strati successivi. Fatto un primo strato se ne fa sopra un’altro e un’altro ancora, infittendo gradualmente il manto e tenendo sempre presente l’anatomia dell’animale. E’ importante avere come riferimento una foto per osservare sempre la direzione del pelo, i punti di luce nelle parti sporgenti del corpo ( una costola, una coscia), le zone in ombra (una piega della pelle). Per ottenere un buon realismo bisogna usare il pennello giusto: sottile, con la punta integra. Per anni io ho continuato a dipingere il pelo dei miei animali di sasso con un pennellino davinci numero 1 e posso dire con buoni risultati. Solamente di recente ho scoperto che esistono dei pennelli appositi, fatti a pettine o sfrangiati, che velocizzano questo procedimento. Sono prodotti negli Stati Uniti ed oggi è possibile reperirli anche in Italia. La mia opinione è che sono senz’altro utili, quando la superfice da ricoprire è ampia aiutano ad accorciare i tempi di esecuzione, ma non sono facili da usare, occorre calibrare bene la densità del colore altrimenti il risultato è molto scadente.

Ringrazio Ernestina per la notevole quantità di informazioni che ci ha fornito per iniziare a sperimentare questa  tecnica. Oltre ad esse, Ernestina ci regala anche una serie di tutorial molto utili per iniziare a sperimentare la tecnica del Rockpainting:

  1. Coccinelle volanti
  2. Pesciolino Nemo
  3. Maialino Rosa
  4. La piantina di cactus
  5. La coccinella di San Valentino
  6. Scritto sulla pietra
  7. Cesto di viole

Per chi desidera, invece, vedere dal vivo Ernestina mentre lavora ecco un video in tre parti di una sua opera.

Per concludere, Ernestina ci segnala anche il nome di Wendy Prior un’artista australiana molto brava in questa disciplina. Spero che quest’articolo sia un incentivo per i lettori ad iniziare ad esplorare questa tecnica molto affascinante. Chiudo l’articolo ringraziando Ernestina per il tempo che ci ha dedicato.

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Commenti

  1. a. aillardi dice:

    grazie mille! mi interessa molto questo questo tipo di pittura, é da tempo che guardando certi sassi pensavo alle varie forme, però non riuscivo a tirarne fuori niente, e lasciavo perdere.Ma ora che ho visto quello che si può fare con un sasso di forma giusta, ti giuro che ci provo subito.Ho giusto qualche sasso preso in precedenza quà e là, (la mia passione di raccogliere le pietre),ora ho capito il perche.ti ringrazio tanto mi hai dato un’ottima ispirazione, penso che mi divertirò moltissimo d’ora in poi.Salvatore sei forte GRAZIE Antonia

  2. grazie ernestina per darci l’opportunità di migliorare la pittura sui sassi, sono una donna che dipingeva solo su tele, trasferendomi al mare, dove regnano più sassi che sabbia, ho intrapreso questo viaggio l’unica mia grande difficoltà è di non saper disegnare vado direttamente con i pennelli e i colori alcune cose sono particolari altri trovo difficoltà a trasformarli in “reali” cosa mi consigli? grazie di cuore enza

  3. stupendo !

  4. simonetta dice:

    ciao, e’ divertentissimo. ma risultano un po’ infantili i miei. hai qualche consiglio?

  5. sasadangelo dice:

    credo ernestina ne sappia più di me.
    Comincia dal suo sito.

  6. bravissima l’artista , troppo belli i sassi ,

  7. vandelli olga laura dice:

    complimenti e grazie per quanto spieghi con estrema semplicità,penso che passare all’azione però non sia così facile! olga

  8. simona dice:

    tantissimi complimenti per il tuo lavoro. io avrei bisogno di sapere che vernice finale usi, grazie mille!

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