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Come fotografare le proprie opere d’arte?

Come fotografare le proprie opere darte?
Hai dipinto un bel quadro e vuoi mostrarlo ai tuoi amici sul web o semplicemente mostarlo sul forum di Disegno & Pittura? Hai scattato una foto della tua opera artistica e ti accorgi che non è uguale all’originale, anzi è molto piu brutta?

Nell’era di Internet molti artisti si promuovono su web e riuscire a fare belle foto delle proprie opere, fedeli all’originale, è fondamentale.

Ma come procedere?

Ecco alcuni consigli che ti saranno molto utili.

  1. Controlla la macchinetta e assicurati che non sia impostata la stampa della data. Purtroppo anche a me in passato è capitato di scattare foto a dipinti con la data stampata sopra. E’ un errore da evitare.
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  2. Poggia la tua opera su un cavalletto o, semplicemente, su un tavolo e fai in modo che lo sfondo sia di un unico colore come ad esempio un muro bianco. Questo accorgimento ti sara di aiuto dopo.
  3. Non avvicinarti troppo con la macchina fotografica per evitare che la tela appaia distorta ai lati. Uno o due passi di distanza vanno più che bene. Usa lo zoom per inquadrare l’intera opera e fai in modo che essa entri interamente nel mirino riducendo al minimo lo spazio circostante.
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  4. Assicurati che i bordi della tela siano paralleli ai bordi del mirino della macchina fotografica. Questo serve a evitare distorsioni prospettiche.
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  5. Non usare il flash altrimenti otterrai lo sgradevole effetto glaring. Questa è una foto presa dal seguente sito che mostra un dipinto ad olio fotografato con il flash. Si noti come al centro ci sia un’area eccessivamente illuminata.
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  6. La macchina al momento dello scatto deve essere ferma. Molte macchinette bilanciano i movimenti delle mani ma la soluzione migliore è il cavalletto. Io ne ho acquistato uno da 15 Euro in un negozio gestito da cinesi. Non sarà il massimo per un fotografo ma per me va più che bene.
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  7. Usa l’autoscatto così da neutralizzare del tutto le oscillazioni causate dal click con le mani. Molti bravi fotografi riescono a tenere la mano ben ferma anche in condizioni difficili, io non ne sono capace e trovo molto comodo l’uso dell’autoscatto. L’autoscatto sulla tua macchinetta lo riconoscerai dal seguente simbolo che mostra un orologio con il tempo che trascorre. Se non trovi l’autoscatto sulla tua macchinetta cerca questo simbolo.
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  8. L’illuminazione del dipinto è fondamentale. Una luce diffusa proveniente da una giornata grigia è ottima. Se fuori c’è il sole aiutati con una tendina. Se vuoi usare la luce artificiale assicurati che sia bianca. Due luci che illuminano il quadro a 45 gradi è l’ideale.
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  9. Assicurati che il bianco sia bilanciato. Bilanciare il bianco significa che un oggetto bianco non deve apparire bluastro, rossastro o di qualsiasi altro colore. Purtroppo questa procedura dipende dalla macchinetta e conviene tu legga attentamente le istruzioni del manuale. Generalmente le macchinette consentono una programmazione manuale del bilanciamento del bianco fornendo alcune condizioni di illuminazione standard (es. nuvoloso, sole, luce artificiale gialla, luce artificiale blu, ecc.) ma anche la modifica manuale da parte dell’utente. Potresti scattare una prima foto e verificare che il muro bianco appaia realmente bianco anche se i fotografi ci insegnano che questa taratura andrebbe fatta con carta Kodak color grigio 18%.
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  10. Un altro aspetto fondamentale è l’esposizione della macchinetta rispetto alla luce ambientale. Per esposizione si intende una combinazione di tre parametri: distanza focale, velocità di otturazione e sensibilità ISO . Su Internet troverete una quantità infinita di articoli che parlano delll’esposizione e come gestirla con la propria macchinetta. Una foto sottoesposta e più scura rispetto all’originale. Una foto sovraesposta e più chiara dell’originale. Molte macchine consentono di regolare a mano l’esposizione. Anzichè impostare a mano la distanza focale e la velocità di otturazione molte macchinette usano l’exposure value ossia un valore che denota una combinazione di velocità di otturazione edistanza focale ed evita le combinazioni che danno medesimo risultato. Ad esempio, se scattando una prima foto questa viene troppo scura si può aumentare l’esposizione incrementando semplicemente questo valore, viceversa se è chiara. Anche l’esposizione andrebbe tarata, come il bianco, su un cartoncino color grigio 18%. Su alcune macchinette se premete a metà il tasto per scattare la foto calcolerà in automatico l’esposizione assumendo che il soggetto sia color grigio 18%. L’idea potrebbe essere quello di calcolare l’esposizione mediante il mezzo scatto e l’uso di cartoncino grigio affiancato al dipinto per poi completare lo scatto sul dipinto.

Eseguita la foto conviene sempre fare qualche scatto aggiuntivo anche se si è soddisfatti della prima. Tutti i problemi qui elencati possono essere aggiustati in fase di post produzione con programmi come Photoshop e Gimp a patto che non siano irrimediabili. Ad ogni modo è sempre conveniente ridurre al minimo questi problemi in fase di scatto della foto. Meglio sarà la vostra foto, meno bisogno ci sarà del software. Considerate che un software nulla può su una foto scattata davvero male. Ma di fotoritocco parleremo in un futuro articolo.

E tu come fotografi le tue opere?



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12 Commenti a “Come fotografare le proprie opere d’arte?”

  1. 1. Maria Scrive:

    Grazie, ne avevo proprio bisogno di queste istruzioni ed avrò bisogno anche del cavalletto visto che non riesco a tenere la mano ferma mentre scatto!

  2. 2. Ricuccio Scrive:

    Grazie per i suggerimenti, sempre utili per me pessimo “fotografo”.
    Una precisazione per favore: le lampade a incandescenza a basso consumo hanno luce gialla o blu?
    E poi: se la luce naturale (diurna) proviene solo da una finestra, con un’angolazione rispetto al cavalletto di circa 45°, va bene oppure occorre una seconda fonte d’illuminazione?
    Ho un cavalletto ma….non l’ho mai usato!!!
    D’ora in avanti lo userò sempre.

  3. 3. sasadangelo Scrive:

    xMaria,
    si il cavalletto per me è utile. Con le sole mani non riesco a tenere l’immagine non mossa soprattutto se scatto la foto in un interno e con un’otturazione alta.

    xRicuccio: le luci a basso consumo le vendono sia blu, sia gialle che bianche. C’è un pallino che indica il colore sulla scatola. Le bianche sono migliori evita il problema che il bianco diventu blu o giallo.

    La luce naturale da una sola finestra è ok. C’è un video che se trovo pubblico di un fotografo che usa proprio la luce della finestra.

  4. 4. franca Scrive:

    Grazie ,è proprio vero non perdere la speranza,finalmente vi ho trovati,avevo proprio bisogno,di;qualcuno che mi indicasse come muovermi:nella pittura;
    sto scoprendo un sacco di cose ,a me sconosciute.
    Complimenti il Vostro blog è stupendo.
    grazie a presto

  5. 5. Ricuccio Scrive:

    Grazie Salvatore.
    Ti verrà da ridere ma io, fortunatamente, ho ancora la scatola della lampadina a basso consumo che uso sopra il cavalletto.
    Ebbene, sulla scatola ci sono, in fila, 6 (confermo “sei”) cerchietti. I primi cinque sono gialli e l’ultimo è bianco. Secondo te cosa significa?
    La lampadina è una SPARSAM da 1200 lm – 20 w – 2700 Kelvin.
    Alla prima occasione chiederò chiarimenti in proposito a un elettricista, ma per il momento ho pensato che queste informazioni possono servire a chi è in procinto di acquistare una lampadina a basso consumo, perchè si preoccupi di leggere la confezione e chieda spiegazioni in proposito al venditore.

  6. 6. Tatiana Scrive:

    Utilissimi questi consigli.

    Complimenti per il blog!

  7. 7. sasadangelo Scrive:

    Ciao Ricuccio,
    guarda io ho sempre visto un cerchietto. Non saprei cosa rispondere. Posso dirti che gialle e blu ne trovi a valanghe, quelle bianche sono più difficili da trovare. Io le prendo da Leroy Merlin.

    Cmq, la temperature o colore della luce si misura in kelvin
    http://it.wikipedia.org/wiki/Temperatura_di_colore

    la scala va da 1800 K che è rosso fino a 16000 Kelvin che è viola. Qui vedi la scala
    http://it.wikipedia.org/wiki/Temperatura_di_colore

    Quindi se la tua è 2700 Kelvin è gialla.

    In genere una lampada standard è di circa 5500 Kelvin ossia luce bianca.

    Se la tua luce è gialla la foto verrebbe gialla a meno che tu non bilanci il bianco. Se lo fai manualmente ti ritrovi alcune opzioni come mostro nella foto. Devi vedere il simbolo della luce a tungsteno. Quello raffredda il colore e compensa il caldo del giallo.

    Alcune macchinette anche molto scarse ti consentono di compensare il bilanciamento del bianco con 3 cursori RGB (cerca il tuo manuale), credo aumentando B dovresti compensare.

    Sempre su molte macchinette vedi che c’è l’opzione custom o qualcosa del genere con cui lasci alla macchinetta calcolare la compensazione. Per fare ciò metti un cartoncino grigio sul quadro fai lo scatto così lui memorizza il bilanciamento e poi fai le foto.

  8. 8. Ricuccio Scrive:

    Mille grazie, Salvatore.
    Dopo le tue più che esaurienti spiegazioni non ho più bisogno dell’aiuto di un elettricista. Poiché Leroy Merlin è vicino a casa mia adesso so dove rivolgermi per procurarmi le lampade a luce bianca.
    Di nuovo grazie.

  9. 9. sasadangelo Scrive:

    Si il problema, però, sono i watt.
    Le lampade da studio per fotografi credo siano molto più luminose di quelle di casa. Non sono un esperto.Ho letto che alcune arrivano anche a 500 W.
    Ma credo che come hobbisti possiamo avere pretese inferiori.

  10. 10. Ricuccio Scrive:

    Grazie per l?informazione. Starò attento e sentirò qualche parere in proposito.

  11. 11. orso1943 Piergiorgio Scrive:

    Grazie Salvatore,un’articolo molto utile e interessante,infatti sarebbe un vero peccato se un bel dipinto fosse giudicato scadente per una foto scattata male.

  12. 12. Antonio-(antau) Scrive:

    Bell’articolo Salvatore. Mi pare che sia completo e ricco di informazioni utili e pratiche.