8 Principi per gestire un blog d’arte

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In un sondaggio pubblicato su questo blog, l’86% dei votanti ha dichiarato di gestire un blog artistico o che desidererebbe farlo.  Il 58% che già gestisce un blog è probabile che lo faccia per hobby e mai abbia pensato di poter ricavarne un profitto con cui sostenere economicamente la propria passione.

L’approccio alla gestione di siti o blog che noto con maggiore frequenza anche in ambito non artistico si può riassumere nei seguenti passi:

Ovviamente non c’è nulla di male in tutto ciò, del resto anche io ho seguito questi medesimi passi in passato e, in parte, continuo a farlo. Con il tempo, però, ci si accorge che per andare oltre non basta più fare modifiche quà e là al sito o pubblicare contenuti più o meno buoni. Serve un cambio completo di mentalità che porti a considerare la vostra attività come un vero e proprio business seppur di piccole dimensioni. E’ necessario diventare imprenditori del proprio blog e del proprio percorso artistico. Mi rendo conto che per molti il termine “imprenditore” poco si sposa con quello di “artista” e credo sia questo il maggior ostacolo al raggiungimento di determinati risultati. In questo articolo vorrei condividere con voi 8 principi su cui basare questo cambio di mentalità.

  1. Visione

    Albert Einstein diceva:

    La perfezione dei mezzi, e la confusione di obiettivi, sembra essere il nostro problema principale.

    Sedetevi per un attimo e chiedetevi: dove voglio arrivare fra 5 o 6 anni? Quali obiettivi voglio raggiungere? Quando si selezionano gli obiettivi è importante che:

    • Non si confondano obiettivi con gli strumenti necessari a raggiungerli.
    • Siano tangibili e misurabili.
    • Siano realistici.
    • Abbiano una scadenza.

    Spesso alla domanda di cui sopra si può rispondere dicendo: vorrei più soldi così posso investire di più sul mio blog o sito e potermi dedicare finalmente a ciò che più mi piace. I soldi, però, sono uno strumento non un obiettivo. Analoga cosa è rispondere: voglio più traffico così da vendere facilmente i miei quadri, prodotti o servizi. Anche il traffico web è un mezzo e non un obiettivo.

    Gli obiettivi devono essere tangibili e misurabili. E’ inutile dire: fra cinque anni voglio essere l’artista più famoso del web; perché dopo cinque anni non avremo alcun modo per misurare in maniera tangibile il significato di “più famoso del web”. Magari in tali casi è meglio dire: “fra cinque anni voglio esporre una mia opera alla Biennale di Venezia”. Questo seppur un obiettivo difficilissimo è sicuramente tangibile e misurabile perché dopo il periodo di scadenza se ho esposto la mia opera allora ho raggiunto il mio obiettivo, altrimenti no.

    E’ importante che l’obiettivo sia realistico nel senso che possa essere raggiunto nel periodo di tempo prestabilito. Se non abbiamo mai dipinto in vita nostra è inutile porsi come obiettivo di esporre dopo 5 anni alla Biennale di Venezia, meglio scegliere un obiettivo sempre ambizioso ma più realistico. Con questo non sto dicendo che non possa esistere una persona capace in soli 5 anni di raggiungere certi livelli, dico solo che è molto raro.

    Un obbiettivo senza una scadenza è un sogno destinato a non realizzarsi. Molti di noi sono propensi a sognare un dato obiettivo ma pochi fissano una scadenza per raggiungerlo. Il ruolo della scadenza è proprio quello di verificare, periodicamente, quanto lontani siamo dal nostro obiettivo e riorganizzare la nostra strategia per evitare errori e semplificare i passaggi per arrivarci. Fissare scadenze spesso ci appare come un modo per pianificare a tavolino la nostra vita, invece deve essere visto solo come uno strumento per aggiustare il tiro ed evitare di che perder tempo in cose che ci distraggono dall’obbiettivo reale.

  2. Creare valore

    Albert Einstein diceva:

    “Sforzatevi di non essere di successo, ma piuttosto per essere di valore”.

    Qualunque attività online una persona faccia se non crea valore per il suo cliente/utente prima o poi sarà destinato a fallire. Quando parlo di valore intendo dare qualcosa di veramente utile al cliente/utente, qualcosa che soddisfi un suo bisogno o risolva un suo problema. Chi opera online spesso perde molto tempo a migliorare il suo sito e poco tempo a creare valore per i propri utenti. Nel caso dell’arte creare valore per i propri clienti/utenti potrebbe significare tante cose: creare opere che soddisfino bisogni estetici, creare corsi idonei per insegnare la pittura ai propri studenti, ecc. Creare valore per i propri clienti/utenti è il cuore di qualsiasi business. Curando molto questo aspetto si avranno maggiori probabilità di raggiungere i propri obiettivi.

  3. Profitto

    Riuscire a realizzare i propri obiettivi artistici richiede tempo e fatica. E’ probabile che chi può dedicare 8 ore al giorno all’arte e al proprio blog abbia maggiori probabilità di successo rispetto a chi può dedicare 2 ore a settimana. Riuscire a trarre dei profitti dalle attività che amiamo è sicuramente un modo per poter dedicare a queste attività più tempo. La situazione ideale dovrebbe essere quella di raggiungere l’indipendenza economica svolgendo le attività che più amiamo fare. Purtroppo non sempre è così e spesso siamo costretti a svolgere lavori noiosi ma necessari alla nostra sopravvivenza che, inevitabilmente, sottraggono il tempo alle attività che amiamo di più. Questo diviene spesso la causa di frustrazioni che maggiormente noto nei giovani. Quindi la nostra visione oltre ad appagare le nostre passioni dovrebbe anche essere finanziariamente sostenibile. Bisognerebbe cercare di capire fin dall’inizio se l’attività che vogliamo gestire tramite il nostro sito o blog possa essere profittevole oppure no, per evitare di imbarcarci in progetti destinati poi a fallire per mancanza di tempo e soldi. Quindi prima di cominciare un’attività sarebbe utile chiedersi:  chi riceverà valore dal mio blog? quali prodotti o servizi posso fornirgli attraverso di esso? Sarà disposto a pagarli per averli? Esistono già sul mercato? Se si, in cosa si differenziano dai miei? Saranno i costi inferiori ai ricavi così da poterne trarre profitti?

  4. Strategia

    Deciso qual è la mia visione, quale valore voglio dare alle persone a cui mi rivolgo e quali possibilità di profitto ci sono, bisogna sedersi a tavolino e cercare di capire a grandi linee come concretizzare la nostra visione. In pratica, devo individuare i passi fondamentali da utilizzare anno dopo anno per raggiungere il mio obiettivo finale. Spesso si confonde la strategia con la tattica e per rimuovere ogni dubbio farò un semplice esempio militare. Supponiamo che il generale di un esercito A debba sconfiggere un esercito B più numeroso. Questo è l’obiettivo (o visione). La strategia potrebbe essere quella di intrappolare l’intero esercito B in un canyon distante pochi chilometri e poi colpirlo inesorabilmente. Per attuare questa strategia dovrà eseguire alcune azioni tattiche che possono essere:

    • accerchiare con la cavalleria l’esercito B e spingerlo verso il canyon;
    • utilizzare una parte della fanteria per indebolire l’esercito B e farlo ripiegare verso il canyon;
    • utilizzare la restante parte della fanteria per bloccare l’unica via di fuga;
    • usare gli arcieri che dall’alto del canyon dovranno sconfiggere definitivamente l’esercito B.

    Quelle appena elencate sono azioni tattiche atte ad implementare l’unica strategia di spingere l’esercito B verso il canyon. Per individuare la strategia da perseguire nella gestione del vostro sito o blog si può procedere attraverso 3 semplici passi:

    1. Analisi Comparativa. L’analisi comparativa tende ad individuare i fattori esterni che possono influenzare il successo del vostro blog.  La concorrenza è uno dei fattori esterni più importanti. Molte persone  temono di aprire un sito o blog perché hanno paura della concorrenza, perché magari quella nicchia di mercato è già occupata da qualcun altro. Se Google avesse ragionato in questo modo non avrebbe mai lanciato il suo motore di ricerca dato che già c’era Yahoo. Ma anche se voi siete i primi ad occupare una nicchia con il vostro sito o blog non è detto che lo sarete per sempre. Se la vostra nicchia è profittevole prima o poi arriveranno nuovi concorrenti. Quindi, cercate di capire il contesto in cui andrete a calarvi e cercate di capire se è adatto al vostro tipo di attività. Un altro fattore esterno molto importante è la domanda, cioè se ci sono persone a cui possono interessare i vostri prodotti o servizi.
    2. Bilancio delle Risorse. Se nell’analisi comparativa valuterete  i fattori esterni, nel bilancio delle risorse dovreste valutare i fattori interni. Ad esempio, quali sono i vostri punti di forza? Quali sono i vostri punti deboli? Quanto vi sentite lontano dall’obbiettivo finale che volete raggiungere?
    3. Definizione obiettivi strategici. A questo punto noti i fattori esterni, i punti di forza, i punti deboli e quanto distanti siamo dal nostro obiettivo è possibile definire, a grandi linee, i passi strategici (o obiettivi strategici) che mi consentiranno di raggiungere l’obiettivo finale. In pratica, con questo approccio divido il mio obiettivo generale in tanti piccoli obiettivi raggiungendo i quali raggiungerò il mio obiettivo finale. Questo approccio viene denominato Divide et Impera.
  5. Azioni

    Quando abbiamo individuato gli obiettivi strategici per realizzare la nostra visione è necessario prioritizzarli. In alcuni casi è semplice perché un obiettivo strategico non può essere raggiunto se non viene prima raggiunto un altro. In altri casi bisogna fare delle scelte. Una volta che abbiamo prioritizzato gli obiettivi strategici possiamo provare ad implementarne due o tre anno per anno. Individuati i due o tre obiettivi strategici da implementare in un dato anno, per ciascuno di esso bisogna individuare una o più azioni tattiche necessarie al suo raggiungimento. Collezionate tutte le azioni tattiche bisogna prioritizzarle ed eseguirle durante l’anno verificando mese per mese lo stato di avanzamento e apportare eventuali correzioni. A fine anno si potrà valutare il raggiungimento degli obiettivi strategici, capire quali sono stati gli errori ed evitarli negli anni successivi.

  6. Regola di Pareto
    Vilfredo Pareto è stato un economista italiano che studiando la distribuzione dei redditi dimostrò che in una data regione solo pochi individui possedevano la maggior parte della ricchezza. Questa dimostrazione ispirò la cosiddetta legge empirica “80/20” formulata da Joseph J. Muran la quale sostiene che la maggior parte degli effetti (80%) avviene grazie ad un numero ristretto di cause (20%). Ovviamente i numeri 80 e 20 vengono fuori da osservazioni empiriche e sono solo indicativi. Tutto questo ci aiuta a capire che il 20% delle nostre azioni porterà l’80% dei risultati, quindi nella valutazione mese dopo mese degli obiettivi strategici e anno per anno dell’obiettivo finale cercate di individuare qual è quel numero ristretto di azioni che portano il maggior numero di benefici e concentratevi principalmente su di essi.
  7. Perseveranza

    Albert Einstein diceva:

    Non è che io sia poi così intelligente. è che mi soffermo a ragionare sui problemi un po’ più a lungo.

    Qualsiasi progetto online cominciate c’è sempre un entusiasmo iniziale che vi aiuta a fare molte cose. Con il passare del tempo l’entusiasmo subisce una curva di decrescita la cui pendenza spesso dipende anche dai risultati che riuscite ad ottenere. Spesso vi verrà voglia di buttare tutto all’aria. Solo chi crede fortemente nella sua visione porterà avanti con ostinazione il suo progetto e, probabilmente, otterrà i risultati sperati. Alcuni esperti sostengono che in qualsiasi progetto il fallimento è la regola e i successi sono l’eccezione.

  8. Crescita

    La crescita è per qualsiasi attività online uno dei fattori più importanti, sia in fase di costruzione che in  quella di consolidamento. Senza crescita qualsiasi nostra attività rischia di rimanere intrappolata in un pantano dove si perpetueranno all’infinito sempre le stesse attività senza avere più la possibilità di esplorare nuovi percorsi e migliorare anche le nostre condizioni. Ho avuto modo di lavorare sia in piccoli negozi che in grandi aziende è la differenza sostanziale risiede principalmente nell’attenzione alla crescita. Nel piccolo negozio il negoziante è così sommerso dal lavoro quotidiano che non ha nemmeno un secondo per pensare alla crescita. Viceversa nelle grandi aziende ci sono fior di manager il cui unico obiettivo è solo far crescere l’azienda. E’ una questione essenzialmente di mentalità.  L’obiettivo principale di chi gestisce una qualsiasi attività, sia essa online che offline, dovrebbe essere quello di farla crescere senza farsi sommergere dal lavoro quotidiano. A mio avviso, ci sono diversi fattori che possono influire la crescita, tra questi i più importanti credo siano essenzialmente 4:

    1. Delega. Chi comincia un nuovo progetto online in molti casi è solo o al più ha qualche socio in famiglia o tra gli amici. All’inizio bisogna lavorare sodo per raggiungere dei risultati. Si fanno sia lavori importanti ma anche lavori di contorno che spesso distraggono dal lavoro vero. Ci si abitua ad accentrare su di se tutte le responsabilità. Con la crescita del proprio sito o blog se non si vuole essere sommersi dal lavoro sarebbe saggio scegliere dei collaboratori a cui delegare responsabilità sempre crescenti in modo da potersi dedicare alla crescita e alle attività più importanti. Purtroppo quando si deve decidere se assumere o no un collaboratore si pensa solo ai costi e non ai guadagni che il suo impiego può portare.
    2. Automazione. Automatizzare i processi di produzione di contenuti, di prodotti e di vendita è un altro aspetto cruciale per il proprio sito o blog. Supponete di vendere opere d’arte e, in un anno, siete passati dalla vendita di 1 opera al giorno a 100. Se continuate a gestire le vostre attività di vendita con la stessa tecnica che utilizzavate quando vendevate una sola opera al giorno è probabile che dovreste assumere una o più persone che, insieme a voi, gestiranno il processo di vendita. In tal caso le persone assunte diverranno solo un costo visto che voi non avrete tempo da dedicare alla crescita  della vostra attività. In tal caso sarebbe saggio pensare ad automatizzare il processo di vendita così da assumere meno  persone ed avere più tempo da dedicare alla crescita.
    3. Outsourcing. Quando si lavoro per lungo tempo su un’attività si tende a credere di essere gli unici a saper svolgere quel dato compito. Ciò non sempre è vero. Ci sarà sempre qualcuno che già sa fare quel compito meglio di voi oppure se educato può farlo meglio di voi. Se ci sono attività che non sono cruciali per la vostra attività online fate outsourcing verso terzi. Ci sono siti come Elance che vi aiutano a selezionare professionisti di vario genere a delegare alcune attività a costi ridotti. Ad esempio, se volete creare una traduzione in inglese del vostro blog potete assumere un traduttore professionista che tradurrà per voi l’intero blog.
    4. Acquisizione Competenze. Un altro modo per crescere è anche quello di esplorare nicchie di mercato diverse da quelle in cui operate. Ad esempio, se vendete opere online potete pensare anche di fornire corsi, workshop, ecc. Per fare ciò avete due possibilità: acquisire da voi le nuove competenze necessarie oppure fare una joint venture con un nuovo socio che magari già opera in quel settore o ha le caratteristiche per farlo. Le grandi società quando devono aprirsi a nuovi mercati valutano sempre se possono entrare in quel mercato con un prodotto o servizio fatto da loro oppure acquisire una società che già opera in quel mercato.

E voi come gestite il vostro blog? Il vostro blog è per voi solo un hobby o qualcosa di più? Pensate che le nuove tecnologie possono realmente aprire nuove strade agli artisti o aspiranti tali?

Fonti: www.dailyblogtips.com


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Commenti

  1. Articolo interessante e come sempre la tua esposizione è chiara ed alla portata anche dei non competenti.Adesso che ci hai aperto la porta conducici per mano.

  2. “Adesso che ci hai aperto la porta conducici per mano”

    troppo buono. Il web ci porta x mano, io sono solo una piccola goccia nel mare…

  3. Grazie, avevo proprio bisogno delle tue parole per trovare la forza per andare avanti!

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