17 errori da evitare quando si dipinge con i colori ad olio

Errori nella Pittura ad olio

Per imparare a dipingere un primo metodo è quello di studiare tutorial che spiegano “Come fare per …”. Un altro metodo altrettanto efficace è quello di conoscere “Cosa non fare per …”. In quest’articolo vorrei adottare questo secondo principio elencando le 17 errori  che ho commesso in passato e che ora non ripeterò più.

  1. Usare i colori così come escono dal tubo.

    Qualsiasi colore mescolato ad un altro ne riduce la saturazione. In base a questo principio, per dare la possibilità agli artisti di riprodurre un gran numero di tinte, i produttori di colori vendono quest’ultimi ad un alto grado di saturazione. Quindi è molto improbabile che un colore presente in natura sia perfettamente imitabile utilizzando un singolo tubetto. Quindi valutate bene i colori da riprodurre ed evitate la tentazione di usare un solo tubetto per imitare le tinte.

  2. Mescolare troppi colori.

    Quando si comincia a dipingere la difficoltà di imitare le tinte porta ad adottare un approccio “A Tentativi” che è molto lento e difficilmente porta a buoni risultati. Imparate a mescolare i colori seguendo una logica ben precisa che vi porti a mescolare le tinte con il minor numero di tubetti di colori. I lettori della Newsletter già conoscono il mio metodo, presto lo illustrerò anche su questo blog.

  3. Usare l’acqua ragia inodore per diluire i colori.

    L’acqua ragia che comprate in ferramenta usatela solo per pulire i pennelli. Per diluire i colori usate olio di lino e trementina acquistati in negozi di belle arti.

  4. Dipingere un’immagine da foto senza fare alcuna considerazione sulla composizione.

    Il modo più semplice per dipingere un soggetto, sia esso un paesaggio, ritratto o natura morta è quello di prendere una foto. La foto, per quanto bella, potrebbe non essere adatta da un punto artistico per innumerevoli motivi: manca un centro di interesse, ci sono elementi di simmetria, ci sono più aree che competono tra di loro ecc. Consiglio di leggere gli articoli di Composizione pubblicati sul blog e poi pensare alla possibilità di combinare due o più fotografie tra loro per ottenere soggetti più interessanti.

  5. Cattivo uso della prospettiva lineare.

    Si osserva maggiormente nei paesaggi con case ed edifici. Ma la prospettiva è presente anche nelle nature morte o nei ritratti. L’unico rimedio è quello di studiarne i principi. Nella categoria Prospettiva di questo blog troverete molti articoli al riguardo.

  6. Non utilizzo della prospettiva aerea.

    Dipingendo il paesaggio un elemento fondamentale è la profondità che si ottiene applicando i principi della prospettiva aerea. Il rimedio è quello di dipingere ricordando che oggetti lontani sono più chiari e meno saturi rispetto a quelli più vicini a causa dell’atmosfera che si interpone tra oggetti e occhio dell’osservatore. Per simulare questo effetto conviene creare il colore dell’atmosfera che consiste, nel paesaggio, al colore del cielo all’orizzonte. Man mano che si dipingono oggetti più lontani si aggiunge sempre più colore dell’atmosfera alle varie tinte. Quindi supposto di avere due oggetti A e B di colore verde con A in primo piano e B in secondo piano. Si colora A di verde e B di verde + colore atmosfera. Questo principio l’ho illustrato nell’articolo Prospettiva aerea, esempio di applicazione.

  7. Cattivo uso dei toni.

    L’artista Frank Reilly sosteneva che il tono rappresenta l’80% di qualsiasi  dipinto. Ricordo che il tono esprime il grado di luminosità di un qualsiasi oggetto, ossia il chiaroscuro. Purtroppo molti ritengono il colore più importante del tono e non è raro vedere opere con scarso contrasto tra luci ed ombre, ombre portate disegnate male oppure non presenti. E’ importante, quindi, tener sempre ben a mente i principi esposti nell’articolo Chiaroscuro. La differenza di tono (o contrasto di tono) tra luce ed ombra dipende dalla posizione della sorgente luminosa, dalla sua potenza e dalla sua distanza dall’oggetto. In un’illuminazione di 3/4 tipicamente la differenza tra luce e ombra è di 3 o 4 toni. Inoltre, quando il tono della luce e quello dell’ombra sono sfumati tra loro si crea un tono detto “mezzo tono” che è a metà tra i due toni. Gli antichi maestri proprio perché conoscevano bene l’importanza dei toni dedicavano più fasi alla sola realizzazione degli studi tonali.

  8. Approccio try/error nella mistione dei colori.

    Mescolare i colori è probabilmente il task più impegnativo e difficile dell’intero processo pittorico. L’obiettivo è semplice: riuscire ad ottenere una tinta a partire da una serie di tubetti scelti dalla propria tavolozza. Nel corso di pittura ad olio ho dato qualche indicazione su come scegliere i tubetti di colore per la propria tavolozza, ma non ho indicato effettivamente il processo per realizzare la mistione dei colori al fine di ottenere una data tinta. La letteratura al riguardo a volte è scarsa, a volte si trovano informazioni discordanti tra loro per cui diventa difficile orientarsi. L’unica soluzione a questo problema è avere un procedimento logico da seguire. Nella mia Newsletter ho tentato di illustrare un procedimento logico che a me ha aiutato molto. Artisti come Richard Robinson, Frank Reilly, John Howard Sanden utilizzano un procedimento analogo. Descriverlo ora richiederebbe troppo tempo per cui credo che dobbiate attendere le future lezioni del corso di pittura ad olio per artisti principianti (credo che l’argomento verrà trattato nella lezione 16).

  9. Non usare il nero.

    Nell’800 con l’avvento della pittura impressionista si è consolidata l’abitudine di non usare il nero. La motivazione credo risiedeva nella sua scarsa armonizzazione con le altre tinte nel paesaggio. Probabilmente è plausibile che l’uso del nero puro poco si armonizza in un paesaggio ma credo non ci sia alcuna prova scientifica che non possa essere utilizzato in combinazione con altre tinte. Anzi, se osserviamo la composizione di colori come il Bruno van Dyck noteremo la presenza del pigmento PBk, ossia il nero. Del resto antichi maestri come Velasquez lo usavano.

  10. Usare il bianco puro per dipingere oggetti bianchi.

    Facciamo un piccolo esperimento. Osservate attentamente una parete bianca. Ora prendete un foglio di carta di quaderno e comparatelo con il bianco della parete. Probabilmente il primo vi apparirà più bianco del secondo. Questo ci insegna che ciò che può apparire bianco in realtà non è bianco puro ma ha un certo grado di colore in se. Per capire come imitare questa tinta è bene chiedersi innanzitutto se è un colore caldo o freddo. Se è un colore caldo allora bisognerà aggiungere al bianco un colore nella gamma dei rossi, gialli o aranci, altrimenti un colore nella gamma dei blu, verdi o viola. Scelta la gamma di appartenenza bisogna capire se è conveniente usare un colore all’esterno della ruota cromatica o più interna. Ad esempio, se scegliamo la gamma dei gialli il colore da aggiungere potrebbe essere giallo cadmio chiaro, ocra gialla oppure terra ombra bruciata. Oppure potrebbe essere un mix di tutti o alcuni di questi colori e non è da escludere l’uso del nero. La scelta dipende molto dal tipo di tavolozza che si sta utilizzando. Ad ogni modo, qualunque colore si sceglie bisogna ricordarsi che è il bianco a predominare e gli altri colori saranno in piccole quantità.

  11. Non usare la spatola per mescolare i colori.

    I colori sulla tavolozza possono essere mescolati sia con pennello che con la spatola. Io uso entrambi i metodi. Ad ogni modo prima di cominciare il dipinto cerco di prepararmi tutte le tinte che andrò ad utilizzare. Questo mi consente di concentrarmi su un solo problema per volta e, inoltre, velocizza poi i tempi di esecuzione del dipinto. In questa fase uso esclusivamente la spatola perchè si pulisce facilmente e non conserva residui che possono sporcare le tinte che di volta in volta andrò a mescolare. Quando queste tinte iniziali sono pronte a quel punto uso esclusivamente il pennello. Questo modo di lavorare l’ho già illustrato nella lezione 6 del corso di pittura ad olio per artisti principianti.

  12. Mescolare il colore di un mezzo tono di un dato oggetto mescolando tra loro il colore in luce ed ombra dell’oggetto stesso.

    Questo è probabilmente l’errore meno conosciuto. Ho letto la prima volta di quest’argomento sul libro Creative Illustration di Andrew Loomis a pag. 152. Argomento poi ripreso da Richard Robinson nel suo corso Mastering Color. Supponiamo di avere un oggetto A rosso illuminato da una data sorgente luminosa. Su quest’oggetto come sappiamo si creerà una zona in luce e una in ombra, un punto di massima luce, il riflesso nella zona d’ombra e l’ombra portata sul supporto cui l’oggetto è poggiato. Tipicamente, però, tra la zona in luce e quella in ombra c’è una zona chiamata “mezzo tono”. Spesso è necessario creare una miscela di colore anche per questa zona. Quello che tipicamente si fa è prendere il colore dell’oggetto in luce e quello in ombra, mischiarli insieme per ottenere un colore intermedio. Il risultato sarà però un oggetto che apparirà piatto e non tridimensionale. Il motivo è che nei mezzi toni spesso il colore ha un grado di saturazione maggiore rispetto al colore in luce e quello in ombra. Aumentando la saturazione di questa zona quello che succede è che essa tenderà ad avanzare simulando così la rotondità dell’oggetto. Facciamo un esempio su come utilizzare questo principio. Supponiamo di avere una palla giallo ocra. La zona in luce sarà giallo ocra + bianco. Quello in ombra giallo ocra + viola (oppure cremisi alizarina + nero). Per ottenere il mezzo tono si mescolano le due miscele ma si aggiunge un po’ di più di giallo ocra così da avere un colore più intenso rispetto agli altri due.

  13. Sovrapporre colore su colore ad impasto nella tecnica bagnato su bagnato.

    Cominciamo con il dire che nella tecnica bagnato su bagnato è possibile stendere il colore su un colore ancora bagnato, in fondo è l’essenza della tecnica stessa. Ad esempio, in questo tutorial questa tecnica è stata fondamentale per creare i riflessi degli alberi nell’acqua. Stessa tecnica è stata utilizzata per dipingere una montagna sopra un cielo ancora bagnato. In entrambi i casi, però, il colore sottostante era stato ben steso con la pennellessa. Quindi, va bene dipingere con un colore su un colore ancora bagnato, l’unica cosa è di assicurarsi che quest’ultimo non sia troppo ad impasto.

  14. Usare la vernice finale dopo pochi giorni di asciugatura.

    Su Internet, nei vari forum, leggo voci discordanti sull’uso o meno della vernice finale dopo l’esecuzione di un dipinto. Chi è favorevole, chi contrario. La mia posizione è che va bene usare la vernice finale, in fondo è una protezione per il dipinto dalla polvere, previene l’ingiallimento, rende uniforme la lucentezza del dipinto ed è facile da asportare in casi di restauro. Il problema non è l’uso o meno della vernice finale, il problema è quando applicarla. Tipicamente bisogna attendere 6 mesi prima di applicarla. Volendo nell’attesa è possibile usare una vernice da ritocco che si applica comunque dopo un mese. Ho parlato di questo tema nella parte finale dell’articolo Solventi, Oli, Medi e Vernici, chi lo desidera può andare a rileggerlo.

  15. Eseguire velature su una superficie dipinta non ben asciugata.

    La velatura è l’applicazione di un colore trasparente su una superficie ben asciutta. L’errore tipico è quello di affrettare i tempi e applicare lo strato trasparente quando ancora quello sottostante non è ben asciutto con il risultato di un colore poco brillante, ossia l’effetto opposto di quello che si vorrebbe ottenere con una velatura.

  16. Eseguire velature non utilizzando colori trasparenti.

    I colori oltre a differenziarsi per hue, tono e saturazione hanno anche un’altra caratteristica molto importante: la trasparenza. I tubetti venduti in commercio hanno un quadrato stampato che può assumere 3 colori: bianco, nero e metà bianco e metà nero. Il primo indica che il colore è trasparente, il secondo che è opaco il terzo che è semi opaco. C’è un altro principio da tener presente:

    • colore opaco + colore trasparente = colore opaco
    • colore trasparente + colore trasparente = colore trasparente
    • colore opaco + colore semi opaco = colore opaco
    • colore semi opaco + colore trasparente = colori semi opaco

    Per realizzare velature è consigliabile usare sempre colori trasparenti o al massimo, se proprio necessario, semi opachi. Essendo il bianco di titanio un colore opaco non è consigliabile usarlo per le velature. Quindi è consigliabile utilizzare anche una tavolozza di colori trasparenti come carminio, blu oltremare o ciano, giallo indiano terra siena naturale, terra verde, ecc.

  17. Schiarire i colori con il bianco e scurirli con il nero.
    Un altro approccio molto usato erroneamente in pittura è quello di pensare che i colori si schiariscono con il bianco e si scuriscono con il nero. La prova di tale erroneità si dimostra facilmente mescolando giallo e nero. Con questa miscela si ottiene un verde scuro piuttosto che un giallo scuro. Un modo migliore per scurire i colori è quello di utilizzare un colore più scuro della stessa gamma. Ad esempio, il giallo si può scurire con ocra gialla prima e terra d’ombra bruciata poi. L’arancio si può scurire con terra di siena naturale prima e terra di siena bruciata dopo. Anche l’uso del solo bianco per schiarire un colore non sempre è applicabile perchè il bianco provoca uno shift dello hue verso il blu e riduce la saturazione del colore. Nell’articolo come Mescolare i Colori abbiamo visto che un buon rimedio è quello di aggiungere al bianco un po’ del colore adiacente sulla ruota cromatica. Quindi per schiarire un rosso è consigliabile aggiungere un po’ di giallo al bianco.

Probabilmente anche voi avrete fatto alcuni errori imparando a dipingere. Qual’è stato l’errore più frequente commesso in passato e che oggi non ripetereste più?


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Commenti

  1. Matteo Pavani dice:

    Ottimo articolo! Io mi scontro sempre con la difficoltà di ‘azzeccare’ i colori giusti. Credo proprio che dovrò studiarmi con calma questo articolo in modo da imparare dalla tua esperienza. Graize 1000

  2. Io trovo grandissima difficoltà con i colori e uno degli errori più frequente è stato scurire o schiarire con il bianco e il nero…… adotterò il metodo che illustri! Bell’articolo!

  3. Annalisa dice:

    Avevo 1 grande difficoltà a trovare il colore di mezzotono….meno male che ci sono i tuoi fantastici articoli che, come sempre, mi sono di grande aiuto!!!!
    grazie 1000 ciao ciao

  4. sasadangelo dice:

    grazie per l’incoraggiamento

  5. Buono…per dilettanti della Domenica.

  6. Francesco dice:

    Francomà, quindi questo articolo serve anche a te 😉

  7. Ottimo articolo. Aggiungerei due voci in piu’:

    18. Dipingere magro su grasso – Va fatto l’inverso pena la screpolatura della pittura a distanza di tempo… Man mano si procede dai colori del fondo bisogna usare sempre meno trementina e piu’ olio diluente.

    19. Incompatiblita’ tra colori e colori che nel tempo (causa piombo e altro) variano nella tonalita’.

  8. Ottimi consigli

  9. Grazie per i consigli; ho iniziato a dipingere da un mese e ho già notato alcuni dei miei sbagli nell’elenco 🙂

  10. vito savinelli dice:

    ho notato che usare il bleù di prussia, con gli anni si oscurano i dipinti.

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